Peculato, finisce ai domiciliari
l’operatore socio sanitario
MACERATA - Convalidato l'arresto di Paolo Angeletti. Il difensore, l'avvocato Nicola Piccinini, contesta l'accusa: "Semmai si può parlare di appropriazione indebita"
di Gianluca Ginella
Va agli arresti domiciliari l’operatore socio sanitario del nosocomio di Macerata, finito in manette ieri per peculato. Il gip ha convalidato l’arresto questa mattina, al tribunale di Macerata (leggi l’articolo). L’oss, Paolo Angeletti, 53 anni, residente a Corridonia, ieri ha risposto alle domande del Gip Enrico Zampetti. “Ho preso alcune cose in ospedale per leggerezza, perché mia madre stava male – ha detto Angeletti in aula. Non pensavo assolutamente di commettere un reato. La maggior parte di quanto mi è stato sequestrato dalla polizia erano cose che avevo acquistato io”. Angeletti è assistito dall’avvocato Nicola Piccinini. Il legale, in udienza, si è soffermato in particolare sulla contestazione avanzata dalla procura di Macerata, il reato di peculato. A detta del legale, infatti, si potrebbe, semmai, parlare “di appropriazione indebita, non di peculato. Infatti – ha detto Piccinini – il mio cliente aveva a disposizione dei beni, asseritamente sottratti, ma non in virtù della sua qualifica, ma abusando dei suoi poteri li aveva a disposizione. La Cassazione in merito dà due orientamenti e il Gip ha deciso di confermare la contestazione del peculato”. Angeletti, come detto, era finito in manette ieri. Dopo essere stato fermato dalla polizia mentre usciva dall’ospedale di Macerata, dopo aver finito il turno di notte. La sua casa era stata perquisita e la polizia aveva trovato materiale sanitario e anche strumenti medici di misurazione, come sfigmomanometri e fonendoscopi, oltre a carta igienica e, tra l’altro, un paio di pantaloni del 118.
