Truffa bio, sentita dal Gip la recanatese finita agli arresti domiciliari

La donna ha dichiarato di non aver mai rilasciato certificazioni di conformità alle aziende coinvolte nella maxifrode

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alessandro marcolini

L’avvocato Alessandro Marcolini

di Gianluca Ginella

Maxitruffa del settore biologico, all’interrogatorio di garanzia, la recanatese finita agli arresti domiciliari, nega ogni addebito. Paola Scocco, 41enne, dipendente di Suolo e salute, azienda di controllo della Regione, è stata sentita al tribunale di Macerata su delega del Gip di Cagliari (per la vicenda procede la procura sarda). La donna, assistita dal suo legale, l’avvocato Alessandro Marcolini, ha chiarito di non aver mai rilasciato certificazioni bio, né certificazioni di conformità alle aziende che sarebbero coinvolte nella maxifrode che coinvolge 5 regioni (LEGGI L’ARTICOLO): oltre alle Marche, la Sardegna, l’Emilia Romagna, il Veneto, e la Puglia. La donna ha detto che era solo una dipendente amministrativa e che si occupava solo del cartaceo per le successive certificazioni, che non venivano fatte da lei. Paola Scocco è indagata per abuso d’ufficio e frode in commercio.

Oltre a lei, oggi è stata sentita anche un’altra persona, un uomo di Cessapalombo, componente del collegio sindacale di una azienda. Per l’uomo, difeso dall’avvocato Renato Coltorti, la procura cagliaritana aveva preso il solo provvedimento di inibizione alle attività imprenditoriali. Nel complesso sono 24 le persone indagate per la vicenda della truffa bio. Sedici le ordinanze di custodia cautelare (4 in carcere e 12 ai domiciliari) spiccate la scorsa settimana dal Gip di Cagliari ed eseguite dalla Guardia di finanza. Nella nostra provincia sarebbe coinvolta, secondo la procura cagliaritana, l’azienda Bio Ecoland di San Ginesio. In manette, la scorsa settimana, era finito anche un socio dell’azienda, Paolo Petetta, 41enne di Ripe San Ginesio.


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