Rivoluzione digitale nei cinema di Civitanova
Un investimento di 160mila euro per il Rossini e il Cecchetti, altrimenti si rischia di non avere più la distribuzione dei film in uscita
Centosessanta mila euro per digitalizzare le sale cinematografiche del Rossini e del cinema Cecchetti. Questo l’impegno di spesa che ieri pomeriggio è stato discusso all’interno della Commissione bilancio per l’azienda Teatri di Civitanova. Un investimento necessario se non si vuole bloccare l’attività del cinema dal momento che la distribuzione dei film avviene ormai quasi esclusivamente solo attraverso il digitale e che la pellicola sta scomparendo. Le strutture attuali quindi non permetterebbero più la visione dei nuovi film in uscita. Un intervento per il quale esistono anche contributi sia regionali che europei e che lo Stato finanzia per il 30% attraverso la tax credit. In questo modo sostanzialmente la spesa viene quasi completamente coperta dai finanziamenti pubblici. In particolare il 30% della spesa viene finanziata a fondo perduto, e per 60mila euro da un bando regionale al quale il Comune di Civitanova ha aderito. Nelle Marche ci sono 109 schermi cinematografici e di questi 90 sono già stati digitalizzati. Il tempo stringe perchè l’adeguamento tecnologico va fatto entro il 31 dicembre. Dal 1 gennaio 2014 infatti non ci saranno più le classiche pellicole.
(l. b.)

I civitanovesi s’erano accorti che le sale comunali Rossini e Cecchetti battevano la fiacca. Da tempo sono costretti a vedere film decenti alla sala privata Capitol, ovviamente digitalizzata. Infatti già adesso, a pochi mesi dalla completa digitalizzazione, gran parte dei film sono distribuiti con la nuova tecnologia. Il Comune di Civitanova arriva buon ultimo, la Giunta non ha ancora assunto l’impegno di spesa, che sarebbe reintegrato da finanziamenti a vari livelli. Quando nelle Marche ormai il 90% delle sale è convertito al nuovo sistema! Cosa ha fatto in un anno l’assessore in-competente Silenzi? Pensa al Festival estivo dell’amico Troli e alla ricerca di sponsors, perdendo di vista il dovere primo di un amministratore: la salvaguardia di servizi essenziali per la cittadinanza, quali il cinema.