Potenza Picena si interroga sul futuro della piccola pesca
LA TAVOLA ROTONDA - All'incontro hanno preso parte anche l'assessore regionale Sara Giannini, il comandante della capitaneria di Civitanova, Lorenzo Masci e il responsabile regionale Agci Pesca, Elio Brutti
Si è tenuto sabato scorso, 8 giugno, un altro appuntamento del progetto “Le stagioni del pesce – Porti aperti”, finanziato dalla Regione Marche e a cui il Comune di Potenza Picena ha aderito. All’oratorio di Porto Potenza, infatti, si è svolta la tavola rotonda nel corso della quale si è parlato del futuro della piccola pesca ma anche della qualità del prodotto ittico dei nostri mari. Al convegno hanno preso parte, oltre al Sindaco Sergio Paolucci e agli Assessori Ezio Manzi e Giancarla Benedetti per l’Amministrazione Comunale, anche l’Assessore Regionale alla pesca Sara Giannini, il comandante della Capitaneria di Porto di Civitanova Lorenzo Masci e il responsabile regionale dell’AGCI Pesca e Amministratore Delegato della Società Servizi Integrati Elio Brutti.
Nel corso dell’incontro si è parlato delle questioni legate al tema del futuro della piccola pesca e si è sviluppato un interessante dibattito tra le autorità e la delegazione di operatori professionali locali presenti che hanno posto domande inerenti al loro settore, chiedendo chiarimenti alle autorità circa la correttezza delle tecniche, le modalità e le attrezzature di pesca
utilizzate dalle altre imbarcazioni, come le vongolare, che solcano le stesse acque. Le domande degli operatori, che hanno spaziato sulle varie questioni a cuore alla categoria, hanno riguardato anche i tempi e le modalità del fermo pesca. L’Assessore regionale Sara Giannini ha fornito le precisazioni richieste prospettando anche una riflessione più ampia e nelle sedi opportune circa le questioni poste. Il comandante della guardia Costiera di Civitanova Marche Lorenzo Masci ha garantito controlli per il rispetto delle norme di legge illustrando i dati dei mesi scorsi che hanno visto l’intensificarsi dell’attività di vigilanza da parte della stessa Guardia Costiera nelle acque di competenza.
Il Sindaco Sergio Paolucci ha evidenziato come il progetto “Le stagioni del pesce – Porti aperti” abbia “una valenza scolastica ma anche sociale in quanto consente la valorizzazione di antiche tradizioni e mestieri che rischiano di perdersi nei ritmi della vita moderna. La tavola rotondo inoltre – ha aggiunto il Sindaco – rappresenta il confronto e il tentativo di risolvere assieme le problematiche del settore della piccola pesca”. L’Assessore comunale al demanio Ezio Manzi ha illustrato l’importanza della tavola rotonda e del progetto “Le stagioni del pesce – Porti aperti” “per discutere delle questioni inerenti alla piccola pesca che viene praticata anche da alcuni operatori professionali portopotentini e che, lavoro assai duro e impegnativo, ancora rappresenta la fonte di sostentamento per delle famiglie”. L’Assessore alle attività educative Giancarla Benedetti ha sottolineato “le preziose attività condotte nelle scuole dagli insegnanti finalizzate a sensibilizzare i più giovani ed educarli al rispetto del mare e all’importanza del pesce delle nostre acque”. All’incontro erano presenti anche le scuole che hanno illustrato i
lavori condotti durante l’anno. L’iniziativa di sabato è stata preceduta, nei mesi scorsi, dall’incontro delle scolaresche del territorio con il pescatore portopotentino Benito Giampaoli che ha spiegato loro tutti i segreti della piccola pesca, prima a scuola e poi presso l’area di alaggio delle imbarcazioni della piccola pesca portopotentina. Quest’ultimo incontro ha in modo particolare suscitato l’interesse delle scolaresche che, accompagnate dai loro insegnanti, hanno potuto toccare con mano gli strumenti del mestiere come le nasse e le cocolle, strumenti principali degli ormai sorpassati metodi di pesca del passato. Il prossimo 4 agosto, poi, si terrà la consueta annuale rievocazione storica della pesca alla sciabica, antico metodo di pesca, molto faticoso e impegnativo, in voga presso le nostre coste quando la pesca era uno dei principali mezzi di sostentamento per le popolazioni rivierasche.

