“Prendete mia figlia, voglio farla finita”
Choc al commissariato di polizia

CIVITANOVA - Una mamma 26enne ha portato la sua neonata agli agenti per lasciarla in mani sicure. Il marito ha perso il lavoro e lei ha detto di non voler rubare per vivere: ora è ricoverata nell'ospedale cittadino

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polizia-01di Filippo Ciccarelli

Civitanova non si è ancora ripresa dalla tragedia del triplice suicidio di Romeo, Giuseppe e Anna Maria (leggi l’articolo), vittime della disperazione e della crisi economica capace solamente di azzerare il lavoro e aumentare i debiti, che l’ombra di una nuovo dramma attanaglia nuovamente la città, una volta simbolo della prosperità economica e vanto dell’imprenditoria locale. 
Ieri notte, poco dopo le 23, una mamma 26enne di nazionalità albanese, si è presentata al commissariato di polizia stringendo la figlia neonata, che non ha nemmeno un anno di vita. Ha pregato gli agenti di tenerla e di prendersene cura, perché lei si sarebbe uccisa. Subito i poliziotti hanno cercato di tranquillizzarla, ma la giovane era in stato di choc, e non ha saputo fornire alcun tipo di indicazione su chi fosse e dove vivesse. Alla fine gli agenti sono riusciti a ricostruire parte della storia: la ragazza è madre di altri due bambini, e si trova in Italia da 7 anni, insieme al marito con cui è partita dall’Albania. Da mesi il coniuge, prima impiegato nel settore dell’edilizia, ha perso il posto di lavoro e non riesce a trovare nient’altro a causa della crisi, che specialmente nel settore immobiliare morde senza lasciare scampo. “Non voglio delinquere per vivere, così non ce la faccio più. Sono decisa a farla finita”: sono queste le parole che la giovane mamma ha rivolto agli agenti. Nel frattempo, al commissariato è arrivato il personale del 118 e solo a notte fonda la 26enne si è decisa a sottoporsi volontariamente al trattamento sanitario obbligatorio.  I poliziotti delle Volanti, coordinati dal dirigente Roberto Malvestuto, hanno dovuto rimettere insieme tutti  pezzi del racconto della donna per ritrovare il marito e gli altri due bambini. L’aspirante suicida, infatti, non era riuscita a dare le proprie generalità e nemmeno quelle del consorte. La vicenda è stata segnalata ai servizi sociali di Civitanova: la settimana scorsa in città una 47enne si era suicidata gettandosi dal quinto piano della propria abitazione in via Mameli (leggi l’articolo) e l’attenzione per evitare che tragedie simili possano ripetersi è massima.


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