“L’ospedale perde posti e pezzi”

SAN SEVERINO - Gilberto Chiodi, capogruppo di "Una città da vivere" in consiglio comunale, lamenta la cessione di strumentazione medicale in favore di altre case della salute dell'Area Vasta 3

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Il capogruppo Gilberto Chiodi

Il capogruppo Gilberto Chiodi

Da Gilberto Chiodi, capogruppo consiliare di “San Severino – Una città da Vivere” riceviamo:

“I tagli della riorganizzazione sanitaria regionale, nell’ambito dell’Area Vasta 3 cominciano a farsi sentire e non soltanto quelli. Infatti, dopo la fortissima penalizzazione per il nosocomio locale “Bartolomeo Eustachio” che ha perso 52 posti letto per acuti, la struttura settempedana ha perduto inesorabilmente ulteriori servizi relativi alle cosiddette specializzazioni mediche. Sono due i casi eclatanti a vantaggio di altri strutture ospedaliere ed altre Case della Salute. Al reparto di oculistica settempedano, infatti, sarebbero stati tolti e conseguentemente trasferiti 3 macchinari, in specie dei microscopi e una attrezzatura specifica per la cura delle cataratte a favore della Casa della Salute di Recanati.
Allo stesso modo  in un’altra Casa della Salute, di cui non si conosce con certezza la sede, si sarebbero effettuate delle prove per l’utilizzo di un macchinario per la “rottura ad ultrasuoni dei calcoli renali” di cui si starebbe trattando l’acquisto. Ebbene, tale macchinario era stato più e svariate volte richiesto dall’ospedale settempedano, in ragione della sua vocazione specialistica e delle professionalità mediche ed infermieristiche che vi operano. Ulteriore, segno di sofferenza si ricerca nella concessione di una seduta aggiuntiva all’Ospedale di Camerino, per la cosiddetta chirurgia programmata, che invece sarebbe dovuta effettuarsi a San Severino, in ragione anche degli impegni assunti dal direttore generale di Area Vasta davanti all’intero Consiglio Comunale cittadino. Si ricorda inoltre, sotto questo profilo, in merito ai carichi di lavoro del personale, la struttura settempedana ancora procede con le sedute disposte in forza del cosiddetto “Piano Ferie 2012”. Da quello che oggettivamente si nota, l’Ospedale di San Severino non soltanto viene tagliato dei 52 posti letto così come previsto dal Piano di riorganizzazione, ma viene altresì tagliato di servizi e di strumentazione diagnostiche ed operative di cui non se ne faceva alcuna menzione.
E’ chiaro, che ciò che sta avvenendo è frutto di una regia e di un comportamento omissivo foriero di evidenti responsabilità politiche che debbono obbligatoriamente ascriversi al Sindaco, per una manifesta incapacità amminsitrativa di trattare la materia sanitaria locale”.


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