La Cina alla ricerca del “vero Made in Italy”

Un importante accordo è stato siglato tra Li Jianquan, rappresentante amministrativo della città di Qingdao e Giuseppe Mazzarella, Presidente nazionale Confartigianato Moda
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La firma dell’accordo al Cosmopolitan di Civitanova

Nota di Confartigianato Macerata:

Dopo la visita di una folta delegazione di buyer ed investitori cinesi provenienti dalla regione di Haining, avvenuta lo scorso fine aprile e culminata con la firma di un accordo commerciale che di fatto ha aperto la strada ad una proficua collaborazione tra la Cina e le nostre imprese artigiane, un secondo importante atto è stato quello di qualche giorno fa, sempre a Civitanova Marche, atto che ha apposto un ulteriore tassello allo sviluppo delle relazioni commerciali tra la nostra provincia ed il paese tanto caro al nostro avo Padre Matteo Ricci. Un importante accordo è stato infatti siglato lunedì scorso tra Li Jianquan, rappresentante amministrativo della città di Qingdao e Giuseppe Mazzarella, Presidente nazionale Confartigianato Moda oltre che membro del consiglio d’amministrazione dell’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. In questa occasione una folta delegazione cinese ha incontrato, al Cosmopolitan Hotel di Civitanova, 32 imprese del distretto fermano-maceratese operanti nella produzione di borse (Pergolesi Pelletterie, Valentino Orlandi, RP Pelletteria, Trade House, Poker, Rapari Gianni, Pelletteria Giordano), nella produzione di borse e calzature (Sergio Amaranti, Amaranti srl, Amaranti Bruno), nella produzione di calzature (Linea Azzurra, Vinicio Camerlengo, Gian Ros, Leonardo Iachini, Mario Bruni Spring, Davis Cesaretti, Fabiano Ricci, Halmanera Calzature, Calzaturificio SV, London Calzature, Ducanero), nella produzione di abbigliamento (Giovanna Nicolai, Sartoria Tittarelli, Sartoria MB, Mamanoel, Maglificio Pamira, Trea, Copen Group) ed in quella di accessori (Creativa Montappone srl, Compagnia Accessori, Complit, Elti srl). «In Cina si stanno intensificando le politiche distributive — ha spiegato Mazzarella —: stanno nascendo grandi centri commerciali e zone di vendita in tutti i settori. La popolazione ha voglia di comprare prodotti d’eccellenza, “made in Italy”. Stiamo creando allora un “matching” tra loro, che hanno voglia di acquistare i nostri manufatti, e noi, che abbiamo aziende di qualità. E non c’è dubbio alcuno  che questa sia la strada maestra da percorrere per aiutare le nostre piccole e medie imprese che altrimenti, non avendo esse personale e risorse a disposizione per partecipare direttamente alle fiere, rimarrebbero inevitabilmente tagliate fuori da un mercato che invece, giorno dopo giorno, mostra sempre più apprezzamento non solo per la qualità ma anche per la provenienza certificata dei prodotti. Da anni, come Confartigianato, lavoriamo all’internazionalizzazione del nostro distretto, mettendo in contatto diretto i buyer con le imprese.  Se l’oggi ha come obbiettivo il mercato cinese, un futuro assai prossimo vedrà focalizzata la nostra attenzione anche verso altri mercati emergenti, Giappone e Russia su tutti».

Cosmopolitan 27 maggio 2013 0aRitornando al mercato cinese va rimarcato che nel 2012 il 27% circa dell’export marchigiano ha riguardato il comparto della moda (tessile/abbigliamento/calzature e pelletteria): le Marche hanno esportato merce per un valore pari a 2.622,5 milioni di euro, con un incremento sull’anno precedente del 5,3%, e tale crescita è stata fortemente trainata dall’incremento dell’export nei mercati asiatici. Infatti l’export dei prodotti della moda si divide equamente tra UE (50,2%, con un calo di 3,1 punti percentuali sul 2011) ed extra UE (49,8%, con una crescita sull’anno precedente pari al 15,3%). Tra i mercati di destinazione principali vi sono Cina ed Hong Kong che insieme rappresentano il 7,8% del valore dell’export relativo al comparto della moda e che fanno segnare uno degli incrementi più elevati rispetto al 2011. Le province di Fermo e Macerata hanno fatto al riguardo la parte del leone, avendo esportato rispettivamente il 39,7% e 29,4% del totale regionale.

 



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