Inaugurata la mostra “Girolamo di Giovanni. Il Quattrocento a Camerino”
Allestita nei locali della pinacoteca, nel complesso museale di San Domenico
Girolamo di Giovanni, nella sua reale dimensione, di comprimario torna ad essere protagonista -con le sue opere quasi al completo- grazie anche alla riscrittura della sua personalità operata da Matteo Mazzalupi nella mostra dedicata al suo operato. Intanto la ricostituzione, ancorché parziale, di un polittico – e cioè l’insieme formato dalla Crocifissione (giunta alla Galleria Nazionale delle Marche di Urbino da Monte San Martino), con le due cuspidi acquistate recentemente dai Musei Civici di Camerino. Il pittore di Camerino, per molto, ha rappresentato per gli studiosi e per i cultori dell’arte il massimo rappresentante della cosiddetta scuola camerinese. Ora finalmente rivive nella mostra, allestita nei locali della pinacoteca, nel complesso museale di San Domenico, a cura di Alessandro Marchi e da Barbara Mastrocola, è anche –nelle sue dimensioni contenute- una esplorazione a tutto campo sulla trasmigrazione delle forme e dei decori in vari esemplari di produzione artistica, qui esposti l’uno accanto all’altro senza differenze gerarchiche. “E poi una mostra che presenta l’impegno giornaliero della nostra Soprintendenza, che ha restaurato il ‘finto polittico’ di Paolo da Visso e revisionato con i propri operatori molte delle opere in mostra.” dice Maria Rosaria Valazzi, Soprintendente per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici delle Marche. Presente all’inaugurazione anche il Sindaco di Camerino Dario Conti: “La mostra vuole essere anche – in tempi così difficili per la politica e l’economia – un segno di speranza verso un futuro prossimo migliore. La crisi economica, che stiamo vivendo coinvolge anche la cultura.”
Anche Gianluca Pasqui, il vice sindaco e assessore alla cultura del Comune di Camerino racconta la storia dagli albori sino al traguardo raggiunto in questa occasione, ma afferma: ” I tempi per dar corso al progetto si sono protratti, scontatamente a motivo della crisi che ha investito il Paese, ma non sono scorsi in modo vano, in quanto hanno favorito studi e meditazioni che consentono oggi di trasformare il modesto progetto iniziale in una seducente mostra su Girolamo di Giovanni, in qualche modo riparatoria della sottrazione di opere e dello strappo di mostrine cui fu sottoposto a conclusione delle ricerche compiute per la grande esposizione dedicata al Quattrocento camerte.
La mostra contribuirà non poco a ravvivare il flusso continuo di turisti stabilitosi in città a partire dal trasferimento del Museo e della Pinacoteca nella suggestiva sede del Convento S. Domenico e, soprattutto, a partire dall’allestimento di importanti mostre. Mi è gradita l’occasione per rivolgere un sentito ringraziamento ai qualificati operatori museali e ai generosi volontari che consentono la visita dei monumenti cittadini: agli uni e agli altri l’economia turistico-culturale della città deve molto”, dice Pasqui.
“A distanza di tempo dal grande evento del 2002 Il Quattrocento a Camerino, sostenuto dalla Regione Marche, questa mostra oggi accende di nuovo i riflettori sulla cultura figurativa della città varanesca e sulla figura di Girolamo di Giovanni, attraverso la valorizzazione di due sue piccole opere acquisite sul mercato antiquario per la pinacoteca camerte, grazie al sostegno della Regione Marche: si tratta di due tavolette – due cuspidi minori – di un polittico di Girolamo di Giovanni, probabilmente quello già nella chiesa di S. Agostino di Monte San Martino. Polittici su tavola, oreficerie, maioliche: tanti i capolavori esposti in mostra che racchiudono lo spirito di un’epoca, la cultura dei nostri territori e forniscono lo stimolo costante e attento a proseguire nelle ricerche sul Rinascimento marchigiano.” conferma Pietro Marcolini, assessore alla cultura della Regione Marche. Non poteva certo mancare l’Arcivescovo di Camerino e San Severino Marche, Francesco Giovanni Brugnaro che ha benedetto questo nuovo evento culturale.

