Pietrangelo Buttafuoco ha raccontato la destra
Nei giorni scorsi l'incontro all'Hotel Grassetti di Corridonia
“C’è una destra che è popolo senza potere e una sinistra che è potere ma senza un popolo”. E’ da questo paradosso che Pietrangelo Buttafuoco, giornalista e scrittore, comincia la sua riflessione sul tema “La destra: ultima fermata”. Davanti a lui una sala gremita di vecchi militanti del MIS, novelli consiglieri del Pdl, ma anche tanti giovani intervenuti da tutta provincia e non solo, riuniti all’hotel Grassetti di Corridonia dal Circolo Futuro Ideale. Un incontro organizzato dall’infaticabile Ovidio Vitali e dall’anima del Circolo, Fabio Massimo Conti. Un intenso viaggio intorno alla destra, quello di Buttafuoco: da quel mondo che per profondità e radici appartiene alla identità universale che non può essere confusa con gli estremismi populisti xenofobi fino all’ultimo risultato elettorale che, come una nemesi, ha certificato la morte della destra politica a ogni livello. Il tutto attraversando il berlusconismo la cui classe dirigente ha svenduto e umiliato un’identità. Buttafuoco, come quel combattivo Rinaldo dell’Orlando Furioso, con un’oratoria appassionata ha catturato la platea accendendo i cuori quando ha parlato di quelle radici così importanti e lontane di una destra ormai disintegrata. Radici legate a movimenti di architettura, urbanistica, ma anche alla musica, letteratura e perfino poesia, dal pensiero di Julius Evola ai Cantos di Erza Pound. Tutto questo per Buttafuoco non è museo, ma è futuro. “Mi auguro che ci ritroveremo dove la somma delle delusioni non possa cancellare le radici”, ha concluso, sostenendo come un popolo per risorgere debba avvicinarsi al sacro e allontanarsi da quel nichilismo che lo sta portando nel baratro.



“A Poggio Picenze, in Abruzzo, all’indomani del terremoto il giornalista collettivo raccontò della paura della comunità magrebina per la presenza di un nucleo di CasaPound. Finì che gli africani ringraziarono pubblicamente CasaPound e il sindaco sta adoperandosi per intitolare la biblioteca al noto poeta”.
Pietrangelo Buttafuoco, Fuochi, Vallecchi, Firenze, 2012