Un amore sconfinato
La favola di Gessica e Ron
Da Calcutta a Civitanova passando per Londra il triplo coronamento di una storia d'amore
di Laura Boccanera
L’amore non ha limiti, se non quelli che ci costruiamo da soli. E’ una storia da film quella che unisce Gessica e Ranajay che spazia in dieci anni e attraversa chilometri e chilometri in ogni angolo del mondo, con un unico baricentro, via Boiardo, Civitanova. Un matrimonio che ha poco di usuale protagonisti in primis: lei è Gessica Lucci, civitanovese, lavora nel settore turistico, lui è Ranajay Raychaudhuri, indiano, tre lauree, esperto di finanza. Si conoscono in Erasmus a Manchester dieci anni fa ed è un colpo di fulmine “è sceso da una scala e m’è preso un colpo, bello come il sole” racconta lei. I due si frequentano, si fidanzano, i rispettivi genitori sono un po’ in allarme e alla fine si lasciano. Lui va in America a perfezionare la sua professione, lei viaggia nell’est del continente, in Russia soprattutto. Non si sentono per anni, ognuno prosegue la sua vita, cerca di affermare se stesso nella propria professione fino a che, un giorno, l’intraprendente indiano, silenzioso e schivo ma ancora innamoratissimo di quella ragazza civitanovese vivace e briosa, prende la valigia e si precipita sotto casa di lei a Civitanova. Non si sono più lasciati e in questo fine settimana hanno festeggiato le loro terze nozze in Italia. Dopo il rito in Comune a Londra dove ora entrambi vivono qualche mese fa la cerimonia religiosa con rito indù in India e poi la benedizione cattolica in Italia.
Ma la curiosità che circonda la coppia non sta solo nella loro incredibile storia d’amore, che supera pregiudizi, limiti geografici e relazionali, ma anche in uno stuolo di “fan” che li ha seguiti in tutti i matrimoni. Amici, parenti, coinquilini, compagni di università e d’infanzia, una quarantina di persone che provengono da ogni parte del mondo e che si ritrovano a festeggiare la coppia ogni volta che si sposano negli angoli del pianeta. 40 nazionalità diverse hanno soggiornato in questo week end a Civitanova e la loro presenza non è certo passata inosservata: tra loro c’è l’asiatico che vive e lavora alle Mauritius, l’inglese, la polacca sposata con l’indiano, americani di San Francisco, italo-inglesi, tedeschi, greci e catalani, un melting pot che ha rallegrato locali e ristoranti della città finendo anche nell’obiettivo dei fotografi locali. A Gessica e Ran e alla piccola che nascerà fra qualche mese anche gli auguri della redazione di Cm.



Bella favola davvero! Mi unisco agli auguri più sinceri di tutti gli altri.
Ciò che mi ha favorevolmente sorpreso è stato il triplice matrimonio: quello laico di Londra, quello Indù in India e, infine, quello Cattolico in Italia. Qualche cattolico della chiavetta si sarà fatto venire il mal di stomaco…
Ma come – avrà detto – che c’entra mettere insieme il sacro del rito cattolico e il profano del rito induista, dopo quello laico di Londra? Tranquilli, ragazzi. Lo Spirito Santo, come noi lo chiamiamo, non è solo appannaggio dei Cattolici e dei Cristiani in genere, ma è presente in tutte le religioni che fanno camminare i fedeli sulla “via della Mano Destra” (vedere Internet). Quindi, nelle religioni cristiane, musulmane, induiste e parte delle buddhiste. Solo il pregiudizio ci fa diventare razzisti religiosi ed unici “unti” del Signore.
Ed infine, se Dio è Amore Assoluto, l’Amore tra due esseri che si uniscono si unisce all’Amore Assoluto. Ed è ciò che conta…
Arifatte un po’ tutto all’indietro quando divorzi.-