Azzerata la dirigenza di Rifondazione Comunista
Il segretario provinciale Mauro Romoli annuncia le dimissioni: "Conclusa l'esperienza politica nazionale del partito, serve un nuovo soggetto unitario di sinistra europea"
Un comunicato stampa che è anche l’annuncio della fine di uno storico partito nato dalla svolta della Bolognina, Rifondazione Comunista. Parliamo del partito provinciale ma l’umore è comune un pò dappertutto, anche l’aggregazione elettorale di Rivoluzione Civile è stata sepolta proprio oggi dal suo fondatore Antonio Ingroia. E il segretario provinciale di Rifondazione Comunista Mauro Romoli annuncia le sue dimissioni. “Nei giorni scorsi si è riunita l’assemblea provinciale degli iscritti del Partito della Rifondazione Comunista di Macerata, – si legge nel comunicato – che dopo un’analisi del risultato elettorale che ha visto il partito sostenere la lista Rivoluzione Civile con esito purtroppo deludente, ha preso atto delle dimissione annunciate dal segretario provinciale Mauro Romoli, eletto appena poco più di un anno fa. A tale decisione hanno fatto seguito le dimissioni di alcuni componenti della segreteria provinciale e la decadenza comunque automatica dell’organismo.” “Ho preso questa decisione – dice lo stesso Romoli- perché ritengo, purtroppo, conclusa l’esperienza politica nazionale di Rifondazione Comunista. Dico purtroppo poiché Rifondazione è stato l’unico partito che ho votato da quando ho compiuto 18 anni ad oggi. Non rinnoverò la tessera, e con me tanti altri in Provincia, poiché credo che l’unica soluzione per arrivare a riunificare la sinistra, cui spetta il compito urgente per questo Paese di ricostruire un opposizione sociale e politica a questo governo delle larghe intese, sia destrutturare tutte le formazioni politiche attualmente esistenti per poi ripartire dal basso, da assemblee territoriali dove davvero valga il principio “una testa, un voto” nel prendere le decisioni senza posizioni dominanti precostituite, dove siano messi da parte gli “isti” e gli “anti” per poi poter guardare alla costituzione di un soggetto politico nuovo che si richiami alla Sinistra Europea, un soggetto plurale che sia in grado di far sentire a casa a tutte quelle persone che oggi non si ritrovano più sotto la storica falce e martello, e quelle che non si vogliono rassegnare e sono deluse dall’abbraccio mortale con questo PD. Sicuramente un lavoro di lungo termine, dove occorrerà, prima di tutto, ricostruire un pensare comune di sinistra, maturare le proprie autonome posizioni sulle diverse tematiche ed affermare un nuovo modello di società al fine di intercettare nuovamente quel consenso elettorale andandosi via via erodendosi negli anni. Fatto tutto questo, solo allora si potrà discutere nuovamente di alleanze elettorali che veda la sinistra protagonista del cambiamento di questo Paese e non relegata al semplice ruolo di comprimaria così come successo in tutta la seconda Repubblica. Per tutto questo continuerò a profondere l’impegno di sempre, perché se è vero che finisce la mia esperienza nel partito, non finisce però la mia passione ed il sogno di vedere un’Italia diversa e migliore”.

Decisione ineluttabile. Ormai, riproporre il Comunismo è qualcosa che non sta più nella realtà della gente, dei lavoratori. Rimane – con le sue contraddizioni dittatoriali – solo a Cuba e in Corea del Nord. In altre parti si è “convertito” al capitalismo della peggiore specie e, come in Cina, riempie tasche e stomaci della Casta politica unica, dell’apparato militare soppressivo e del capitalismo d’importazione che fa là i suoi sporchi affari a nostro danno.
Gli ultimi di Rifondazione di Corridonia sono in catalessi annosa. Votai per una Compagna di Ascoli di Rifondazione alle ultime Europee. Un Compagno di Corridonia è ormai schierato con M5s.
Dove andare?
Da Vendola? Vendola ha “basse statistiche di produzione”. Significa che sopravvive solo per avere qualche poltrona. Il PD è una DC ripitturata di rossastro. Infatti, ha ex-DC, ex-PRI, ex-PSI al suo interno che fanno benissimo gli affari loro, come quando governavano nel centrosinistra. E’ noto che l’appetito vien mangiando… E certi vertici del PD lo dimostrano nella prassi. Allora, anche il PD è finito? Sì, se continuano ad inciuciare in modo inverecondo come stanno facendo adesso a Roma, ad Ancona e a Macerata. Però, non tengono conto di una cosa…
Non tengono conto che la maggior parte della gente è sana mentalmente e di cuore. La base non è contaminata dalla sporcizia dei politicanti di ieri e di oggi. Cosa avverrà domani?
Passata la meteora Renzi – poiché anche egli ormai ha perso smalto e credibilità – rimane il potere di cui la base dei Compagni deve riappropriarsi. Si deve ritornare indietro, come quando si andava tra la gente, quaranta anni fa. E come ci sta andando il Movimento 5 Stelle. In battaglie come il NO Biogas, dove il nerbo dei combattenti è formato da elettori del PD.
Due sere fa un vecchio Compagno, iscritto al PD, voleva stracciare la tessera dopo la pagliacciata dell’inciucio governativo PD-PdL. Voleva andare con Vendola… Per andare dove?
Gli ho detto che tutto non è perduto. Che gli ideali etici del PCI ancora sono validi e che nel Partito Fabrizio Barca – il figlio dell’indimenticabile Luciano Barca che faceva capire d’economia perfino agli operai con la quinta elementare – si sta impegnando per riorganizzarlo alla base. Che c’è un Pippo Civati. Anzi che ci sono già diversi Pippo Civati in Parlamento. Che occorreranno 100 Pippo Civati in Parlamento per fare fuori quei 100 pezzi di merda che hanno fregato Prodi. Che occorreranno 1.000, 10.000, 100.000 Pippo Civati nelle sezioni per buttare fuori gli organigrammi e le nomenklature stantie. Fuori di brutto, dialetticamente e, se del caso, a bastonate. Perché, se si salva il Partito si salva l’Italia che lavora, non l’Italia del bengodi alla faccia della gente onesta.
Quì, non è più il caso di riparlare di Comunismo, di Sinistra, di Centro e di Destra. Parole abusate e prive di senso reale. Occorre una scelta di campo e con chi stare…
Dobbiamo stare con il Popolo, i Cittadini, i piccoli e medi industriali, i piccoli commercianti, i piccoli agricoltori, i lavoratori dipendenti, i pensionati, i giovani a cui dobbiamo dare un futuro. Altrimenti, cadremo nel caos.
Il Movimento 5 Stelle ha raccolto una massa di sfiduciati e ha evitato momentaneamente lo scatenarsi della rivolta. Ma non basta. Occorre dare una svolta reale affinchè il cittadino non si senta un estraneo in Patria, che deve essere la sua Casa sicura, il luogo della Memoria e dove costruire il suo Futuro…
Altrimenti, non rimane che il suicidio, o la rivolta armata. Quegli spari di Roma hanno sbagliato bersaglio. Purtroppo ci sono andati di mezzo cittadini – i Carabinieri – senza i quali avremmo il Far West. Ma, quella revolverata è una sveglia e un simbolo di avvertimento che così non si può andare avanti. Lo hanno capito i politici? Vedendo quali impresentabili collusi con la sporcizia sono nel Governo Letta, temo di no. Tocca a noi della base dare la svolta che riporti etica e speranza nella Politica e in galera i politici ladri e mafiosi.
Vorrei lanciare una provocazione al sig. Rapanelli il quale afferma che riproporre il Comunismo è qualcosa che non sta più nella realtà della gente. La mia provocazione è la seguente: secondo lei il momento economico e politico che stiamo vivendo se non è la crisi del sistema capitalistico cos’è ?
@ maurizior. Il marxismo ormai non è più nella realtà della gente. Occorre una nuova prospettiva anticapitalistica. Una scelta di campo. Chi ha bisogno è una enorme quantità di persone. Basta sapere spiegare la strategia. Il resto è tattica.