Giravano con l’attrezzatura da scasso:
presi dai carabinieri dopo la fuga

CIVITANOVA - Due cittadini polacchi sono stati denunciati, probabilmente volevano rubare dei tubi di rame che erano in un cantiere. Il metallo rosso è sempre più ambito dai ladri, che nella notte hanno messo a segno un colpo a San Ginesio e ne hanno sfiorato un altro a San Severino

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Arnesi_Scasso

di Filippo Ciccarelli

Hanno tentato una breve fuga per le vie di Civitanova, ma sono stati raggiunti dai carabinieri, che li hanno portati in caserma e denunciati. Due cittadini polacchi, dopo essere stati scoperti dal carabiniere di quartiere mentre gironzolavano nell’area di un cantiere e la osservavano con molta attenzione, hanno cercato di darsela a gambe dopo aver visto il militare in divisa che li aveva notati. I due, zaini in spalla, sono scappati verso la Statale Adriatica, ma l’Appuntato scelto Antonio Morelli aveva già chiesto il supporto di una pattuglia, a bordo della quale c’era il Maresciallo Vincenzo Lucarelli, che ha bloccato ogni via di fuga ai sospettati. Dalla perquisizione è emerso un vero e proprio arsenale da scasso a disposizione dei due giovani: cacciaviti, pinze, tronchesi ma anche cappellino e mephisto, passamontagna usati dai gruppi d’assalto militare per non farsi riconoscere, oltre a guanti tecnici per non lasciare impronte. Il ritrovamento di una chiave a catena, solitamente impiegata per smontare i tubi in rame, spinge gli investigatori a ritenere che i due volessero smontare i tubi di rame presenti nel cantiere: dagli ulteriori accertamenti, è emerso che i due polacchi avevano commesso numerosi furti nel proprio paese. In Italia, sulla base dell’attività criminosa compiuta in Polonia, erano stati già arrestati sulla base di un mandato di cattura europeo. Durante la loto “trasferta” a  Civitanova, però, sono incappati nei controlli del carabiniere di quartiere e della pattuglia della stazione che li ha “disarmati” del kit per ladro, denunciandoli alla magistratura e proponendoli per l’applicazione del foglio di via dal Comune civitanovese.
Il rame è un metallo sempre più ambito dai ladri, per l’alto profitto che se ne ricava rivendendolo e per la relativa facilità con cui è possibile rubarlo anche dalle infrastrutture, come la rete ferroviaria, o dai pannelli fotovoltaici. A San Ginesio la scorsa notte dei malviventi hanno colpito proprio un’azienda fotovoltaica, asportando centinaia di metri di cavi di rame da un impianto, causando un danno stimato in oltre 25mila euro. A San Severino il copione è stato diverso: dopo il tentativo di intrusione in un altro impianto fotovoltaico, al confine con il comune di Treia, in un campo di contrada Vallonica. Tre ladri si sono introdotti dopo aver creato un varco nella recinzione, ma l’allarme è scattato e sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Tolentino, oltre agli addetti di un istituto di vigilanza privato. I tre, allarmati dall’arrivo tempestivo delle forze dell’ordine, hanno dovuto rinunciare al colpo dandosi ad una precipitosa fuga.


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