Vendita di Gas Marca:
centrodestra pronto a scendere in piazza
CIVITANOVA - L'opposizione non vuole la vendita di beni pubblici per sanare il bilancio e minaccia la mobilitazione. Sel pronta a picchettare la sede Atac: "No all'aumento della tariffa dell'acqua"
“Siamo veramente preoccupati nel leggere che è intenzione del Sindaco vendere immobili e municipalizzate di proprietà comunale e quindi della collettività, per far quadrare il bilancio è necessario dismettere anche i gioielli di famiglia?”(leggi l’articolo). La domanda arriva dalla federazione del centrodestra che guarda con preoccupazione all’ipotesi di dismissione di alcuni beni pubblici espressa ieri dal sindaco Corvatta. Una scelta errata per la minoranza che sottolinea come in particolare Gas marca sia fonte di utili per il bilancio comunale nonché calmiere per le tariffe. “Fino ad oggi le nostre municipalizzate hanno lavorato fianco a fianco con i servizi sociali – scrive in una nota la federazione del centrodestra – aiutando molte famiglie, rateizzando bollette di metano e acqua, in molte occasioni, è stato evitato il distacco del contatore, anteponendo la persona al profitto. Le farmacie Comunali, oltre che praticare sconti ed effettuare servizi gratuiti, sostengono con contributi, famiglie in difficoltà indicate dai servizi. Quando tutto sarà privatizzato, finirà anche l’attenzione verso il sociale. Le nostre aziende non sono salvadanai da vuotare per finanziare consulenze, assunzioni, e spese inutili, ma un patrimonio di efficienza, fatto di persone che meritano rispetto e considerazione. Siamo pronti a scendere in piazza a manifestare, perché non possiamo accettare che quanto costruito con sacrificio, venga con un colpo di spugna cancellato, da chi non ha a cuore la città”.
Contrari all’aumento delle tariffe dell’acqua che verrà discusso domani nella riunione dell’AATO Sinistra e libertà: “Oggi a poche ore voto dell’assemblea dei Sindaci si fa sapere alla città che ci sarà un aumento delle tariffe dell’acqua scaglionato in due anni. No caro Presidente Antonio Secchiari, no caro Sindaco Corvatta, non siamo d’accordo con questo aumento e con le giustificazioni adottate. Noi invitiamo il sindaco ad avere meno perplessità e votare contro all’assemblea dell’ATO Stesso invito lo estendiamo ai compagni di Rifondazione Comunista che sono nella maggioranza e nella Giunta Corvatta e ai tanti militanti del Pd che hanno sostenuto il Referendum sull’acqua pubblica. Sugli aumenti chiediamo che venga avviato un percorso partecipato di confronto con le parti sociali che abbia come obbiettivo primo i rimborsi agli utenti decisi dal Referendum e l’avvio delle procedure per portare fuori dall’Atac spa il servizio idrico. Su questi temi annunciamo che avvieremo un picchetto di mobilitazione ,di protesta e informazione davanti alla sede dell’ATAC spa”.
(l.b.)
E bravo Corvatta! Finalmente una decisione seria. Da buon amministratore, quando le aziende sono in passivo o si chiudono o si vendono. Le farmacie hanno un ricavo sui farmaci del 40/60% e avrebbero motivo di esistere municipalizzate solo se rivolte a fasce di popolazione indigente e quindi con finalità no-profit. Vada avanti Corvatta,prendendo esempio dai sindaci di Montecassiano e di Montecosaro che hanno venduto anche le farmacie. Il problema che troverà nell’opposizione, e forse anche da qualcuno ultimamente bene in vista TV, è solo finalizzata al mantenimento dei posti per amici e parenti.
Purtroppo, occorre dirlo: siamo passati da criminali imbecilli ad imbecilli criminali.