Morgoni: “L’Ata affidi subito il servizio rifiuti al Cosmari”

Secondo il senatore maceratese, inserito nella commissione Ambiente di Palazzo Madama, una decisione celere agevolerebbe l'acquisizione Smea. Paoloni (Pd): "Trattativa estenuante inaccettabile in questo momento di crisi"

- caricamento letture
Mario Morgoni ieri a Palazzo Madama

Mario Morgoni

Il presidente del Senato Piero Grasso ha comunicato ai Capigruppo le composizioni delle Commissioni Permanenti della camera alta. Il senatore  Mario Morgoni del Pd è stato inserito nella 13° Commissione “Territorio, Ambiente, Beni Ambientali”. Soddisfazione è stata espressa dallo stesso Morgoni: “Una commissione importante e di grande responsabilità. Le scelte in materia di territorio e di ambiente saranno una delle partite determinanti per il futuro del nostro Paese”.  E proprio sui temi ambientali che hanno caratterizzato l’attività amministrativa locale dell’ex sindaco di Potenza Picena riceviamo l’intervento in merito alla gestione dei rifiuti in provincia e sulla vicenda Smea-Cosmari:  

L'impianto del Cosmari

L’impianto del Cosmari

«I Comuni e la Provincia di Macerata, riuniti nell’ATA, sono alle prese con la scelta della modalità di affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti. Il dibattito pubblico si sta concentrando, con toni particolarmente polemici, su una questione controversa che da anni non trova soluzione: l’acquisto di Smea da parte del Cosmari. C’è un punto, però, che sembra unire tutti: il giudizio positivo sull’esperienza del Cosmari e la conseguente volontà di assicurargli la gestione del servizio sull’intero territorio provinciale anche per il futuro, mediante l’affidamento con il sistema dell’in house providing. Oggi, a differenza di un anno fa, questo è facilitato dalla normativa. Il cambiamento è avvenuto per opera della Corte Costituzionale, che, con la sentenza n.199 del 20 luglio 2012, ha abrogato la disciplina sull’affidamento dei servizi pubblici locali a rilevanza economica, perché contrastante con le risultanze del referendum del 2011 sull’acqua pubblica. Prima della sentenza il sistema di affidamento privilegiato era la gara ad evidenza pubblica, mentre  l’in house  era soggetto a forti limitazioni. L’obiettivo, largamente condiviso, di continuare con una gestione unitaria e pubblica del ciclo dei  rifiuti nella nostra provincia oggi è possibile. La normativa consente di separare la gestione degli impianti (discarica, compostaggio, selezione dei materiali e avvio al recupero, ecc.) dalla fase della raccolta e trasporto. Nella gestione degli impianti il Cosmari è già oggi gestore unico, quindi l’affidamento in house sarebbe incontestabile. Nella raccolta e trasporto il Cosmari non è l’unico gestore nella provincia, ma è il solo ad avere i requisiti per l’affidamento in house.  Penso sia giunto il momento di procedere senza indugi nell’assumere l’unica decisione in grado di registrare un consenso unanime tra i componenti dell’ATA: l’affidamento in house  dell’intero servizio al Cosmari, prevedendo una decorrenza posticipata al 2014 per il servizio di raccolta e trasporto in quei quattro comuni oggi serviti da Smea. Se è vero che tutti vogliono il gestore pubblico, non vedo chi possa dissentire da una tale scelta.  Assumere subito questa decisione consentirebbe al Cosmari di avere le certezze giuridiche ed il tempo necessario per prepararsi a rilevare le gestioni Smea garantendo il lavoro alle maestranze ed acquisendo i necessari beni strumentali,  nella piena osservanza dei principi di efficienza ed economicità, ai quali bisogna restare sempre ancorati, specialmente quando l’affidamento avviene in house senza gara.  Il Presidente della Provincia, che presiede l’ATA, ed i sindaci non perdano questa occasione che oggi la normativa consente senza difficoltà, perché in questa materia nessuno può escludere ulteriori interventi del legislatore volti a scoraggiare l’affidamento in house ed ad incentivare le gare pubbliche, da molti considerate un incentivo allo sviluppo economico.»

***

paoloni

Roberto Paoloni

«La vicenda della estenuante trattativa Smea-Cosmari risulta ormai alquanto imbarazzante – interviene sulla stessa linea   Roberto Paoloni (Ambientalista, componente Coordinamento Provinciale PD).- La gestione dei rifiuti nel territorio maceratese ha certamente altri problemi  che gli insostenibili stipendi d’oro di alcuni manager. La raccolta e gestione dei rifiuti solidi urbani è un servizio di natura pubblica da considerarsi tra quelli cosiddetti “essenziali” al pari del servizio sanitario o altri. Come si può spiegare in questo momento particolare ai cittadini che stanno vivendo una crisi economica mai così forte dal dopoguerra che si perdono tempi infiniti e si fanno continue discussioni per tutelare al meglio chi ha sempre guadagnato con la raccolta e la gestione dei rifiuti a Macerata? Il vero problema della gestione dei rifiuti è la mancanza di una discarica che ancora non vede la luce e il bisogno di un miglioramento della raccolta differenziata provinciale, già ad ottimi livelli, ma che avrebbe bisogno non solo di aumentare la percentuale di raccolta ma soprattutto la qualità del materiale separato.  Solo così tutti i cittadini ne potranno beneficiare sulle tariffe. Un problema è anche la gestione di un inceneritore, soluzione della quale il territorio deve e dovrà fare a meno, non solo per la salute dei cittadini,  ma anche perché è da considerarsi una scelta ormai economicamente poco idonea.»


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X