Elettrodotto, la battaglia dei comitati continua
“Non calpestate i diritti dei cittadini”
Giovedì una nuova manifestazione in Regione. Presentato un esposto in Procura per violazioni procedurali e atti tesi alla deviazione del tracciato su Belforte
di Gabriele Censi
Il progetto per la realizzazione del nuovo elettrodotto Fano-Teramo è stato azzerato da una risoluzione votata all’unanimità dall’Assemblea regionale (leggi), ma i cittadini che si sono organizzati in comitati non restano inattivi nella ricerca di trasparenza. Continuano così gli incontri e la raccolte delle deleghe per la rilevazione dei valori di proprietà. Venerdì scorso a San Ginesio si è svolta ancora un’assemblea per conoscere e discutere sulla sicurezza nel nostro territorio e per presentare le prossime iniziative. Giovedì 11 aprile è prevista una manifestazione sotto la sede della Regione ad Ancona per tutelare i diritti dei cittadini con la partecipazione dei comitati, dei sindaci dei comuni coinvolti. E di amministratori locali, consiglieri regionali e deputati.
“L’intervento di Rossella Ruggeri del Comitato Territorio Sostenibile della provincia di Ancona nella serata di San Ginesio, ha chiarito e ben spiegato – scrive la presidente del Comitato per la tutela Ambientale dell’Alta Fiastrella, Barbara Archeri – le criticità di un elettrodotto di questa portata, dimostrando che gli studi effettuati tra le pieghe dei documenti visionati da un gruppo ristretto di persone aderenti ai Comitati in rete, hanno portato alla luce anche aspetti meno evidenti ma estremamente importanti e determinanti che evidenziano come nel progetto stesso manchino procedure essenziali e come non siano state rispettate normative ormai entrate nell’ordinamento italiano.
Adriano Mei, presidente dei Comitati in rete ha sottolineato gli aspetti della tutela dei diritti dei cittadini, sanciti dalla Costituzione italiana, che nel progetto elettrodotto non sono per niente considerati, come il diritto alla salute, diritto alla proprietà e diritto d’impresa, mettendo sul tavolo le azioni che come semplici cittadini si possono attuare perché tali diritti vengano rispettati da chi dovrà in seguito approvare il progetto. Le azioni che come Comitati in rete si stanno portando nei territori sono quelle della raccolta deleghe di cittadini che hanno proprietà all’interno del corridoio ottimale approvato dalla regione Marche il 25 06 2007, per delegare appunto i Comitati a rappresentarli con una lettera-diffida già inviata alle Autorità interessate dal progetto che includono 60 Comuni della regione, Ministeri, Corte dei Conti, regione Marche, ARPAM ecc, in cui si invita, tra le altre cose, a conteggiare i danni a persone e aziende, compreso il mancato guadagno delle stesse, all’interno del progetto elettrodotto. Questo tipo di azione ha già portato buoni frutti in altri progetti presentati da aziende di calibro come Edison nella turbogas di Corinaldo che ha rinunciato al progetto, Merloni su progetti per parchi eolici e come si sta facendo nei progetti di stoccaggio gas a San Benedetto del Tronto e S, Elpidio a Mare. ”
Intanto il Comitato permanente per la salvaguardia di Belforte ha inviato un esposto alla Procura della Repubblica di Macerata integrato di documentazione che attesterebbe violazioni procedurali. Scrivono Amalia Arpini Moscatelli e Franco Grifi: «Siamo venuti recentemente in possesso di nuova documentazione che riteniamo doveroso portare a conoscenzadelle Autorità. Dall’attenta lettura dei verbali dei tavoli tecnici regionali e dai documenti ufficiali di Terna viene infatti conferma che si siano deliberatamente violate le procedure tese alla tutela della salute dei cittadini e atti fondamentali allo scopo di gestire il tracciato del nuovo elettrodotto, e la sua illecita deviazione su Belforte del Chienti, in totale libertà e senza rispettare regole e diritti. Tutto ciò in un regime di ” mancanza di trasparenza” così totale che la Provincia di Fermo, ad inizio 2013, lamenta di essere stata tenuta per anni all’oscuro del progetto, e contemporaneamente lo boccia con apposita delibera. Quanto sopra potrebbe sembrare superato dalla recente risoluzione del Consiglio Regionale che recepisce la protesta dei cittadini, dei sindaci di almeno sessanta comuni della regione, della Coldiretti, della Comunità Montana, ed impegna la Giunta regionale a ricominciare da capo tutta la procedura, e dalla recentissima decisione della Provincia di Macerata, schieratasi finalmente anche essa contro l’infrastruttura. Purtroppo, al di là della valenza giuridico – amministrativa delle decisioni sopracitate, non possiamo ritenerci ancora soddisfatti, in quanto analogo provvedimento del 2009 fu nei fatti disatteso dall’Amministrazione regionale che anzi ha cercato in tutti i modi di accelerare le procedure censurate dal Consiglio e che, in occasione della redazione del testo della citata risoluzione, “avrebbe esercitato pressioni ” su di un Consigliere per impedirgli di sottoscrivere l’atto, a riprova della persistenza di interessi non del tutto coincidenti con quelli del territorio .
Poiché riponiamo la massima fiducia nell’operato della Magistratura, invieremo copia dell’istanza a tutti i Consiglieri firmatari ed anche ai mezzi di informazione, perché la notizia della rinnovata attenzione della Procura sarà essa stessa garanzia che quanto voluto nella delibera non rimarrà questa volta lettera morta e che l’allarme che spinge in questi giorni i cittadini marchigiani a parlare di “comitato d’affari”, di “associazione a delinquere”, di “corruzione, di “omertà”, potrà rientrare e convertirsi nella serena fiducia in un nuovo procedimento virtuoso che consentirà la tutela dei diritti costituzionalmente garantiti, come quello alla salute, alla proprietà , al paesaggio. Il tutto nel pieno rispetto delle leggi vigenti e della avanzatissima normativa europea. »

Che bailamme!
non ho capito il perche’ si continua a dire che la regione ha fermato il progetto. La risoluzione votata dal consiglio praticamente non ha alcun valore poiche spetta alla Giunta fermare il progetto!
x Nicola: esatto, è opportuno precisare che le ultime risoluzioni emanate della Regione e della Provincia sono solo degli atti di valenza politica ma non amministrativa, che impegna ma NON OBBLIGA la Giunta. Pertanto il progetto dell’elettrodotto, così come definito nella Delibera di Giunta Regionale n. 689 del 2007, rimane tutt’ora in vigore.
Pertanto, onde fugare dubbi ed equivoci , va riaffermata l’azione e la mobilitazione dei comitati che dovranno continuare fino a che non sarà emanato un atto che REVOCHI quanto stabilito dalla DGR 689/2007.
Per chi ci sarà ci vediamo l’11 mattino ad Ancona.