Vende sei quintali di rame rubato, denunciato per ricettazione
Nei guai un 48enne pluripregiudicato di Treia. Il materiale, scomparso dai cantieri dell'Agritrade e della Pollenza Sole, è stato rintracciato dai carabinieri
Un uomo di 48 anni nato a Camerino ma residente a Treia, pregiudicato è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Macerata per il reato di ricettazione dai Carabinieri della Stazione di Pollenza, nel contesto di un’attività d’indagine ancora in atto. L’uomo aveva venduto sei quintali di cavi di rame, di illecita provenienza, ad una grossa ditta di recupero materiali metallici di Treia. Il materiale è stato posto sotto sequestro in attesa di essere restituito ai proprietari.
I carabinieri della Stazione di Pollenza, stavano indagando su due recenti furti, uno denunciato il 19 febbraio nell’impianto fotovoltaico della ditta “Pollenza Sole” in contrada Palombarette e l’altro denunciato il 25 febbraio nel deposito di “Agritrade” in contrada Potenza, entrambi a Pollenza.
Durante le attività svolte effettuando dei controlli nelle aziende che trattano questo materiale nel maceratese gli uomini dell’Arma hanno accertato che un personaggio già noto per altri precedenti penali, di professione raccoglitore di materiali metallici, prima di Pasqua aveva portato a vendere in una grossa ditta di Treia, 6 quintali di rame tra il quale dei cavi in rame sguainati di grosso diametro, riconosciuti (per tipologia, modo di conservazione e quantitativo) quali quelli rubati nei due furti di Pollenza.
Dagli accertamenti svolti dai carabinieri il sospettato avrebbe comprato quel rame a scopo ricettazione, da dei malviventi stranieri sulle tracce dei quali stanno già operando i militari dell’Arma di Pollenza in collaborazione con quelli del Nucleo Operativo della Compagnia di Macerata. L’attività in corso permetterà di scoprire gli autori del furto se non addirittura acclarare il concorso del soggetto denunciato anche nei fatti di Pollenza.
Con la vendita del rame l’indagato ha guadagnato 3.000 euro, il rame infatti, in discrete condizioni gli è stato pagato circa 5 euro al chilo ma si tratta di un guadagno dir poco irrisorio quello ottenuto dal ricettatore a fronte dei danni che invece subiscono le ditte di impianti fotovoltaici con questi furti, con i gravi danneggiamenti degli impianti, per le effrazioni e per lo sradicamento delle caverie. I gestori delle citate ditte hanno subito danni accertati per oltre 50.000 euro.
Per contro il reato di ricettazione (reclusione da 2 a 8 anni) è ben più grave del furto aggravato che è punito con la reclusione da 1 a 6 anni.

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