Sicurezza delle scuole:
assemblea infuocata
CAMERINO - Preoccupazione dei genitori per l'alto rischio sismico. Illustrati i progetti del Comune. Il sindaco Dario Conti: "Anch'io voglio dormire tranquillo"
di Monia Orazi
È polemica nella città ducale, per la sicurezza delle scuole primarie Ortolani, Betti e Salvo D’Acquisto. Per fare chiarezza il comitato dei genitori delle scuole camerti ha tenuto ieri sera un incontro pubblico al quale sono stati invitati a partecipare il sindaco Dario Conti, l’assessore ai lavori pubblici Roberto Lucarelli, l’assessore all’istruzione Enrico Pupilli, il preside Maurizio Cavallaro. La preoccupazione è nata da una delibera comunale in cui si annunciava la demolizione del plesso Salvo D’Acquisto, sito di fronte al monastero delle Carmelitane, in vista del trasferimento presso il dirimpettaio edificio in costruzione, che era destinato a sostituire l’Ipia, ma che ora ospiterà la scuola elementare.
Nella delibera comunale si specifica che la scuola sarà abbattuta: “è emerso che le strutture dell’edificio sono insufficientemente dimensionate per sopportare i sismi di progetto dell’ Opcm (Ordinanza presidente consiglio ministri) 3274/2003, infatti tutti i valori di sicurezza per ogni stati limite sono inferiori all’unità”, cioè non sono adeguati alla normativa anti-sismica del 2003, in base ai rilievi sismici effettuati nel 2006. La serata è stata aperta dall’approfondita relazione di un geologo, che ha spiegato i rischi del territorio camerte, ad alta sismicità. Ha poi relazionato sul problema l’ingegnere Roberto Di Girolamo, consigliere comunale di minoranza e componente del comitato genitori. L’ingegnere civile ha ricordato come i controlli anti-sismici sulle scuole in Italia siano stati causati in gran parte dalla tragedia della scuola di San Giuliano, esaminando nel dettaglio la situazione delle scuole primarie camerti. Per la Ortolani, costruita a fine anni 70, come le altre due in calcestruzzo armato, travi e pilastri, che ospita 88 alunni di materna e asilo nido, i fattori di sicurezza rilevati nelle verifiche sismiche sono inferiori all’unità e sono stati prescritti tempi di intervento da quattro a sei anni (a partire dal 2006) per metterla a norma. Per la Salvo D’Acquisto, che risale a fine anni 60 ed era destinata ad ospitare l’Ipia poi è stata riadattata a scuola elementare con 100 alunni, sono previsti tempi di intervento per l’adeguamento di circa 7 anni.
Per l’istituto Betti (che ospita l’Aquilone, la media Betti e le elementari Boccati) dell’inizio degli anni Sessanta, con 369 alunni, ci sono “incongruenze tra due parametri, uno ci dice che possiamo intervenire da qui a vent’anni, l’altro si pone come necessità di evacuazione immediata dell’edificio, occorre chiamare coloro che hanno compiuto le verifiche sismiche e farci spiegare”, ha detto Di Girolamo. “In nessuno dei casi i progetti di risistemazione sono stati condivisi con genitori e maestri – ha concluso l’ingegnere – tutti gli edifici sono stati costruiti prima della normativa sismica, per cui non sono progettati per resistere al sisma dell’attuale normativa. Prima di presentare dei progetti, come ha fatto l’assessore Lucarelli, occorreva un’idea complessiva sul disegno della città. Occorre riflettere sui tempi di intervento e richiamare i progettisti per farci spiegare”.
Ha preso poi la parola il preside Maurizio Cavallaro il quale ha spiegato come la cultura della sicurezza sia diffusa nei tre plessi scolastici, con esercitazioni di evacuazione due volte l’anno, il controllo costante dei presidi di sicurezza, la distribuzione di responsabilità precise tra il personale scolastico. “Della sicurezza degli edifici ne rispondo personalmente e penalmente – ha detto Cavallaro – noi ogni giorno ci troviamo ad essere sereni quando lavoriamo con gli insegnanti e con i nostri figli, occorre una comunicazione giusta che aiuta la serenità nel lavoro”. L’assessore ai lavori pubblici Roberto Lucarelli ha presentato i progetti di intervento sulle tre scuole, da parte dell’amministrazione comunale, slittati nel tempo a causa dell’evoluzione normativa regionale (l’ultima approvazione delle verifiche sismiche risale al 2009) e per la necessità di reperire i fondi necessari alla realizzazione delle opere.
“Non ci siamo svegliati nel 2013, il primo intervento di programmazione sulle scuole è stato fatto nel 2010 e Di Girolamo c’era. Occorre tempo per trovare i fondi, non si tratta di cifre irrisorie. Ci si basa sui dati delle verifiche sismiche, ma non c’è una norma che stabilisce quali interventi fare”, ha detto Lucarelli. L’assessore ha spiegato che l’amministrazione ha scelto di intervenire sulle strutture esistenti, in particolare per la Ortolani, visto che l’asilo nido per metà era stato adeguato alle normative anti-sismiche dalla precedente amministrazione. Sulla Salvo D’Acquisto Lucarelli ha spiegato che il recupero della struttura esistente sarebbe costato 1 milione e 400 mila euro, lasciando a fianco il rudere dell’Ipia in costruzione, che invece si è scelto di completare. Per la Salvo D’Acquisto si terrà la gara d’appalto tra pochi giorni ed i tempi di esecuzione si protrarranno sino al 2015, gli alunni saranno spostati quando sarà completato il nuovo edificio, solo allora sarà demolito quello vecchio. “Abbiamo incaricato l’ingegnere Liberati di fare ulteriori verifiche – ha detto l’assessore – con la nuova normativa viene applicato un sisma con accelerazione di 0,22, mentre le verifiche sono state fatte con un sisma 0,44. Si potevano fare altre scelte, come quella di delocalizzare le scuole, ma ci sono già tre strutture esistenti e problemi economici per cui si è scelto di intervenire su quelle”.
Per la S. D’Acquisto una volta completato l’edificio di fronte, il palazzo attuale sarà demolito, ricavando parcheggi, area verde, sarà risistemato il campetto. La spesa totale sarà di 2 milioni e 500 mila euro (500 mila euro di contributo regionale, altri 500 mila da permuta terreno Vallicelle, il resto da mutuo). Anche per la Ortolani è previsto l’adeguamento con l’ampliamento del terrazzo, per una spesa di 900 mila euro (di cui 450 mila da regione Marche), non si è riusciti a risolvere in via definitiva il problema delle infiltrazioni che si verifica in una stanza, nonostante la periodica sostituzione di una guaina. I piccoli alunni saranno trasferiti il prossimo settembre, per permettere di eseguire i lavori, probabilmente al seminario diocesano. Per il plesso Betti sarà indetta una gara per la progettazione. “Ci accorgiamo solo ora dello stato delle scuole? Il sisma c’è stato nel 1997 e si sono succedute prima di noi tre amministrazioni, che avevano la possibilità anche economica di intervenire – ha tuonato l’assessore Enrico Pupilli – noi abbiamo affrontato questo problema con le risorse a disposizione e facendo delle scelte. Non ci piaceva portare le scuole fuori e abbiamo deciso di recuperare l’esistente”. Le conclusioni sono state affidate al sindaco Dario Conti : “Voglio dormire tranquillo come voi la notte – ha detto – la Salvo D’Acquisto non sarà demolita prima che sia completato l’edificio nuovo. Abbiamo dato un ulteriore incarico di verifica all’ingegner Liberati, abbiamo chiesto un incontro al dottor Roberto Oreficini, responsabile regionale di protezione civile per approfondire ulteriormente questo problema. Oggi sono iniziati i lavori all’ex ospedale per trasformarlo in una casa di riposo. La messa in sicurezza non ci garantisce in via definitiva sugli effetti del sisma. Se serve evacuare le scuole lo faccio senza problemi, magari poi gli alunni staranno nei container. Stiamo lavorando per tranquillizzare i genitori. Sta per essere emanato un altro bando che mette a disposizione sino al 25 per cento dei finanziamenti, ho detto all’ufficio tecnico di essere pronto”.
Durante la serata non sono mancati momenti di contestazione da parte di alcuni genitori, molto preoccupati nel venire a conoscenza che le tre scuole primarie non sono adeguate rispetto alla normativa sismica. “Non abbiamo avuto delle risposte – ha commentato uno dei genitori – preferisco la sicurezza dei container per due o tre anni, all’incertezza attuale”.


Sì, però abbiamo visto che i container, dopo 15-20 anni dall’installazione post-terremoto, cominciano a volare via a pezzi quando tira quel forte vento caratteristico di Camerino, quindi, per le future evacuazioni di scuole, sarebbe forse opportuno passare direttamente alle tende da campo-profughi.