Delitto Jason, nuova udienza a Macerata
Processo aggiornato all’8 aprile
Tra i vari testi ascoltati oggi ha tenuto banco l’interrogatorio dell’assistente sociale Giuseppina Nori, che a Folignano si era occupata dei coniugi Pruscino dal 2007 al 2008
E’ ripreso oggi dinanzi alla Corte d’assise di Macerata il processo iniziato lo scorso 17 settembre (leggi l’articolo) contro i coniugi Denny Pruscino e Katia Reginella di Ascoli accusati della morte del loro bambino di appena due mesi, scomparso nel luglio del 2011 a Folignano, e di soppressione del cadavere del piccolo Jason.
Tra i vari testi ascoltati oggi ha tenuto banco l’interrogatorio dell’assistente sociale Giuseppina Nori, che a Folignano si era occupata dei coniugi Pruscino dal 2007 al 2008. In pratica ha chiarito le vicende che hanno portato il Tribunale dei minorenni a decidere l’allontanamento dei primi due figli della coppia dalla loro casa. Infatti il primo figlio della coppia, nato nel 2006, aveva poco più di un anno quando dovette essere ricoverato in ospedale perché presentava gravi lesioni al cranio con pericolo di vita. E quando nel 2008 nacque la secondogenita, l’assistente sociale chiese ed ottenne che per la famiglia Pruscino ci fosse un’assistenza domiciliare educativa per otto ore tutti i giorni. E l’educatrice che ebbe questo incarico fin dal secondo giorno notò delle ecchimosi sul corpo della bambina. Portata in ospedale si accertò che la piccola aveva ecchimosi alla guancia sinistra, alla regione temporale e al torace, oltre ad una frattura scomposta della clavicola sinistra ( forse dovuta al parto). La stessa Reginella portò la bambina a visitare dal suo pediatra il quale, scoperto che era in grave stato di denutrizione la fece ricoverata all’ospedale di Ascoli. Da qui fu trasferita al “Salesi” di Ancona per l’operazione alla clavicola. Ma fu necessaria un’assistenza ospedaliera continua perché c’era stato un tentativo del padre di portarla via dal “Salesi”. A seguito di ciò, in dodici ore, fu trovata una struttura che potesse accogliere la bambina e sottrarla ai genitori.
Dopo questo fatto la stessa assistente sociale, Giuseppina Nori, convocò la coppia il 4 giugno del 2008 per informarla del provvedimento preso e per restituire il passeggino. Fu allora che Pruscino aggredì la Nori prima verbalmente e poi lanciandole contro il passeggino che lei schivò appena in tempo. L’accusava non solo di aver sottratto alla famiglia la bambina ma anche dell’allontanamento del primogenito. Anche Katia inveiva contro l’assistente sociale. Nonostante il parapiglia la Nori riuscì a telefonare ai vigili e la coppia si allontanò velocemente ma Pruscino rientrò subito dopo e gridando “Io non ho paura di te!” le scaraventò contro la scrivania. L’assistente sociale, che nell’occasione riportò un ematoma, ebbe una crisi di pianto, ma subito dopo arrivarono i vigili.
Nel corso dell’interrogatorio i difensori di Pruscino hanno tenuto a sottolineare che tra la Nori e il loro assistito è in corso un processo che va avanti da 27 udienze. La Nori infatti ha querelato Pruscino per quelle lesioni mentre Pruscino e la moglie l’accusano di averli aggrediti verbalmente esclamando “Io vi voglio vedere morti!”
Ha poi deposto come teste la sorella di Pruscino, Katiuscia, la quale ha rivelato che per un certo periodo Reginella era andata ad abitare con tre amici del marito. Nonostante ciò il fratello la riprese con sé e solo una volta le diede “uno schiaffetto“ durante un litigio per questo tradimento. “Spesso – ha detto la teste – mio fratello tornava a casa dal lavoro e trovava il figlio solo perché lei era uscita”. A proposito della diceria che Katia fosse stata costretta a stare a letto in tre con il marito e uno dei due fratelli Katiuscia ha negato dicendo che uno dei suoi fratelli è gay mentre l’altro non può neanche vedere Reginella perché non la sopporta.
Al termine dell’udienza l’avv.Vincenzo Di Nanna, che difende Katia Reginella, ha chiesto di far acquisire agli atti del processo un verbale con cui il Gup di Teramo, che si occupa di altra vicenda giudiziaria (in cui Reginella è accusata di danneggiamento per aver distrutto, nel corso di una crisi isterica, alcuni materiali della cella in cui era rinchiusa), ha autorizzato la perizia psichiatrica per l’imputata. Tale richiesta è stata respinta dalla Corte perchè quel documento riguarda altro procedimento penale ed altro magistrato. Contro l’acquisizione del documento del Gup di Teramo c’era stata l’opposizione anche del Pm e degli avvocati difensori di Pruscino.
Infine il processo è stato rinviato all’8 aprile prossimo.
