“Siamo tartassati dalle tasse”
Aumentano i prezzi degli ombrelloni

GLI OPERATORI BALNEARI TORNANO AL LAVORO - Tempi duri per gli chalet di Civitanova, Porto Recanati e Porto Potenza: nel mirino canoni deminiali, Iva e Tares
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Gli operatori balneari Claudio Pini, Roberta Piangerelli e Giuseppe Carbone

Gli operatori balneari Claudio Pini, Roberta Piangerelli e Giuseppe Carbone

 

di Stefano Palanca

Ombrelloni più cari su tutta la costa a causa dell’aumento del demanio, della Tarsu che diventa Tares e dell’Iva. Nonostante il freddo, il lieve vento e un sole che non riscalda completamente la riviera i bagnini di Porto Recanati, Civitanova e Porto Potenza alzano le saracinesche e aprono i locali ai clienti. Ristoranti, chalet e chioschi di tutta la costa ammiccano ai clienti che passeggiano sul lungomare ma la mannaia delle tasse li obbligherà ad aumentare i prezzi in spiaggia.

Ombrelloni, lettini ma anche le meno gettonate sdraio aumenteranno di un euro e ripararsi dal solleone comodamente costerà da 1 euro a 3 euro in più. La colpa, però, non sembra dei bagnini ma delle tasse che, non a caso, “tartasseranno” gli operatori balneari.

Il demanio infatti è raddoppiato perché i bagnini dell’Abat, che annunciano l’apertura della stagione turistica 2013, dovranno pagare l’uso (si fa per dire) della spiaggia anche d’inverno oltre a quello della struttura, rimasto invariato a 2,20 euro al metro quadro. Questa spesa si aggiunge quindi a quella dei cinque mesi l’anno di utilizzo effettivo dell’arenile. Il risultato: un raddoppio del canone che da una cinquantina di centesimi al metro quadro per la spiaggia passa a 1,30 euro che, per chi pagava 500 euro è ora 1.300 euro in quanto riguarderà dodici mesi. Ma non basta, perché sarà retroattivo di 5 anni e il conto sale. A smuovere il vespaio, il sindaco di Cupramarittima, poi la Corte dei conti si è espressa: l’aumento quindi colpirà i bagnini.

“Partiamo questo week end ma già sappiamo che la stagione sarà difficile per tutti, per noi che ci ritroviamo giustamente controllati dalla finanza come ogni altra categoria, ma soprattutto per gli aumenti che avremo” spiega Claudio Pini, presidente dell’Abat provinciale, associazione che attualmente raggruppa 48 attività balneari e affini di Civitanova, 15 di Porto Potenza e 42 chalet di Porto Recanati per un totale di circa 115 attività del settore turistico. “Il demanio ha la sua parte, ma anche l’iva che passerà al 22% non è poco e la Tarsu sui rifiuti trasformata in Tares che in pratica raddoppia, una mazzata tremenda”. Per uscirci con le spese, unica soluzione possibile è l’aumento del costo dei sevizi, delle attrezzature e, in pratica di ombrelloni, sdraio e lettini. Ogni pezzo, infatti, costerà un euro in più: chi solitamente pagava 15 euro per ombrellone e 2 lettini, ora dovrà pagare 18 euro.

Stessa cosa per gli stagionale, ma il rincaro dovrebbe essere minimo o praticamente nullo e in pratica a pagare di più saranno i turisti veri piuttosto che i cittadini, ma è tutto da verificare. L’allarme per la gente, però, non è infondato. Un allarme che, in primis, riguarda proprio gli operatori che hanno denunciato i forti aumenti. Pini, che al suo fianco avrà il nuovo presidente vicario per Porto Recanati Roberta Piangerelli e ancora una volta Giuseppe Carbone per Porto Potenza, parla senza peli sulla lingua. <Noi abbiamo i prezzi più bassi d’Italia per gli ombrelloni e la spiaggia e, nonostante questi ritocchi, continueremo comunque ad averli. Purtroppo tutto ha un costo a partire dai bagnini per il salvataggio a quelli di terra, al personale di bar e ristorante e nel costo dell’ombrellone e lettini c’è tutto il rincaro delle tasse: 5 euro circa per le tasse, l’iva per 4 euro, 3 euro di rifiuti e il resto. Per la gente sarà un piccolo sacrificio>.

 

 



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