Professional Day,
faccia a faccia con la politica
“Subito la riduzione del costo del lavoro”
La presidente del Comitato Unitario dei Professionisti, Marina Calderone, lancia la proposta da Roma. L'assemblea di Macerata in collegamento via satellite ospita anche i candidati locali al parlamento. Russo: "I politici lo vedono che non c'è lavoro ma forse lo dimenticano"
A distanza di un anno l’evento si ripete, il Professional Day, il giorno dell’orgoglio dei professionisti e questa volta ci sono anche i politici. Sia nella sede nazionale collegata via satellite sia nelle sedi locali come Macerata dove la prima fila era piena di candidati al rush finale elettorale. “Bisognerebbe dare continuità a questi incontri” azzarda Luca Marconi, così come in vario modo avevano detto tutti gli altri, ma è subito fermato dal presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, Riccardo Russo, che coordina l’incontro per la provincia di Macerata: “lo scorso anno al nostro invito non ha risposto nessuno di voi…”.
In attesa del collegamento con Roma, Russo ha dato la parola ai rappresentanti degli Ordini che hanno aderito. “Non siamo una casta- dice il presidente degli avvocati Stefano Massimiliano Ghio– ma una ricchezza dell’economia nazionale che incide fortemente sul Pil. Nel nostro settore per sfoltire l’arretrato senza girarci intorno servono più magistrati. Vogliamo non maggiore ma migliore attenzione dalla politica”.
“Il decreto liberalizzazioni di Monti ha introdotto molte novità, soprattutto – ricorda il presidente dei commercialisti Giorgio Piergiacomi– con riferimento alla funzione disciplinare che è stata esternalizzata e che dovrebbe portare ad un maggior rispetto dell’etica e della deontologia professionale. Sull’evasione è sbagliato l’utilizzo esasperato di metodi induttivi di accertamento del reddito”.
Il tesoriere dell’Ordine dei Giornalisti, Luca Romagnoli ha messo in evidenza che con l’introduzione delle nuove regole c’è anche l’importante obbligo della formazione continua e poi rivolto ai politici presenti ha posto l’attenzione sulla grave crisi che attraversa il settore della comunicazione con il passaggio alle nuove tecnologie.
Il rappresentante dei periti agrari Gabriele Chiarici ha sollevato il tema dell’ambiente e del territorio “centrale per lo sviluppo, siamo legati alle normative europee, ma è ormai condiviso da tutti il ruolo determinante della green economy”.
Orazio Coppe è intervenuto per l’Ordine degli Assistenti Sociali delle Marche: “Il nostro ruolo è di sentinella del sentire sociale, ci dobbiamo occupare non più solo del barbone ma di intere famiglie che colpite dalla crisi affrontano situazioni difficili. Nel welfare che viene visto solo come costo ci sono grandi opportunità di lavoro”
Da Roma i lavori si sono aperti con l’introduzione della presidente nazionale del Comitato Unitario delle Professioni Marina Calderone: “Il momento storico che il Paese sta affrontando ci ha indotto ad organizzare nuovamente un confronto pubblico sulle prospettive di crescita del Paese e sul ruolo che i 2.300.000 iscritti agli ordini e collegi professionali italiani svolgono quotidianamente a supporto dei cittadini e della Pubblica Amministrazione. Riteniamo fondamentale e costruttivo un confronto con i rappresentanti della politica e delle Istituzioni per poter analizzare, proporre e discutere tutte le misure necessarie per un vero e stabile rilancio dell’Italia” .
Passare dalle enunciazioni di principio alle proposte concrete. Questo l’assunto da cui è partita la presentazione del progetto che prevede 4 interventi per la riduzione del costo del lavoro dell’8%. “Il progetto sarà reso possibile dalla revisione delle tariffe di rischio Inail, da una nuova destinazione delle risorse accumulate con il fondo di tesoreria del tfr e con l’utilizzo del 20% delle risorse recuperate dalla lotta all’evasione fiscale. A completamento dell’intervento di finanziamento, sarà necessario che il Governo si impegni a ridurre uno dei capitoli della spesa pubblica. Alla manovra sarebbero interessati complessivamente 13 milioni di lavoratori e la riduzione avrebbe una spesa di circa 12 miliardi e 500 milioni di euro.” L’auspicio della Presidente è che si arrivi a breve a concretizzare il progetto affinchè tali innovative soluzioni diventino effettive ed efficaci. ”
Tra gli ospiti anche il Ministro della Giustizia: “Qualità e formazione” sono l’asse portante da seguire nel mondo delle professioni, – ha detto Paola Severino – l’anno appena trascorso è stato intenso, in cui siamo arrivati a risultati condivisi, grazie al confronto che ci ha consentito di discutere le proposte. La riforma delle professioni ha visto una collaborazione costruttiva, che ha permesso di adottare nei tempi previsti tutti i provvedimenti. Ora ce ne sono ancora alcuni in corso di attuazione.” L’auspicio del guardasigilli è che “i futuri interventi del legislatore siano coerenti e abbiano una visione ragionata del sistema delle professioni: il tema va affrontato con grande equilibrio, tenendo presente il mercato – ha detto – ma anche la specificità del mondo delle professioni intellettuali”. Nell’attuazione delle riforme, un ruolo importante, secondo Severino, “è rivestito dagli ordini professionali”, da cui dipende “la buona attuazione delle regole”. Infine, una parola per i giovani che tentano di intraprendere una professione: “Molto spesso i giovani hanno la sensazione che i loro sforzi siano inutili di fronte ad ostacoli e che il merito non sia premiato. In questo Paese – ha concluso il ministro – i cittadini e le imprese hanno invece bisogno di giovani professionisti in grado di affrontare la sfida della modernizzazione. Centrale è il ruolo delle scuole di perfezionamento. I professionisti giocano un ruolo fondamentale, non devono abdicare di fronte alla sfida per modernità ed efficienza”.
I candidati presenti hanno illustrato programmi e biografie personali. Sono intervenuti Irene Manzi candidato del Pd, Francesco Massi, Pdl, Fabio Bottiglieri, Movimento5Stelle, Aldo Alessandrini, Io Amo l’Italia, Franco Capponi, Scelta Civica per l’Italia con Monti, Luca Marconi, Udc e Simone Livi della Destra. Da tutti, nei distinguo delle proposte programmatiche, l’auspicio ad un maggiore confronto con un settore centrale per il lavoro e lo sviluppo del paese. “Il traguardo- conclude Russo – non è la vittoria in una competizione elettorale ma il futuro dell’Italia, al politico va detto che non c’è lavoro, i politici lo vedono ma forse lo dimenticano, va detto che le banche non danno soldi, lo sanno ma forse lo dimenticano, ma come fanno a dimenticarlo quando si imbattono quotidianamente con esigenze di un’Italia che non ricordiamo e che non abbiamo nella memoria?”











L’iniziativa è sicuramente meritevole ma le fotografie non mi sembra che dimostrino una grande partecipazione a parte i i soliti politici interessati di turno.
2 milioni di professionisti, più di venti professioni con ordini provinciali e regionali.
Tra avvocati, geometri, ingegneri, architetti, commercialisti, dottori, geologi, ecc. ecc. penso che in Italia ci sono più di mille ordini, con mille presidenti, segretari, sedi, commissioni, siti ecc. ecc.
I professionisti, non ce la fanno più a mantenere tutto questo. Per avere una più forte rappresentanza professionale, sarebbe auspicabile un ridimensionamento. Ordini che rappresentano almeno 5000-10000 iscritti (un piccolo comune) avrebbero un peso diverso, quando parlano con le istituzioni, rispetto ad ordini con 100 iscritti.
E se gli “Ordini” invece venissero aboliti aprendo le porte delle professioni alle migliaia di giovani laureati/disoccupati ?
gli ordini non possono essere aboliti, non diciamo stupidaggini. in un paese come l’Italia se non ci fossero gli ordini tutti farebbero quello che più gli conviene. l’ordine dà una regolamentazione precisa e chi sgarra vieno richiamato al rispetto delle norme deontologiche e non.
La riduzione del costo del lavoro è più che auspicabile.
Sarebbe ancora più auspicabile che i liberi professionisti pagassero tasse eque e possibilmente superiori a quelle che pagano i propri dipendenti.
Ho parecchi dubbi sull’intervento degli ordini professionale su chi sgarra e della loro utilità, se non quella di creare delle lobbies.
Non si può abolire “l’Ordine professionale” ? E chi lo dice? Basta modificare le leggi. Certo, se consideriamo che 1/3 dei parlamentari è composto da “Avvocati” è un po’ difficile pensare che favoriscano una legge “contro i loro stessi interessi”.
In Italia già si fa “quello che più conviene” a prescindere dagli Ordini. E’ un problema di civiltà e, mi si passi il termine, di “civismo”, soprattutto delle classi dirigenti ( tutte, politiche e non) che dovrebbero essere le prime a dare l’esempio del rispetto delle regole.
Gli Ordini moderni effettivamente dovrebbero avere la funzione prioritaria di “tutelare” il cittadino in ordine alla qualità della prestazione professionale ad un prezzo “equo”. “Dovrebbero”; invece negli anni sono diventati in primo luogo feroci “difensori” degli interessi degli iscritti.
Tanto vale che diventino semplici “associazioni sindacali di categoria” senza alcun “obbligo di iscrizione” per praticare la professione. Esattamente come in Inghilterra.
La riduzione del costo del lavoro è più che auspicabile.
Sarebbe anche auspicabile che i liberi professionisti pagassero tasse eque e possibilmente superiori a quelle che pagano i propri dipendenti.
Ho parecchi dubbi sull’intervento degli ordini professionale su chi sgarra e della loro utilità se non quella di creare delle lobbies.