Quale futuro per il ParkSì?

MACERATA - Il nostro lettore Giovanni Cartechini riflette sul ruolo della struttura richiamando la legge della domanda e dell'offerta: "Durante i festivi si preferisce partecipare al festival del parcheggio abusivo"

- caricamento letture
Il ParkSì sotto ai giardini Diaz

Il ParkSì sotto ai giardini Diaz

Prosegue il dibattito sul centro storico di macerata e le difficoltà di rilancio e fruizione. Ieri il consigliere del Pdl Marco Guzzini ha riproposto l’apertura più ampia di piazza della Libertà alle auto (leggi l’articolo). Il nostro lettore Giovanni Cartechini propone invece oggi una riflessione sul ParkSì sotto i giardini Diaz del quale aveva sottolineato lo stato di inutilizzo anche Alberto Cicarè dell’associazione Ciclostile (leggi l’articolo).
«Una premessa fondamentale: chi scrive non ha alcun interesse diretto o indiretto nella gestione dei parcheggi a Macerata, ma solo una passione profonda per questa città, un impegno che dura da anni per vederla finalmente uscire da un limbo di apatia che giorno dopo giorno la sta consumando.
La discussione che ancora una volta è partita a proposito della nuova proposta per la realizzazione del parcheggio di Rampa Zara ha avuto almeno il merito di sollevare una questione secondo me meritevole di ben altra attenzione, ovvero il parcheggio sotto i giardini Diaz.
Questa struttura, inaugurata negli ultimi giorni dell’Amministrazione Maulo, può contenere 383 auto, al prezzo di 80 centesimi l’ora. E’ stato il primo grande parcheggio al coperto della città, costruito e gestito da una società privata (Saba Italia) in base a una convenzione con il Comune di Macerata. Al tempo della sua realizzazione, il ParkSì fu considerato strategico per consentire l’accessibilità al centro della città e ad una sua completa pedonalizzazione sul modello già sperimentato con successo in altre città
Il tempo purtroppo si è occupato di deludere queste aspettative, e la realtà ci mostra oggi questo parcheggio con il secondo piano completamente chiuso, mentre il primo ospita solamente poche auto: il ParkSì, con il suo ascensore che conduce direttamente alla parte più alta del centro storico, attualmente non è un vero strumento utile per portare gente “in piazza”. Occorre quindi capire quali sono le cause di questo declino, prima di pensare a qualche ipotesi per riportare il ParkSì a svolgere un ruolo importante nell’ambito di una politica della mobilità e della sosta: non per favorire il gestore del parcheggio, ma per il bene di Macerata.
Un limite oggettivo a una piena fruizione del ParkSì è stata per molto tempo la difficile accessibilità alla sua struttura: ora però il problema è stato superato grazie alla galleria, che collega le due vallate e porta il traffico proprio sotto il parcheggio. Se poi un giorno verrà realizzata la Via Mattei-La Pieve, con collegamento diretto dalla superstrada, sarà veramente questione di pochi minuti.
parksi300-1Ci deve essere allora qualcos’altro che lo rende così poco appetibile: la risposta sta nella sempre valida teoria della domanda e dell’offerta. Basta guardare la situazione intorno al parcheggio: decine di stalli con strisce blu nelle vie immediatamente vicine, strette da posteggi liberi disposti su entrambi i lati della strada, l’area dei Giardini Diaz diventata un parcheggio abusivo, i viali lungo le mura dove è possibile lasciare l’auto (ma una volta scesi ci si ritrova in balia del traffico di passaggio); ultimo, sicuramente non per importanza, un centro storico dove la ZTL riguarda solo 7 ore su 24, dove anche nelle ore di divieto si può entrare pagando solo 2 euro (senza limiti di tempo, se non quello perso a cercare posto in un luogo che naturalmente non è un parcheggio).
Per non parlare dei giorni festivi, quando a Macerata si tiene il festival del parcheggio abusivo.
Questo è un tipico caso in cui è l’offerta a influenzare la domanda, e non il contrario, come invece dovrebbe essere. Se ci sono così tanti posti a buon mercato, anche se magari scomodi o al limite del lecito, per quale motivo si dovrebbero trovare dei “ volenterosi “ disposti a pagare per entrare al ParkSì? Ecco dunque spiegata, a mio parere, la crisi di questa struttura .Mi domando, per quanto tempo ancora Saba Italia , che gestisce parcheggi in altre 21 città italiane per un totale di 28.000 posti auto sarà disponibile a rimettere soldi e se decidesse di chiudere la struttura e con essa la galleria e gli ascensori che la collegano al centro, non sarebbe una perdita enorme per tutta la città anche come immagine ?
Ma l’importanza di questo parcheggio va al di là del problema che potrebbe rappresentare la sua chiusura: occorre ritornare a considerarlo come possibile strumento fondamentale per gestire la sosta.
Il ParkSì può essere considerato un garage naturale per gli abitanti del centro storico, i quali potrebbero togliere le loro auto dalla strada, con tutti i problemi conseguenti, per avere un posto sicuro: sarebbe possibile così incentivare concretamente la residenzialità nel centro, ma anche liberare molti stalli oggi occupati dai residenti.
Si potrebbe pensare anche alla realizzazione di un servizio di noleggio auto (ma anche bici a pedalata assistita) per coloro che non volessero caricarsi i costi che la proprietà di una macchina oggi comporta: sembra una soluzione futuristica, ma a ben vedere non lo è affatto ( specialmente per motivi economici ). L’auto come status symbol probabilmente ha fatto il suo tempo, soprattutto tra molti giovani.
Ma è proprio all’interno di una politica della sosta razionalmente congegnata che il ParkSì sarebbe in grado di svolgere efficacemente la sua funzione. Quanto spazio potrebbe essere recuperato alla città se le vie intorno fossero liberate dalle auto, recuperando sicurezza, vivibilità, decoro? Sarebbe ancora così necessario il continuo transito delle auto in centro, con tutto quello che ne consegue, se fosse veramente incentivato l’utilizzo di un parcheggio che in meno di 5 minuti porta in piazza?
Certo, c’è del lavoro da fare: occorre mettere a confronto i residenti e il gestore del parcheggio, il quale deve rimettersi in gioco, sperimentando riduzioni dei prezzi, convenzioni, un’apertura h. 24 anche mediante forme di automazione. Ma non possiamo più permetterci che il rapporto tra il ParkSì e Macerata si spenga per consunzione, privandoci di una struttura di cui sentiremmo ben presto la grave mancanza; chi ha responsabilità prenda l’iniziativa per mettere a confronto i soggetti interessati.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X