Il “Tram” di Latella arriva a Macerata
Il testo cult di Tennessee Williams per la stagione di prosa del Lauro Rossi. I protagonisti dello spettacolo martedì 4 agli Aperitivi Culturali degli Antichi Forni
Per il quarto appuntamento della stagione teatrale del Lauro Rossi, promossa dal Comune e dall’Amat, in programma la rappresentazione di un testo cult di Tennessee Williams. Il 4 e 5 febbraio, infatti, alle ore 21, gli spettatori assisteranno ad Un tram che si chiama desiderio nell’allestimento firmato da Antonio Latella, regista tra i più innovativi considerato una delle figure di spicco del teatro europeo. Dopo il Premio Hystrio alla regia, Premio Hystrio all’interpretazione e Premio Le Maschere del Teatro come miglior attrice protagonista a Laura Marinoni, Premio Le Maschere del Teatro come miglior attrice non protagonista a Elisabetta Valgoi, Un tram che si chiama desiderio conquista anche due prestigiosi Premi Ubu 2012, sorta di Oscar del teatro italiano: secondo la giuria composta da cinquantaquattro referendari il lavoro diretto da Antonio Latella è la migliore regia teatrale della scorsa stagione e Elisabetta Valgoi la miglior attrice non protagonista. La vicenda di Un tram che si chiama desiderio è nota al grande pubblico grazie alla trasposizione cinematografica diretta da Elia Kazan nel 1947, che vedeva protagonista un indimenticabile Marlon Brando.
Latella, ribaltando il copione originario, ma rispettandone però la stesura, inizia lo spettacolo dalla fine, quando Blanche si affida al medico, pronta ad essere internata dopo le vicissitudini che l’hanno minata interiormente ed irrimediabilmente. Lo spettacolo si focalizza quindi su un viaggio a ritroso attraverso la sofferenza della protagonista, visto come un percorso terapeutico nella memoria. L’incontro tra il regista e l’attrice Laura Marinoni risale al 2007 quando insieme hanno realizzato Le lacrime amare di Petra von Kant di Fassbinder che ha valso alla protagonista il Premio Eleonora Duse. Al suo fianco Vinicio Marchioni è il rude Stanley, in una parte resa celebre al cinema e impressa nell’immaginario collettivo per la fisicità ostentata di Brando, qui incentrata invece sul tema dell’identità di questo personaggio maschile. “Non c’è un solo personaggio nei testi di Tennessee Williams che non sia ferito, rotto, spezzato. A tutti manca un qualcosa, è come se nella loro incompiutezza ci fosse il senso del vivere.” Lo spettacolo è prodotto da Ert Emilia Romagna Teatro Fondazione e Teatro Stabile di Catania. La traduzione del testo adottata è di Masolino D’Amico. Le scene sono di Annelisa Zaccheria, i costumi di Fabio Sonnino, le luci di Robert John Resteghini e il suono di Franco Visioli. Completano il cast gli attori Giuseppe Lanino, Annibale Pavone e Rosario Tedesco. Per informazioni e biglietti: biglietteria dei Teatri di Macerata 0733 230735.
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Martedì (5 febbraio), alle ore 17.30, agli Antichi forni, per gli Aperitivi Culturali, insieme a Pierfrancesco Giannangeli, critico teatrale e docente di Storia e filosofia dello spettacolo dell’Accademia di Belle Arti, dialogheranno sullo spettacolo in programmazione lo stesso giorno dell’incontro e quello precedente (4 febbraio) al Lauro Rossi nell’ambito della stagione di prosa. La trasposizione di Latella del testo di Williams, sarà l’occasione per riflettere insieme ai protagonisti dello spettacolo, sull’angoscia della solitudine, sull’incompiutezza del senso dell’esistenza e sull’accettazione di sé, sugli echi fassbinderiani che si ritrovano nello spettacolo e la contestualizzazione del testo nel clima del teatro americano di quegli anni. Al termine dell’incontro tradizionale aperitivo, questa volta a cura di Armadillo con i vini di Borgo Paglianetto.