“La giungla degli appalti Telecom”
La Fiom Cgil chiede legalità
In provincia di Macerata sono 23 i dipendenti rimasti senza lavoro
Nei giorni scorsi è stato convocato nella sede della Regione Marche l’incontro sollecitato dalla Fiom dei territori di Ascoli, Fermo e Macerata con l’appaltatore Ceit S.p.A., subentrato a Ciet S.p.A. dal 1 ottobre, per affrontare la grave crisi occupazionale che investe l’intero settore in tutto il territorio nazionale e che nelle Marche vede oltre 50 lavoratori senza lavoro, senza stipendio e senza indennità di cassa integrazione, di cui 23 nella provincia di Macerata (leggi l’articolo).
«La mancanza di reddito dal mese di agosto 2012 – si legge in una nota della Fiom Cgil- è dovuta alle gravi inadempienze dell’appaltatore uscente, la mancanza di lavoro è responsabilità dell’appaltatore subentrante, che all’incontro in Regione ha ribadito l’impossibilità per gli appaltatori che lavorano per Telecom, di rioccupare il personale in esubero se non in minima parte e la necessità di affidare parte del lavoro a sub appaltatori.
Telecom Italia in sede ministeriale, anche questo incontro sollecitato dalle OOSS dei metalmeccanici, ha sostenuto che sostanzialmente non sono stati ridotti i volumi complessivi assegnati alle imprese, le imprese sostengono che devono rivolgersi ad altre imprese ( subappaltatori) per ridurre i costi, perciò, pagano i lavoratori, per il mancato intervento di una vera politica industriale, dei vari governi che si sono succeduti, pagano per la spregiudicatezza di Telecom, pagano per le scelte degli appaltatori, che utilizzano il sub appalto per abbassare i costi e pagano i cittadini-utenti, perché subiscono gli inevitabili disservizi. Una vera e propria giungla.
In Toscana, nel Lazio, nelle Marche e in altre regioni centinaia di lavoratori altamente professionalizzati, vengono espulsi dal processo produttivo e se vogliono lavorare, devono accettare condizioni di illegalità. Tutto questo non è accettabile, non ci rassegneremo alla logica che Telecom ha assunto, quella del libero mercato, malgrado il settore della telefonia sia un settore di pubblica utilità, vince sempre il più forte e il più debole soccombe».
Continueremo a rivendicare il lavoro e la sua dignità per tutti i lavoratori delle installazioni telefoniche».
