Carlocchia: “Sbagliato interrompere la manifestazione di Sant’Antonio”

CIVITANOVA - L'esponente di Sel concorda con il consigliere di centrodestra Marzetti: "Uno dei punti cardine della nuova Amministrazione era quello che bisognava partire dal basso per modificare totalmente il modo di governare la città"

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Luigi Carlocchia

Luigi Carlocchia

“Interrompere una piccola ma significativa iniziativa per il giorno di San’Antonio Abate non fa onore a questa amministrazione”. A parlare non è la federazione del centrodestra, bensì Luigi Carlocchia di Sel (partito che appoggia l’Amministrazione Corvatta pur non sedendo in Consiglio) che biasima la scelta della nuova giunta di non portare avanti una manifestazione come quella della benedizione di Sant’Antonio che piaceva alla città e ideata dal centrodestra. Dopo le critiche di Sergio Marzetti (leggi l’articolo), affezionato alla sua “creatura” e amareggiato per la cancellazione, ora è la volta di Carlocchia  che parla più da residente che non da esponente politico e si dice stupito della cancellazione: “eppure uno dei punti cardine di questa nuova compagine era quello che bisognava partire dal basso – afferma – e con tanta partecipazione per modificare totalmente il modo di governare la città. Radunare in piazza centinaia di animali di ogni genere per ricevere la benedizione come segno di prosperità e buon inizio anno rappresentava a Civitanova una continuità con il passato con le nostre radici rurali i cui animali e la loro salute allora rappresentavano la condizione vitale di ogni nucleo famigliare. E’ come se ci allontanassimo un po’ anche da quel rispetto verso gli animali domestici, i nostri “amici” che ci accompagnano nel quotidiano stabilendo con essi il necessario collegamento tra la nostra civiltà lanciata verso l’ignoto e un mondo più primitivo immutabile quasi a ricordarci le nostre origini. Era un bel momento di incontro tra adulti, tanti bambini e animali che hanno una raffigurazione del proprio ciclo vitale che include ogni forma biologica, al lor contatto come tutto è regolato in natura. Una manifestazione che ricordo fin da bambino a cui tutti tenevano moltissimo e che non è mai venuta meno. Senza di essa perdiamo qualcosa, diventiamo un po’ più innaturali e certo questo non giova. Mi auguro soltanto che questa amministrazione possa riprendere la tradizione di festeggiare S.Antonio Abate nelle forme più rappresentative per marcare questo legame importante e di amore verso ogni forma di vita. Vedrete che questo ci renderà più tolleranti, più rispettosi e più cittadini”.

(l. b.)


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