Irene Manzi: “Il nuovo vento nazionale
mi ha portata in Parlamento”

L'INTERVISTA - Il vice sindaco di Macerata verso Montecitorio: "Alle Primarie donne e nuove generazioni sono state privilegiate. Voglio rappresentare tutto il territorio provinciale che deve essere valorizzato. Portare a termine le piscine e i lavori a Palazzo Buonaccorsi sarebbe un buon risultato per l'Amministrazione Carancini ma il conflitto con la maggioranza ci ha penalizzati". Intanto Bianchini rifiuta le lusinghe di Donadi; Meschini e Vania Longhi coordinatori del comitato elettorale Idv
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Irene Manzi

Irene Manzi

 

di Alessandra Pierini

Il vice sindaco Irene Manzi si gode le ultime settimane nel Comune di Macerata in attesa delle elezioni nazionali del 24 e 25 febbraio. Il suo nome infatti figura al quinto posto nelle liste dei candidati alla Camera al Pd, il che equivale all’elezione certa quindi a partire dalla prossima legislatura siederà negli scranni del Parlamento. Laureata in Giurisprudenza all’Università di Macerata si è in seguito diplomata nella Scuola Biennale di Specializzazione per le Professioni Legali delle Università di Macerata e Camerino.
Dal 2003 è Funzionario nel  Servizio Beni e Attività Culturali della Provincia di Macerata. Accademica dei Catenati, negli anni ha collaborato con numerosi Istituti di Ricerca come l’Associazione Mazziniana Italiana, l’Istituto per la storia del Risorgimento Italiano, la Deputazione di storia Patria per le Marche, l’Istituto per la storia del Movimento di Liberazione nelle Marche, realizzando studi di argomento giuridico e di storia contemporanea. Da maggio 2008 è vice sindaco del Comune di Macerata voluta dal sindaco Romano Carancini che ancora prima di essere eletto aveva promesso un vice donna.

Irene Manzi ha ottenuto alla primarie della provincia di Macerata dello scorso 30 dicembre 2.260 voti, aggiudicandosi così una posizione di prestigio nella lista regionale approvata prima dai vertici locali e poi dalla direzione nazionale (leggi l’articolo).

Irene Manzi

I maligni dicono che è stata voluta dal suo partito per escludere uomini meno graditi, altri invece che la sua elezione è il frutto di questi due anni e mezzo di amministrazione. Qual è la verità?

«Forse la verità sta in mezzo. Due anni e mezzo di amministrazione mi hanno dato modo di farmi conoscere, rispetto ad esempio a quando ho partecipato alle elezioni regionali,  oltre a mettermi alla prova. Il contatto con la gente da amministratore è più intenso, aumentano anche personali. Ho quindi avuto la possibilità di cogliere parole di stima e approvazione. Riguardo agli altri concorrenti, o meglio compagni di avventura, avevano tutti  competenze e caratteristiche che li identificavano, molti avevano anche esperienza come amministratori locali e molto da dire. Bisogna poi ricordare che c’è stato un vento nazionale che ha privilegiato donne e nuove generazioni che mi ha favorito».

Un altro parlamentare maceratese negli ultimi anni è stato Eraldo Isidori (Lega Nord). Cosa pensa del suo operato?

«Prescinderei dagli ultimi episodi di cronaca in cui mi spiace si sia trovato. Eraldo è subentrato a legislatura iniziata quindi è normale che ha dovuto affrontare un momento iniziale di adattamento. Lui ha cercato più possibile di fare qualcosa dal territorio, è stato vicino alla nostra provincia. E’ un vero peccato che venga ricordato per l’ultimo episodio quando la sua attività è stata un’altra».

Tra i messaggi diffusi sui social network a sostegno della sua candidatura ci sono stati quelli del sindaco Romano Carancini ma anche del vice sindaco di Civitanova Giulio Silenzi e del consigliere regionale Francesco Comi. Chi le è stato più vicino in campagna elettorale?

Irene Manzi con il sindaco Carancini

Irene Manzi con il sindaco Carancini

«Molti in realtà, anche Angelo Sciapichetti e Sara Giannini per citare i big. Con i candidati alle primarie di area Bersani, inoltre, non sono mancate le occasioni è capitato di confrontarsi e sentirsi durante la campagna elettorale. Oltre ad aver avvertito la vicinanza da persone che ricoprono incarichi politici quello che più mi ha colpito è il sostegno di tante persone comuni, uno degli aspetti che ricorderò meglio di una campagna elettorale breve e veloce».

Si aspettava questo risultato?

«Sono sincera, così numericamente pesante  non l’avrei azzardato tanto più che si è votato nel bel mezzo della difficoltà e questo rendeva molto difficile il coinvolgimento degli elettori».

Cosa pensa di fare come parlamentare per Macerata?

«Per Macerata e per la sua provincia- precisa – per andare in Parlamento è necessario spogliarsi della veste cittadina per vestire quella provinciale nonostante io sia nata in questa città e la senta mia. Per la provincia di Macerata cercherò di utilizzare tutte le occasioni per valorizzazione del territorio e dei beni culturali, intercettando magari anche delle opportunità di finanziamento e sostegno. Dobbiamo però aver ben chiara l’idea che Macerata è forte se ha attorno a sé tutto il territorio che deve trainare assumendo con forza il ruolo di capoluogo,e da cui deve farsi trainare».

Come giudica l’operato della Giunta Carancini a metà mandato?

«E’ un buon operato, è chiaro che io partecipando alla fatica di prendere decisioni in un momento precario e difficile dal punto di vista finanziario sono troppo coinvolta per giudicare. Si è lavorato molto e con trasparenza cercando di fare l’interesse della città. L’obiettivo adesso è quello di centrare le piscine, intanto partiranno in breve i lavori per l’allestimento del Piano Nobile di Palazzo Buonaccorsi.  Riuscire a portare a termine questi due obiettivi di mandato nonostante le difficoltà del periodo sarebbe un buon risultato».

Qual è stato il suo impegno in questi due anni e mezzo?

«Mi sono concentrata soprattutto su cultura e centro storico. Fondamentale è stata l’azione continua di confronto con le realtà cittadine, con associazioni e istituzioni. Siamo arrivati all’istituzione di un  tavolo permanente di confronto per il centro storico, un tavolo  tra commercianti, a progetti di accoglienza degli studenti condivisi con l’università e agli Stati generali della cultura. E’ un bel risultato aver varato un biglietto unico di ingresso ai musei cittadini e aver creato una rete museale che mira a crescere.  Altro passo importante è stato l’aver rinsaldato il rapporto con Musicultura e aver fatto crescere anche questa importante iniziativa. Abbiamo lavorato intensamente con l’associazione Sferisterio ed è stato un lavoro continuo per creare  sinergie. Sono risultati che spero restino per la città e creino un rapporto forte e intenso».

Avete parlato in Giunta di come sarà affrontata la sua partenza alla volta del Parlamento?

«Non abbiamo affrontato queso tema perchè continuo a lavorare. Con chi prenderà le mie deleghe, ci sarà naturalmente un passaggio di consegne per evitare che la città ne risenta. Non so se le mie deleghe saranno distribuite tra gli altri assessori o se qualcuno subentrerà a me, queste sono questioni che vanno affrontate in un panorama più ampio».

Chi potrebbe essere, secondo lei, adatto a ricoprire il ruolo di vice sindaco a Macerata?

«Non mi viene in mente nessuno, saranno le tante cose che mi premono in testa in questo momento intenso».

Quali sarebbero stati i suoi progetti per i prossimi due anni se non fosse stata eletta?

«Sul versante museale avrei voluto portare avanti e implementare la rete allargandola anche ai beni ecclesiastici, oltre ad intensificare la collaborazione con la fondazione Carima per palazzo Ricci. Siamo già al lavoro per potenziare la Notte dell’Opera. Avrei quindi seguito la stessa direzione del passato, anche valorizzando in  in centro storico il ruolo di realtà importanti, come ad esempio il cinema Italia e potenziando i servizi per gli studenti».

Come ha vissuto il perenne conflitto con la maggioranza?

«E’ ovvio, non è piacevole perchè rende più difficile lavorare e arrivare a risultati più immediati. Si vive meno serenamente il proprio incarico ma la nostra linea è sempre stata quella di continuare senza scoraggiarci»

Per ciò che riguarda la cultura ha ricevuto spesso critiche dall’ex assessore Massimiliano Bianchini (oggi leader di Pensare Macerata), come le ha vissute?

«Spesso con dispiacere: anche lui è un amministratore e mi avrebbe fatto piacere una maggiore solidarietà nell’affrontare le enormi difficoltà anche sul fronte delle risorse economiche. Capisco che non c’è nulla di personale. C’è sempre stata stima e confronto reciproco ma è chiaro che l’opinione di Massimiliano  significa molto».

Ogni volta che ha proposto un progetto o una misura per il centro storico ha trovato il disaccordo di una delle varie componenti sociali. Che idea si è fatta e che consigli può lasciare a chi prenderà il suo posto?

«Credo che la strada giusta sia quella che abbiamo percorso di recente con la Ztl: abbiamo cercato di sentire tutti gli attori per concertare la soluzione migliore per poi mettere in campo la nostra proposta di amministrazione. Il nostro compito è quello di decidere e questo vuol dire anche assumersi responsabilità. L’unanimità è qualcosa di raro da trovare  ma l’importante è agire responsabilmente per la città».

A livello nazionale chi sono i politici dai quali prenderà esempio?

«Primo tra tutti Bersani per la concretezza, la serietà, la responsabilità e la pacatezza con cui affronta i problemi. Mi è capitato di conoscere Giovanni Bachelet per il suo impegno sulla scuola, ma anche Anna Finocchiaro che ha dato molto. Mi è capitato anche di incontrare Rosy Bindi e tutti hanno delle capacità che li contraddistinguono. Devo dire che anche tra le persone meno in vista ci sono molti volti nuovi e persone meritevoli, anche nella lista regionale che è di ottimo profilo con candidati ricchi di  personalità, penso ad esempio ad Angela Cossiri molto in gamba e preparata».

Quali invece i modelli assolutamente negativi?

«Sarebbe scontato dire Berlusconi e evito, forse anche perchè dopo le feste natalizie sono più buona. Più in generale direi che in politica bisogna evitare  la furbizia e l’opportunismo, dovrebbero essere “doti” che un politico non dovrebbe avere. La prima qualità è la sincerità».

Sul rapporto tra donne e politica si è detto molto, spesso se ne parla con grande retorica…

«Stiamo avanzando e questo è un segnale positivo, c’è ancora molto da fare, la presenza di meccanismi che garantiscono le quote rosa come è accaduto alle ultime primarie è un buon segnale. Credo che siamo a metà del guado. Nelle liste del  Pd il 40% di candidate è rappresentato da donne, molte uscite dalle primarie. L’obiettivo è far sì che la presenza si affermi concretamente nelle liste ma anche nella vita politica e nella società. Sono state varate anche diverse misure, ad esempio di recente è stata approvata una legge per la presenza paritaria nei consigli di amministrazione. La strada è tracciata, bisogna proseguire».

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Enrico Letta

L’altro maceratese in corsa per il parlamento, candidato al Senato è Mario Morgoni, renziano ed ex sindaco di Potenza Picena.; la sua quinta posizione, però, è piuttosto traballante e la sua elezione effettiva è tutt’altro che certa.
Nella lista regionale del Pd per la Camera troviamo il capolista Enrico Letta, seguono il segretario provinciale di Ancona Emanuele Lodolini, il segretario provinciale di Pesaro Marco Marchetti, il vice sindaco di Macerata Irenze Manzi, il deputato uscente di Ascoli Luciano Agostini, l’ex vice presidente della giunta regionale Paolo Petrini, il dirigente regionale Piergiorgio Carrescia e l’assessore alla Scuola della Provincia di Pesaro Alessia Morani. In posizioni meno appetibili ci sono Beatrice Brignone, Andrea Marinelli, Oriano Giovanelli, Ero Giuliodori, Margherita Sorge, Eliana Maiolini e  Angela Giuseppina Cossiri. Continua a far discutere la posizione dell’ex presidente della Regione Paolo Petrini che, dopo aver rassegnato le sue dimissioni dalla carica istituzionale, non ha trovato in lista una posizione utile.
Il segretario nazionale del Psi e vice segretario del Pd Riccardo Nencini sarà quasi certamente candidato al Senato nelle Marche con il Pd, secondo dopo la capolista Camilla Fabbri. Intanto al posto del presidente del consiglio regionale Vittoriano Solazzi, renziano, che ieri ha ritirato la propria candidatura, entra il sindaco di Gradara Franca Foronchi. Al terzo posto Silvana Amati, poi Francesco Verducci, l’ex sindaco di Potenza Picena Mario Morgoni , Anna Casini e Rosa Meloni.

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Palmiro Ucchielli

“E’ un’ottima lista, con tanti giovani, 12 donne su 24 candidati e probabilmente cinque di loro saranno elette. C’è una grande coesione e, in mezzo a tanti giovani, è presente una parte più consolidata del partito”. Così Palmiro Ucchielli, segretario del Partito democratico marchigiano, parlando oggi ad Ancona a margine della presentazione delle liste. Enrico Letta, vice segretario nazionale del Pd, capolista alla Camera, e Camilla Fabbri, segretaria della Cna pesarese, candidata numero uno al Senato.  L’obiettivo del Pd marchigiano è di far eleggere almeno 14 parlamentari.  Rispondendo a distanza, Ucchielli ha fatto notare che “i marchigiani non hanno l’assillo delle polemiche, ma quello del lavoro: molti giovani non riescono ad averne nemmeno uno precario, mentre c’è chi rischia di perdere il lavoro o di non trovarlo”. “Noi siamo con la testa a questi argomenti”, ha poi chiosato.

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Giuliano Meschini

Se l’assessore Irene Manzi sarà senza dubbio protagonista, tra i banchi della maggioranza del Consiglio comunale non mancano altre figure che saranno in qualche modo coinvolte dalle prossime elezioni. Tra questi Giuliano Meschini, al momento unico consigliere dell’Idv, dopo che Guido Garufi e Alessandro Savi hanno lasciato il partito. Antonio Di Pietro ha affidato proprio a Meschini, assieme a Vania Longhi, il ruolo di coordinatore provinciale del comitato elettorale.

C’è poi Massimiliano Bianchini, leader di Pensare Macerata e assessore provinciale, il quale è stato contattato da Massimo Donadi, ex capogruppo Idv alla Camera e fondatore del Centro Democratico, per far parte della sua lista nelle Marche. Bianchini ha rifiutato: «Sono molto impegnato nell’ambito locale  e per il lavoro che sto facendo con liste e amministrazione, in questo momento non posso candidarmi con questo partito».

 

 



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