Stefano Benedetti

Stefano Benedetti


«Avvocato in Macerata dal 1979 - Consigliere Comunale dal 1993 al 1998 - Componente dell'Organismo Unitario della Avvocatura (O.U.A. Nazionale) dal 1997 al 2001. Da molti anni iscritto ad ANF - Associazione di Avvocati impegnata nella risoluzione dei problemi della Giustizia in Italia. Ha seguito per due decenni la crescita dello Sferisterio; appartiene a diverse associaizoni culturali e politiche, non a partiti. Ha fondato l'associazione Culturale Oberon negli anni '90. Ha appoggiato alle primarie la candidatura di Bruno Mandrelli a Sindaco. Fortemente contrario alla politica del consumo insensato del territorio che ha corrotto l'Italia. Attualmente interessato ai rapporti con il mondo del futuro che è anche il mondo del globale: un globale che va modificato. Auspicante il ruolo di maggior peso dell'Italia nel mondo dell'approvvigionamento delle risorse energetiche e minerarie. Memore dell'insegnamento del nostro grande conterraneo, Enrico Mattei. Del che intende occuparsi per il resto della sua carriera professionale. Pendolare.»

Utente dal
27/6/2012


Totale commenti
29

  • Report sulle giunte Meschini e Carancini
    15 anni di urbanistica e malaurbanistica
    Il “cerchio magico” di Romano

    1 - Mar 7, 2015 - 13:00 Vai al commento »
    Giuseppe Bommarito, con la competenza che gli è propria “ripassa” la gestione della urbanistica maceratese dell'ultimo decennio e conclude per la ineliminabile ed irrimediabile responsabilità prevalente del PD nella pessima gestione del territorio. Ha ragione. Ogni commento ulteriore è superfluo. Siccome però appoggio Bruno Mandrelli fin dalle infelici (per lui e per Macerata) primarie del 2010 e proprio per i motivi da lui esposti, il mio punto di vista è partigiano. Peraltro è noto che io detesto concetto e termine <> perché di urbanizzazione la civiltà italiana del bello e del buono ci è “morta”. Allora, chi ne parla male ha sempre ragione, sia che ne parli male prima che dopo … sicché la questione che porrei è : cosa ci lascia in eredità Carancini (a parte una sua asserita indipendenza dai centri di potere locali) di diverso dagli altri che lo hanno preceduto in questo nuovo secolo e in cosa la sua amministrazione si è distinta. Rispondano i maceratesi, perché io sono troppo di parte per farlo. So che è riuscito a scindere in due il suo partito che, pure, lo ha sostenuto in questo mandato, facendo così risorgere nel suo interno un contraddittore, Mandrelli, potenzialmente di certo più capace di lui a concepire qualcosa di diverso dal malfatto, ovvero dal non fatto; questo è un altro male. Mandrelli è persona capace e competente, esperta e sagace, politicamente acuto. Fondamentalmente onesta, in un mondo politico di ignoranti e d'i incapaci, sa di politica, non solo locale; se riuscirà a vincere i due conflitti elettorali (e quello di domani sembra il più difficile) esplicherà bene il suo mandato, come sa fare nella sua vita professionale. A cominciare dalla ricomposizione del territorio, dalle devastazioni contro i piani regolatori del passato, per finire alla proposizione di un'a idea di città non scontata e non legata agli interessi di quei proprietari terrieri che, con la loro (storicamente) inutile, ingombrante, presenza, tengono in scacco, dal dopoguerra, un capoluogo intero. Un'idea politica, al di là dei personalismi, è quello che manca in questo Paese sempre più demotivato e dissociato: allora cultura umanistica e scientifica, allora piano verde, allora riqualificazione allora stop alla edilizia del nuovo sempre vecchio e allora sì ad un salvataggio in extremis di una città sempre più decadente e non più nemmeno provincia Di fronte a queste cose, mi delude il fronte del sindaco uscente (al posto suo non mi sarei ricandidato in queste condizioni) dal quale troppo si sconfina nel personale, forse perché consapevole che quello che dico e vado ripetendo da tempo in fondo è la verità.
  • “Parco Fontescodella, incuria e parcheggio selvaggio di auto e camper”

    2 - Mag 7, 2013 - 21:33 Vai al commento »
    Ben fatto, così finalmente si capisce perchè son stati tagliati mille alberi: per far posto alle macchine, alle quali com'è noto, le piante danno fastidio (come a certi sindaci) perché "sporcano"
  • Avvocatessa sfigurata con l’acido, preso il secondo aggressore

    3 - Mag 1, 2013 - 23:47 Vai al commento »
    L'Anonimo estensore del commento che trovo in calce alla notizia si preoccupa delle belle lettere o del saper distinguere, linguisticamente parlando, tra avvocato e avvocata; viceversa, a me viene spontaneo dare un pubblico sostegno ad una persona (che non conosco, così come ne ignoro la storia) ma che credo meriti quel minimo di solidarietà che un atto criminale (a quel che sembra, vergogna su vergogna, ordinato da un suo e mio collega) ha sfigurato, spero non per sempre.   Un atto indegno, che nella violenza del gesto (premeditato!) rivela il segno del guappismo o del lenocinio, essendo quella la matrice - in genere - di questo tipo di "punizioni" comandate in danno delle vittime classificate come “ribelli”.   Con l'aggravante della viltà del "mandato alla commissione del crimine" a terzi e - guarda un po' - stì terzi son stranieri, così il menù del peggio del peggio è servito: auspico allora il massimo della pena a tutti, albanesi ed italiani insieme, tutti uguali davanti alla legge.   E che Dio ci salvi dagli Accademici !      
  • L’addio a Romeo, Giuseppe e Anna Maria
    Monsignor Conti: “Chi governa, faccia presto”

    4 - Apr 7, 2013 - 12:43 Vai al commento »
    Come al solito i veri responsabili della rovina d'italia passano da Salvatori (32%?) e quelli che perseguono vie di conciliazione nazionale da spregevoli servi ... servi di chi signori? Intanto la Presidente della Camera c'era, mi pare l'unica, a prendersi insulti: coerentemente, al di là di facili gaffes strumetalizzabili dalla folla inferocita, ha fatto del suo meglio. Che non è stato molto, è vero, ma quel non molto è il poco o tanto che solo le donne sanno dimostrare nei momenti difficili. Quello che Grillo chiamava lo psiconano (lui, eh? non io) e che invece adesso non ce lo chiama manco più (ma in fondo anche lui deve più che qualcosa a Mediaset) dov'era? Dove'era con i suoi 14 miliardi spicci + immobili ? Quei miliardi che stanno nelle sue tasche e non su quelle degli italiani ? Con qualche milione di complici ? Dove era dove erano i veri responsabili della sciagura di Italia? Lui a farsi gli impacchi sugli occhi ma i suoi?    
  • Disboscamento del Parco di Fontescodella:
    tagliati più della metà degli alberi

    5 - Feb 21, 2013 - 11:50 Vai al commento »
    L'unico intervento da fare veramente per colmare il senso di incuria e di desolante abbadono del parco, sarebbe stato quello di riparare una parte dei danni fatti dai vandali in questi ultimi anni. Invece il danno peggiore è quello in corso; già: perchè non hanno mica ancora finito di disboscare. Il danno del Comune, se del Comune si tratta, pare invece davvero irrevrsibile; bisogna che l'Amministrazione - per emendare - si impegni adesso a ripiantare cespugli e flora ad alto-fusto almeno cento volte tanto: quanto meno per la funzione di assorbimento del Co2, se non per ragioni di civiltà.
  • BdM, slitta l’approvazione del bilancio

    6 - Feb 21, 2013 - 19:00 Vai al commento »
    L'impressione è che molti degli errori non lievi del passato stiano venendo al pettine. Il che non dovrebbe stupire: i periodi di crisi servono proprio a questo, cioè a verificare, con un bilancio non di mera contabilità ma più che altro etico - politico, la portata di scelte che risalgono a tanto tempo fa. La mancata fusione di Cassa di Risparmio di Macerata con la Cassa di Risparmio di Ancona; il decentramento della Direzione a Jesi, senza che prima si verificassero gli effetti dell'abbandono del territorio di Macerata, che, negli anni passati, abbondava di liquidità; l'esuberanza - negli ultimi anni - di credito facile ad imprese che hanno poi dimostrato di non averlo affatto meritato; l'eccesso di ottimismo sulla breve durata della catastrofica crisi che ha colpito il mondo occidentale (che invece si è dimostrata strutturale) con la perdita di migliaia di nostre imprese che la Banca avrebbe potuto o dovuto sostenere con saggezza dirimente tra "buono" e "cattivo". Tutto questo può avere una ricaduta pesantemente negativa sulla nostra economia e quindi, di conseguenza, sulla economia nazionale. Sarebbe opportuna quindi una uscita pubblica sull'argomento, per tranquillizzare, non tanto l'opinione pubblica (che, tanto, più che opinare non può fare) ma i ceti produttivi e le realtà imprenditoriali rimaste sane sul territorio, che, forse, si aspettano che la "loro" Banca di massimo riferimento rimanga, appunto, la loro.  
  • Sfratto esecutivo per il Babaloo
    Gli Ascani lasceranno il locale a fine estate

    7 - Feb 21, 2013 - 10:41 Vai al commento »
    L'importante è aver distrutto le coste, le pinete e gli accessi liberi al mare: il resto che importanza ha? Ci penserà qualcun altro. La solita storia. Una storia che potrebbe chiamarsi (tanto per dirne una) Hotel House ! Ben fatto. Tre quarti d'Italia costiera (e non solo) non c'è più. Ci sono orride villette, chioschi, casette, casupole, bar (squallidi insediamenti vari) parcheggi a raso, complessi residenziali, complessi industriali, ville di boss, porticcioli, quartieri interi (San Tommaso alla foce del Tenna, per esempio). Ora, vorrei sapere da tutti gli scienziati che hanno governato enti locali e il Paese intero per tutto il dopoguerra e fino ad oggi, se, invece, ci sia rimasta una sorta di economia di valore/i corrispondente a ciò che in 50 anni è stato sacrificato ai vari tipi di insediamento umano (o umanoide). Sacrificio, com'era prevedibile, fatto senza un senso che è uno, in quanto ogni inziativa ha avuto sempre e solo carattere “congiunturale”. Poi se al Babaloo ci ha guadagnato qualcuno, non ha poi quella grande importanza che i commenti che precedono sembrano dare, perché il punto è questo: alla fine ci abbiamo rimesso tutti.
  • Centro storico? Un patto fra bellezza e comodità

    8 - Feb 10, 2013 - 20:22 Vai al commento »
    Il centro storico va tutelato davvero solo abitandoci; viverci lavorando altrove non è più possibile: è una questione di mutamento storico e non solo di troppi autoveicoli … temo davvero quindi che il mondo del futuro farà a meno di città belle come Perugia, Bergamo, Fermo, Urbino, o centri stupendi come Cortona, Gubbio, Arezzo, o caratteristici come Acqui Terme, Camerino, ecc. Mi fermo qui, perché, di questo passo, mi accorgerò – come dovrebbero accorgersi tutti – che si sta parlando non di questa o quella città ma di gran parte dei centri italiani, visto che l'Italia è per lo più montagnosa e collinare … Allora, nulla di nuovo a Macerata ? Però Liuti ha ragione in molte cose, forse anche a proposito dell'imprenditore Intermesoli … in fondo, far felice Intermesoli, che' a Macerata tutti han fatto a gara per rendergli la vita facile, non sarebbe ormai più un gran guasto e, alla fine, tentar non nuoce. In attesa, però, bisogna davvero impegnarsi a far qualcosa di meglio … ma certamente NON aprendo le porte all'uso indiscriminato delle automobili, giacché si aggiungerebbe solo altra incuria ed altra inciviltà all'incuria e all'inciviltà attuali. Ecco alcune proposte di mini (e non minitematico) investimento pubblico: dare avvio ai lavori dell'ennesimo parcheggio esterno, ci può stare, ammesso e non concesso che lo si voglia davvero realizzare (parlo dei privati). Restaurare il palazzo degli Studi ed il suo pavimento a mosaico (qualsiasi cosa diranno per non farlo, rispondete che non è vero: è solo incuria politica); Incentivare le rassegne culturali dentro il centro storico, in sinergia con ciò che resta di cultura nell'Università e nelle scuole (molto poco in verità); Riparare immediatamente le strade del centro, dissestate come non è mai accaduto prima se non in tempo di guerra; Riportare in centro gli studenti universitari, stabilmente e non solo con la movida notturna; Aprire ad una politica che incentivi chi voglia aprire un esercizio commerciale senza vessazioni, ad esempio con le esenzioni, tutte quelle possibili ed immaginabili; Ripulire almeno il centro della città: è sporca. Ripulire i muri dalle scritte: fa tanto Bronx; riempirla di fiori come era un tempo Piazza Mazzini (il ben più giovane Pizzi si incantò ad ammirarla quando venne la prima volta 20 anni fa) e com'è al giorno d'oggi il vicolo degli orti o l'inizio di via Crispi. E forse ancora molto altro
  • Il sogno di Cristiana si avvera
    “Gioia indescrivibile”

    9 - Gen 20, 2013 - 18:00 Vai al commento »
    Anche questa volta, la bella iniziativa di Cronache Maceratesi ha avuto il successo meritato; un pubblico riconoscimento alla testata e soprattutto al non comune, disinteressato impegno di Alessandra Pierini, curatrice di questa ed altre coraggiose iniziative; già, perché per far bene e fare del bene, in questo mondo "rovesciato" ed “orfano” del buon senso, ci vuole una buona dose di semplicità, cauto anticonformismo e, appunto, bel coraggio ...
  • “Le luci accese a Valleverde
    sono uno schiaffo alla crisi”

    10 - Gen 15, 2013 - 18:53 Vai al commento »
    In genere, l'illuminazione notturna è - in senso lato - spreco, tranne in qualche caso, dove, chi cammina, necessariamente ha da vedere dove mette i piedi; il fatto è che ormai non cammina più nessuno, soprattutto di notte. Così come è indubitabile che il massimo dello spreco sia illuminare le vie deserte dei centri artigianali e commerciali anche nella notte fonda, quando in genere non ci passa neppure una macchina. Buon senso vorrebbe che si regolasse l'emissione delle luci e si "contingentasse" il consumo pubblico di energia; sarebbe, lo dico in italiano, un bel risparmio. Fare il contrario è offesa all'intelligenza e alla penuria dei tempi: ha ragione Cherubini, naturalmente ed ha ragione soprattutto perché pone la questione sotto il profilo della civiltà. Il fatto che da noi tutti possono aver ragione perché ormai si è perso completamente il senso della vita civile ed ogni corporazione, ogni ufficio, persino ogni singolo fanno di testa loro. Male. Non ci coglie più nessuno, neppure per sbaglio. Tutto è dannoso e quindi produzione di debito pubblico. Persino le illuminazioni notturne: quando si è smarrito il senso della misura, tutto diventa "smisurato" direi irragionevole. I costi di illuminazione sono a carico della collettività? Se è così, la crescita delle città e delle periferie creano un'occasione per l'Imu o altre porcherie nell'immediato; debito futuro, per il resto. Credo sia ora di cambiare registro.
  • Trecentomila euro in meno nel 2013
    Il Macerata Festival rinuncia a Bohème

    11 - Dic 15, 2012 - 12:14 Vai al commento »
    Vorrei esprimere la mia soddisfazione per la scelta di Ben Britten, un Autore semi sconosciuto ma molto rappresentativo della cultura musicale del Novecento; per di più poco o niente rappresentato in Italia rispetto alla sua importanza artistica e qui da noi, mi permetto di dire, ignoto completamente. Scelta degna di una città che avrebbe voluto essere qualcosa senza riuscirci (per nostra sola responsabilità) e che nobilita un cartellone povero di titoli ma ricco di belle intenzioni.
  • “Via libera alle auto in centro storico”
    50 commercianti alla riunione in Comune

    12 - Dic 2, 2012 - 19:56 Vai al commento »
    Errata Corrige : sempre la riproposizione ... ecc.
    13 - Dic 2, 2012 - 19:54 Vai al commento »
    Una sola domanda: dove andrebbero a parcheggiare le macchine che vorrebbero entrare al Centro Storico? non mi risulta che in tutta Macerata antica ci siano più di 2/300 posti, in concorrenza con i residenti ... Sempre stato contrario al traffico nel centro storico ed ora i parcheggi, ancorché troppo costosi, ci sono attorno a tutta la cinta muraria. Voterei contro la modifica degli assetti esistenti, fosse per me. Si dovrebbe usare il parcheggio dei Giardini (che andrebbe un pò meglio curato) e offrire qualcosa di più decente nei costosi esercizi del centro: anche se questo è tempo di micragna, un pò di inventiva, di offerta al pubblico ce la vorrebbe, non smepre la riproposizione, da 40 anni a questa parte, della solita mercanzia.
  • Taglio del nastro per Valleverde
    Carancini: “Non è troppo tardi”

    14 - Dic 2, 2012 - 19:07 Vai al commento »
    Possiamo prendere nota di due risultati: la distruzione pressoché irreversibile di altra parte di territorio prezioso (prezioso per la prossimità al sito storico di San Claudio, se non altro) e la festosa celebrazione della stessa da parte della vecchia classe dirigente. Più o meno ci sono dentro tutti. Che bello ritrovarsi insieme ... non posso che convenire con Cerasi. Con la chiusura (leggere in cronaca) della Grafiche Ciocca, invece, s'è liberato un altro capannone. In vendita o in affitto, adesso, a disposizione del “mercato” spazi per l'industria sono a decine. Centinaia. Che senso ha farne altri? Le aree destinate al lavoro, tanto sono tutte semi-vuote. Il lavoro latita ed il commercio langue veramente. La produzione, com'è noto, cinesi esclusi, si fa in Serbia, Portogallo, Tunisia, Romania, Polonia ecc. e ... ed i buoni Maceratesi si accorgono oggi che bisogna industrializzarsi. Oggi, nel mondo globalizzato. Oggi, con 700 milioni di lavoratori delle Potenze emergenti che soddisfano alla produzione di tutti i beni del pianeta. Oggi. Oggi, dopo quattro rivoluzioni industriali compiute... Oggi, nell'era della finanza volatile, del capitalismo fatto di gioco e scommessa. Oggi, duecento anni dopo, cioè da che la Borghesia ha messo mano alla Prima Industrializzazione. Con i duecento anni di ritardo, indispensabili dalle nostre parti per il nostro fare, qualcuno, con impegno degno di miglior causa, s'è inventato una nuova lottizzazione, come se non ce ne fossero in abbondanza. Addirittura, si vorrebe dar vita alla nostra piccola Mirafiori (?) e siccome a 2 Km c'è l'Abbazia di San Claudio, cioè l'unica nostra vera ricchezza da ridurre al pari di quella di Santa Maria a Piè di Chienti (con i capannoni che le fanno corona) ci si inventa che Macerata (manco più Provincia) aspirante Capitale della Cultura (ecco: parliamone!) vuole: “colmare un vuoto storico della città nei confronti dell'impresa” e produrre quindi ... Cosa? nuovo debito pubblico? Ne vogliamo parlare di quello che sta accadendo al e nel nostro territorio? Serve ai Maceratesi, Sig. Sindaco, che noi non si abbia più un territorio da custodire? Serve la Prima Industrializzazione al tempo della Quarta? Vorrei essere smentito e sarebbe veramente un servizio pubblico che C.M. aprisse un'inchiesta su questi temi
  • Riordino delle Province:
    passo indietro del Governo

    15 - Nov 21, 2012 - 19:43 Vai al commento »
    Le Province sono strutture amministrative che istituzionalmente dovrebbero esercitare delle funzioni. Quindi non possono essere né abolite né de potenziate senza un preventivo trasferimento di competenze; se si vuole abrogarle, bisogna fare come fanno gli industriali: licenziare tutti, non solo i politici, sennò dove sarebbe il risparmio? Cosa sarebbe però di questi sventurati, licenziati dalla sera alla mattina come minatori gallesi? Difficile ipotizzare un simile scenario. Tuttavia il bilancio della provincia è assorbito come quello dei Ministeri, delle Regioni e dei Comuni, dal costo del personale. O si equipara l'impiego pubblico al salariato e si licenziano gli inutili gli incapaci e gli eccedenti (su tre milioni e mezzo complessivi dovrebbero essere almeno la metà) o ci si tiene il deficit. Risparmiare sulle funzioni non lo credo possibile. Quindi questa politica delle cattive intenzioni ingiustificata ed ingiusta a che serve? Per equità, visto che la provincia è ente territoriale ed il territorio, come sto cercando di convincere tutti a voler riconoscere, è ormai divenuto un reticolato di strade, autostrade e superstrade con un sacco di insensate costruzioni addosso e quindi in pratica non esiste più (il territorio dei Padri Costituenti, intendo) sarebbe atto di equità abolirle tutte, perché tutte son figlie di Maria e non ci sono gerarchie nelle Istituzioni dello stesso rango costituzionale. Ma questa gente non c'ha fegato, sennò avrebbe fatto Politica ... non tentativi, abbozzi, né prove d'autore (o presunte tali). Politica
  • Urbino si candida Capitale della Cultura
    e Macerata sta a guardare

    16 - Nov 21, 2012 - 19:21 Vai al commento »
    Ascoli Piceno è semplicemente stupefacente; Urbino è unica al mondo; Fermo ha degli angoli impagabili, sospesi e senza tempo; Pesaro ha il ghetto, le ville, il mare. Ancona il Porto, la storia. Le Marche, tutte insieme, poi, avevano tutto. Cucina, storia, urbanistica ed architettura, territorio e bellezze, monti, sole, mare, pioggia, laghi, fiumi, torrenti persino i climi. Tutto. Ma sono state "urbanizzate" in perfetto stile Mc Donald e quindi in pratica (viaggiare per credere) le vere "differenze" sono state cancellate. Infatti, quando si parla di queste città - tipo Urbino - si pensa ai loro centri storici, mica alle periferie. Avevamo il paesaggio, la Terra, ma non ce l'abbiamo più. Dovevamo creare ricchezza, invece abbiamo creato dis-valore aggiunto. Nessuno ha mai detto no, nessuno ha mai detto: basta. Sicché non avremo indietro né benessere, né Terra. Male comune, peraltro, male diffuso, tutto italiano. Allora, Macerata capitale della cultura? Sorprendiamoci. Sì, perché no? ha ragione chi ha detto di prendere lo spunto da questa occasione per migliorarsi; magari per fare uno sforzo, per non essere peggiori degli altri, per essere differenti da quel che siamo, per diventare migliori, anche se non potremmo mai competere né con le realtà marchigiane né con le altre, vicine o lontane che siano. Per partecipare, con una certa consapevolezza dei propri limiti, ad uno sforzo di miglioramento che ogni giorno ci tocca fare per restare in vita. Capitale della Cultura ... Suvvia. A meno che ... ne parliamo? Sì una volta se ne potrebbe parlare. Sul serio però.
  • Forti piogge in arrivo sulle Marche

    17 - Nov 19, 2012 - 1:36 Vai al commento »
    Novembre fa il suo mestiere: non vorrei scimmiottare Michele Serra che, sul caso dei perversi cambiamenti climatici, ha diffuso ironia a iosa in un "pezzo" davvero originale e divertente, ma non so se, chi avrebbe il ruolo istituzionale di fare il suo mestiere, poi davvero l'ha fatto. Se ci alluvioniamo lo sapremo. Basta, per esempio, non urbanizzare più! Basta ... cioè .... Basterebbe ...
  • Le primarie come strumento per scegliere i candidati al Parlamento

    18 - Nov 19, 2012 - 1:28 Vai al commento »
    Ottimo. Condivido appieno.
  • “I miei 33 anni nella Massoneria”

    19 - Nov 7, 2012 - 17:16 Vai al commento »
    Vanno fatti in primo luogo - e pubblicamente - i complimenti ad Alessandra Pierini per il rigore e la determinazione con la quale ha portato avanti un'indagine che, sia pure a livello locale, pare unica nel suo genere, non avendo personalmente memoria di inchieste analoghe condotte da altri organi di informazione. Ciò fa particolarmente onore a lei ed alla testata. Ciò detto, sulla Massoneria così descritta da chi - pure- sembra la rappresenti al meglio, aleggia un che di stranamente anacronistico che stona un pò sia con le attuali forme di vita e di comunicazione, sia con il "senso" che si vorrebbe dare a tale (tali) realtà nel globale e nella difficile congiuntura storica che stiamo attraversando, laddove la comunicazione pubblica e trasparente sembra essere una delle poche cose "buone" che caratterizzano la nostra epoca. Mi chiedo se tutta questa semi - segretezza abbia il significato che poteva vantare al tempo degli Assolutismi e delle Teocrazie...
  • Quando la morte
    diventa spettacolo

    20 - Set 1, 2012 - 22:41 Vai al commento »
    Grazie per questo articolo, Dott. Liuti; c'era bisogno, c'è bisogno di una riflessione sincera e profonda, indignata e severa su un tema esistenziale così radicale. Ha colmato un pò di quel silenzio che ci lascia sempre soli ed un pò interdetti davanti alla commercializzazione della vita ed al predominio disetico globale delle televisioni. Commerciali. Tutte. (O quasi)
  • Via Leopardi da Montefano
    Scoppia la polemica

    21 - Lug 27, 2012 - 15:24 Vai al commento »
    Che fare? E' il glocale (nota 1) E il glocale vuol dire anche, come ho riportato in un brevissimo passo in nota, identità culturale che affonda le sue radici nella più remota antichità. Allora, negli Stati Pontifici, Montefano brillò e torna a brillare, mostrando la sua radicale (sempre nel senso di radice) ed ancestrale identità. E' un pò un problema capire piuttosto se questi amministratori non avessero qualcosa di meglio cui pensare prima di cambiar nome alla storia, che, per fortuna nostra e di Giacomo Leopardi, resta pur sempre Magistra Vitae. E la storia ci dice che lo stato laico è in pericolo da vent'anni e non certo per colpa del sindaco di Montefano ... 1) Serge Latouche, Università di Parigi - Il concetto di glocale fa la fusione delle due parole : globale e locale. La globalizzazione è infatti come un Giano bifronte. Il secondo lato è il localismo. Chi vede nell'attuale mondializzazione un fenomeno di civilizzazione, il proseguimento dell'occidentalizzazione del mondo non puo' fare a meno che interessarsi non soltanto alla globalizzazione dei mercati, in una ottica ecomicista ma anche agli effetti culturali. Interrogarsi su i rapporti fra culture locali e cultura globale. Qual'è il ruolo delle culture della "Tradizione" in una società globalizzata e multiculturale? (segue ... )
  • Cambio al vertice di Banca Marche
    su pressione di Bankitalia

    22 - Lug 26, 2012 - 11:58 Vai al commento »
    Ci sono operazioni di sostegno alle imprese attraverso il sistema bancario, divenute ormai di dominio pubblico, che lasciano effettivamente piuttosto perplessi; l'intervento di Banca Marche (ma mica è stata la sola) sull'Edilizia di Porto Recanati, ad esempio, è un caso piuttosto emblematico di come il sistema bancario sia a volte troppo "generoso" con taluno (talora in suo stesso danno!) e ahimè molto, ma molto meno, con altri, magari più meritevoli. Non sono certo io in grado di dire se, in casi eclatanti la responsabilità sia del vertice e di una persona solamente: la storia insegna che - spesso - qualcuno paga per tutti. Di certo c'è che l'allegria con la quale sono stati elargiti milioni di euro nel sistema dell'edilizia nostrana, anche quando la bolla speculativa mondiale si mostrava in tutta la sua evidenza persino per i non addetti ai lavori, ha inferto un danno all'economia nazionale: perché l'Economia Nazionale, credo io, è fatta anche dalla somma delle economie locali. Ed un danno inferto al sistema produttivo, ora invento: in un posto di fantasia, che ne so, a Loreto, per esempio, lo risente alla lunga il sistema intero. Il nostro spaventoso debito pubblico, tanto per restare in tema ed in zona, è fatto anche da piccoli “errori” e grandi “dismisure” e se il nostro sistema italico è tanto lontano da quello di altri Paesi Fratelli (d'Europa, neh!) per esempio quelli continentali, è perché da noi non c'è mai giustizia. Gli interventi non sono mai di controllo e prevenzione; vengono sempre dopo, quando è troppo tardi ed il danno è fatto. Iperbole: Un danno di 2 milioni di miliardi di euro è un danno composto (anche) da milioni di dannetti piccoli sparsi in tutta la penisola. Mi viene da pensare qualche cosa che forse qualcuno (ad es. il sistema giustizia) la parte sua non la fa proprio. La Banca di Italia, qui nel caso di specie, sarebbe intervenuta ... ma dopo ... ut amoveatur? in questo caso manca il promoveatur .... Si dice sempre meglio tardi che mai ...
  • Sopralluogo dell’Arpam alla Orim
    Mancini: “Mai fatti danni all’ambiente e alla salute”

    23 - Lug 25, 2012 - 12:08 Vai al commento »
    Temo che le preoccupazioni degli abitanti siano strettamente conesse al fatto che accorpare abitazioni, zone commerciali e produttive direzionale e servizi in pochi ettari vanifichi la politica di allontanamento dai centri abitati delle attività produttive, soprattutto se potenzialmente pericolose. Ancora una volta è un problema di buona amministrazione, se, con eficacia dialettale, si può affermare che la dissennata attiivtà ediliza di mera espansione fa, di tutto, un "potò". Chiaro che orim non c'entra ... però, c'è !
  • Mercoledì “Mania”
    con Marco Mencoboni

    24 - Lug 25, 2012 - 11:40 Vai al commento »
    Meno male che Marco c'è. Speriamo ancora; speriamo sempre
  • Macerata in cantiere
    La mappa dei lavori in corso

    25 - Lug 25, 2012 - 18:31 Vai al commento »
    Che fare dell'Oratorio? Beh! facile! l'oratorio, no? Haendel, Bach, Scarlatti, Buxtehude, Stradella ... c'è solo l'imbarazzo della scelta. Prima che lo dica Masino Ercoli, azzardo io. Forse l'Oratorio, cioè il luogo deputato a manifestazioni devozionali e musicali sacre, che si chiamano appunto oriatori, nel 1600 stava proprio lì. Però, che importa? Non è importante la ricerca erudita; più bello di tutti sarebbe invece inaugurare una nuova politica musicale (chissà forse l'Associazione Appassionata ...) invitando grandi artisti a presentare le opere sacre. E se qualcuno volesse occuparsi della cosa, ci sarebbero anche tanti autori moderni, come i nostri Petrassi e Perosi o il francese Messiaen, che di musica sacra ne han prodotta in quantità ... E' così devota Macerata, che rinverdire questa antica, gloriosa tradizione (gloriosa per Riformisti e Controriformisti) dovrebbe essere un vanto per i tanti suoi Fedeli ... Eppoi noi abbiamo Marco Mencoboni che, su queste cose in particolare, darebbe dei punti ai suoi Maestri (da Ton Koopman in poi). Chiedo scusa ai lettori meno distratti se "entro a piedi uniti" su questo argomento, scrivendo a braccio e senza documentarmi convenientemente su quel che dico. Il fatto è che cito a memoria e forse sbaglio, ma non importa le pagine del giornale che mi ospita son fatte anche per le frettolose inesattezze, sennò non sarebbe <> e se qualcuno me ne vorrà, pazienza ! Meno pazienza invece bisognerebbe avere con le attese di pieno recupero di Piazza Mazzini. E' la più bella di tutte, io credo, la nostra negletta piazza "in piano" che meriterebbe lo sfratto delle macchine, tante volte promesso e mai mantenuto. Sarebbe bella la più bella delle nostre piazze, sempre io credo, senza la ingombrante compagnia degli automezzi in sosta. Chissà se qualcuno dell'Amministrazione vorrà spendersi per portare a termine la rigenerazione del sito, magari approfittando della coincidenza con la stagione Lirica prima che l'autunno ci faccia dimenticare, con le sue cure ed affanni, anche metereologici, che in piazza ci si può arrivare a piedi e restarci a godersela.
  • Valleverde, la grande incompiuta

    26 - Lug 12, 2012 - 1:43 Vai al commento »
    Mi chiedo come mai ci si ponga di rado il problema del perchè si facciano le cose e si parli sempre del per chi o a causa di chi; in altre parole si parla troppo delle persone ma poco della cosa .... dev'essere la cultura del gossip penetrata in noi, retaggio dei banali anni '80. Allora ciascuno pretendeva di capire di politica solo perchè era riuscito a farsi eleggere, mica perchè aveva la competenza per saper governare i cambiamenti della storia. Le c.d. incompiute sono a mio avviso la prova del 9 delle "incompetenze". Sono iniziate in un modo, il tempo è passato, ne è passato troppo, le cose sono cambiate e le opere non si finiscono più. Chi paga le conseguenze di tanta insipienza, causa o concausa della decadenza anche del costume? Altrove - se vigessero i criteri della giustizia e della responsabilità - chi si fosse macchiato di questi crimini in danno della collettività, pagherebbe caro il suo errore; ma qui in Italia, paese controriformista ed antimodernista, alla logica della responsabilità, si preferisce quella dell'utile scambio ed a quella della giustizia, che proprio, ve l'assicuro, non esiste più, una specie di perdonismo misericordista che alla fine torna utile a tutti o almeno a troppi. E' un nodo culturale e quindi inestricabile; ma non è questo il tema. Il tema è che l'obbrobrio di Valle Verde che ha messo seriamente a rischio la sopravvivenza di quella che avrebbe potuto essere l'area archeologica di San Claudio, è solo una devastazione ambientale senza senso e senza costrutto, senza passato e senza avvenire, che ha corroso irreversibilmente altro territorio in cambio di una seria ipoteca sulla spesa pubblica futura. Non accetto il contraddittorio sull'ingannevole alibi della "produzione" perchè questa si fa altrove, magari in Serbia, in Tunisia, in Turchia o in Messico, nè di altre mistificazioni come la creazione di nuove areee commerciali. Per farci che? Ne abbiamo talmente tante da non averne più bisogno per secoli. Basterebbe saper amministrare per rilanciare o recuparare quelle che già ci sono. Peraltro il mio pensiero è noto ormai: sono contrario ad ogni e qualsiasi forma di ulteriore urbanizzazione, a meno che questa non sia volta a distruggere l'esistente (le vecchie periferie) per ricostruirlo su altre basi. Difficile. Certo, per chi ci governa: E' arrivato il tempo delle cose difficili. I faciloni ed arroganti, i quadri burocratici o di partito non servono più, perchè siamo già nel tempo che verrà. Servono invece le competenze alte che dovranno formarsi per fare sì che questi vecchi politici capannonari e palazzinari evolvano verso tutt'altro. Con trent'anni di ritardo si dovrà pur comprendere le urgenze che altri, ben più compententi di me, da tanto tempo, vanno invocando, inascoltati. Occorre acqua per vivere, terra per coltivare e mangiare (nel 2050 saremo 10 miliardi ed il 2050 è dietro l'angolo) occorrono distese di boschi per assorbire co2 e attenuare le calure africane sempre più frequenti e sempre più in aumento; occorrono politiche di difesa del suolo, occorre il contrario di tutto quello che da noi si vien facendo da 50 anni ... Tutto ciò vi sembra immediatamente improduttivo? Perchè le strade di Longarini, Via Trento ed ora Valleverde che sono?
  • I figli di Mario Monti passano la domenica
    in spiaggia a Porto Recanati

    27 - Lug 9, 2012 - 11:14 Vai al commento »
    A me la sobrietà di questa gente, unita alla semplicità di gusti e di abitudini, non dispiace affatto; forse sarà un pò snob passare la domenica a Porto Recanati invece che in Costa Smeralda o a Forte dei Marmi...Ma è in linea con l'unica cosa di veramente diversa che il Governo Monti ha apportato rispetto a quella specie di Circo Massimo che è stato quello sventurato ventennio, (con la lettera piccola, quello vero, invece, con la lettera grande!) quella disgraziata parentesi berlusconiana e leghista, colma di sventure di ogni tipo e di tutti i prodromi del disastro italiano, in cui eccellono palazzinari, banche e capannonari, tanto per stare in tema con la linea di questo giornale .... Fossi nei marchigiani, invece, ringrazierei la famiglia Monti perchè dimostra di "accontentarsi" delle nostre cose dal sapore un pò di "piccolo mondo antico" senza velieri e senza scorte, senza cortigiane e senza avventurieri di ogni risma, ordine e grado; ma con i bambini che giocano, spensieratamente ... bello. Un sommesso "grazie" da parte mia (ma solo per questo, che però, se ci si pensa, non è poco!)
  • Nuova rotatoria ai Cappuccini
    Perplessità sui lavori

    28 - Lug 4, 2012 - 13:10 Vai al commento »
    Come dissi qualche tempo fa: basta ! Basta tutto. Semafori, rotatorie, parcheggi, supermercati, capannoni, palazzi, basta. Servono - agli abitanti di questo secolo - i quattro elementi "puri" : il fuoco (energia); l'acqua (in tutte le sue versioni, dalla pluviale al mare) la terra (terminata!) l'aria (poco respirabile). Invece: Case, case. Supermercati. E non c'è fine al peggio, perchè, tanto, nei comuni di tutta italia si studiano le formazioni politiche e le alleanze sulla base dei residui agricoli da lottizzare. Senza un'opinione pubblica che usi anche la forza (delle idee e della persuasione, se necessario) per cambiare paradigma politico, l'andazzo sarà ancora quello, fino alle estreme conseguenze che, ad esempio, le coste italiane (8.000 km) già hanno conosciuto e da tempo. Sì, è tanto che l'Italia non c'è più. Da tanto, troppo tempo si perde 4 a 0, purtroppo neppure in finale, ma ai sedicesimi .... Perchè i politici non hanno nè cultura nè idee (di nessunissimo tipo) e quindi non sanno che fare .. e il che fare se lo fanno dire dagli altri. Gli altri, chi? Quelli che hanno un interesse immediato e diretto su un pezzetto di città, su un pezzetto piccolo piccolo. Ma tutta la città si piegherà, perchè si dovrà piegare a quell'interesse piccolo piccolo per rovinare quel frammento di terreno rimasto solo tra una lottizzazione e l'altra ... si dovrà piegare per rovinare se stessa. E' civiltà questa? E' politica? E' cultura? Occorrono il sapere, l'esperienza, la conoscenza, la prudenza, occorrono le virtù repubblicane per governare questa barbarie senza fine, occorre, serve a qualcosa essere preparati? Serve a qualcosa studiare per lasciare che l'incuria e l'abbandono dei beni di pubblica utilità prosperi come una mala pianta? O basta essere sempre uguali a se stessi? conformisti, convenzionali, ipocriti; sempre col respiro mozzo del breve periodo, senza speranze, senza luce, senza figli ? O è meglio cambiare? radicalmente, tutto? Per un cambiamento, una volta tanto di tipo laico e spirituale, alla fine, può bastare anche un supermercato o una rotatoria fatta male, basta proprio la consapevolezza di quel "fatto male" per cominciare ... Passo ....  
  • Capponi e Agostini bocciano il bilancio
    “La Provincia non svolge il suo ruolo”

    29 - Giu 27, 2012 - 20:14 Vai al commento »
    Ammesso e non concesso che la Provincia svolga ancora un suo ruolo nel contesto istituzionale italiano, visto che, come è noto, ci governa la finanza globale (vedi il caso di Corridonia) sarebbe forse meno generico e più convincente se gli esperti politici Capponi ed Agostini fossero in grado di andare oltre le solite critiche di maniera e speculare sulla asserita, pessima conduzione dell'Ente, facendo capire agli amministrati (sempre più soggetti passivi di una indiscriminata ed odiosa tassazione) quale dovrebbe essere l'alternativa radicale ad un sistema di per sè comunque autoreferenziale e conservativo, non solo per i costi ma per i volti della politica e per la sua incapacità di far fronte al tragico momento storico che ci tocca di vivere: così si scoprirà che ciritiche analoghe si possono fare a tutti gli apparati pubblici, più o meno costosi ma per lo più tutti inadeguati ed egualmente poco efficaci, Comuni e Regioni compresi. Forse quelli che governano non sono all'altezza anche perchè non si pongono nemmeno il problema e forse hanno ragione di essere soddisfatti così, dato che loro, almeno, un posto di lavoro ce l'hanno: peraltro, l'attuale Presidente della Provincia è il frutto di un'alchimia politica che nasce dal laboratorio dei partiti romani, sì, ma i cui ingredienti, i cui principali elementi chimici dovrebbero essere stati presi in prestito proprio dall'amministrazione del Presidente Capponi. Sicchè, critiche e contestazioni sono davvero poco credibili ... ed il bello è che lo sarebbero anche se fossero tutte fondate !
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