A Macerata non esiste il Piano comunale di Protezione Civile

Il presidente di Pensare Macerata Paolo Angeletti segnala che è indispensabile per affrontare le situazioni di pericolo
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Paolo Angeletti

Dopo la segnalazione del nostro lettore Stefano Feliciani che faceva notare l’assenza di un piano di evacuazione in caso di terremoto a Macerata (leggi l’articolo), sul tema interviene il presidente di Pensare Macerata Paolo Angeletti:
«Nel quotidiano della vita Maceratese di ognuno si lascia sempre spazio alla routine del lavoro, chi ha famiglia si prende cura dei figli che vanno a scuola, chi studia all’università fa avanti e dietro tra le lezioni in aula ed il suo appartamento o stanza in affitto. Qualche volta ci si concede qualche passeggiata o qualche svago. Ma non si analizza mai che il nostro quotidiano può essere stravolto da qualsiasi evento in un attimo; Dio non voglia che dovessimo affrontare una vera e propria emergenza nella nostra città. Chiediamoci se i personali comportamenti in caso di emergenza sono giusti o sbagliati e se sono supportati dalla struttura di protezione civile comunale come prevede la legge nazionale e regionale. A livello locale deve essere predisposto un Piano Comunale di Protezione Civile, necessario a raccogliere “i dati utili da elaborare in funzione della necessaria attività di previsione e prevenzione”, di conseguenza “indispensabile per adottare, nell’ambito delle proprie competenze, le misure necessarie per fronteggiare le situazioni di pericolo indicate nel Piano stesso”. Esso non è un asettico esercizio di scrittura e non si tratta di redigere delle disposizioni fini a se stesse, ma parliamo piuttosto di un atto destinato a rilevare l’esposizione ai reali rischi presenti nel territorio maceratese, al fine di predisporre in anticipo un corretto protocollo di intervento e di soluzione organizzata dell’evento, con un sistema di allertamento collaudato ed integrato fra tutte le forze presenti sul territorio (ovvero forze dell’ordine, volontari, privati e dipendenti stessi del Comune). Immaginiamo un vero caso di emergenza nel nostro quotidiano; azioni d’istinto per la pura e semplice voglia di fare per portare aiuto corrono il grave rischio di provocare una grande confusione e di vanificare grandi sforzi profusi. Di fatto le norme in vigore richiamano ad una gestione piramidale delle emergenze. Alla sala operativa (C.O.C.-Centro Operativo Comunale, dove sono presenti i rappresentanti delle varie forze: Comune, forze dell’ordine, V.V.F.F., radiocomunicazioni, A.S.U.R., C.R.I., C.A.I., altre associazioni di volontariato, ecc. ) appositamente predisposta, arrivano le richieste di intervento. Da essa vengono diramate tutte le disposizioni per la soluzione dei vari problemi. L’assenza di un “Piano Comunale di Protezione Civile” porta ad un tipo di attività diversa da quanto previsto dalle norme vigenti e quindi non in grado di ottenere gli stessi risultati in termini di tempistica ed organizzazione. Giorni fa un cittadino si chiedeva dove fosse l’area di evacuazione prevista nel nostro Comune. E concludeva riflettendo sul fatto che la nostra città non ha un “piano di evacuazione”.
Lo correggo bonariamente solo per segnalare che “questo” dovrebbe essere contenuto all’interno del più ampio “Piano Comunale di Protezione Civile”… ed è quello che non abbiamo! Nella nostra città, operano da decenni in ambito sociosanitario e di protezione civile, diverse Associazioni con un notevole bagaglio di esperienza che, con i loro volontari e mezzi sono intervenuti in occasione di eventi calamitosi verificatesi in italia ed oltre. E’ per tanto auspicabile che anche il nostro comune, con il loro aiuto, si doti finalmente di un Piano Comunale di Protezione Civile reale, operativo ed in linea con le norme vigenti».



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