Incontri d’autunno
È la volta di Ermete Realacci
Macerata
Possiamo battere la crisi? Non sarà facile, ma la risposta è sì.
Ne è convinto Ermete Realacci che racconta, dal Nord al Sud, storie di un’alleanza tra imprese e comunità, tra ambiente e nuovi modi di vivere verso un Paese più desiderabile e più competitivo: “Green Italy. Perché ce la possiamo fare”.
L’ambientalista e parlamentare, presidente onorario di Legambiente e promotore di Symbola, la Fondazione per le Qualità italiane, è il protagonista del quarto dei sei “Incontri d’autunno” firmati dal Circolo Aldo Moro, in programma lunedì 15 ottobre alle 17.30 nella sala Consiglio della Camera di Commercio, in via Lauri.
Alla presentazione del libro di Realacci, organizzata in collaborazione con Fondazione Symbola, Camera di Commercio di Macerata e Legambiente Marche, intervengono Giuliano Bianchi, presidente della Cciaa di Macerata, Luigino Quarchioni, presidente di Legambiente Marche, e Fabio Renzi, segretario generale della Fondazione Symbola. Coordina il dibattito Maurizio Saiu del Circolo Aldo Moro.

La vicenda del biogas speculativo nelle Marche evidenzia non solo il fallimento della politica regionale, palesemente asservita, soprattutto quanto alla maggioranza di centrosinistra al potere, ai potentati economici che nella nostra regione fanno ormai da anni il bello e il cattivo tempo, ma anche delle associazioni ambientaliste (vedi Legambiente) che, nel campo della green economy (intesa qui da noi solo come occasione di lucro parassitario realizzato con soldi pubblici e con la complicità delle istituzioni regionali a favore di pochi intrallazzatori travestiti da “imprenditori”), non sono riuscite a dire nemmeno mezza parola contro una vergognosa speculazione fatta ai danni dell’ambiente (e di decine di migliaia di cittadini trattati come sudditi) in nome dell’ambiente.
Persino la Coldiretti Marche è riuscita a prendere una posizione netta contro il biogas speculativo, mentre le associazioni ambientaliste sono rimaste sino ad oggi nel silenzio più assoluto.
Perchè Legambiente, invece di chiudersi nell’ovattata Sala Guizzardi della Camera di Commercio, non va a parlare con i cittadini ed i Comitati antibiogas speculativo di Loro Piceno, di Petriolo, di Corridonia, di Matelica, ecc.?
Alleghiamo il Comunicato Stampa e la lettera inviata alla Regione Marche in tempi non sospetti (novembre 2010)
Ancona, 12 ottobre 2012
Il buon biogas per Legambiente: una rete territoriale di piccoli impianti, alimentati dagli scarti agricoli per recuperare il calore e distribuire energia.
Uscire dalla dipendenza dal petrolio e dalle fossili è la vera sfida che le Marche hanno davanti; una sfida che è ambientale, economica e sociale per una Regione dove vivere e lavorare meglio.
Una grande opportunità per il territorio che rischia di essere vanificata.
È ora di approvare le linee guida che Legambiente ha richiesto sin dal 2010.
“Il “buon” biogas rappresenta una parte importante del cambiamento energetico della nostra Regione, ma anche questa volta la politica ha perso l’occasione per accompagnare e preparare la comunità ad innovare e crescere. Infatti, già nel 2010, in tempi non sospetti, avevamo chiesto al governatore e all’assessore all’ambiente della Regione Marche di redigere le linee guida per orientare le buone rinnovabili, tra cui anche il biogas, purtroppo senza essere ascoltati e le conseguenza ora sono sotto gli occhi di tutti”. Dichiara Luigino Quarchioni, presidente di Legambiente Marche, in vista della discussione sul tema in Consiglio Regionale.
Per Legambiente gli impianti di buon biogas devono essere piccoli, distribuiti sul territorio, alimentati da scarti (liquami zootecnici, agricoli e dall’industria agroalimentare, umido derivante dalla raccolta differenziata, …), che prevedono il recupero del calore prodotto dall’impianto. In particolare Legambiente insiste sull’utilizzo degli scarti come alimento principale per la produzione di biogas in quanto ciò avrebbe varie utilità. È utile impiegare gli scarti perché rappresentano sempre un problema ambientale con costi anche energetici per la gestione, il trattamento e lo smaltimento. Ed è proprio per questo che il biogas è una buona opportunità anche per gli agricoltori perché gli scarti provengono prevalentemente dal settore agricolo. È utile perché ci permette di ridurre il consumo di terreno agricolo dedicato. È utile perché in sintonia con gli obiettivi del V conto energia dove vi è un incentivo superiore per gli impianti in cui c’è un utilizzo prevalente di scarti. È utile, infine, perché si produce biogas da fonti rinnovabili e non da fonti fossili. Questo è il biogas che piace a Legambiente ed è questa la griglia per valutare i progetti presenti e futuri.
Sostituire il petrolio e le fonti fossili con risparmio e rinnovabili è senz’altro una priorità assoluta, una sfida per farci vivere meglio, generare lavoro tra i giovani e stimolare innovazione nelle Marche.
“Ora alla politica tutta, Regione ed enti locali, chiediamo di fare quello che avrebbe dovuto fare fin dall’inizio – continua Quarchioni -. Per quanto riguarda i 15 progetti già approvati chiediamo di aprire immediatamente un tavolo di confronto per verificare la corrispondenza dei progetti al perseguimento dei corretti e reali obiettivi ambientali. Per i progetti in itinere e quelli futuri chiediamo alle istituzioni di accompagnare e pianificare il cambiamento energetico di cui il territorio è stato ed è tuttora protagonista, generare consapevolezza e conoscenza, realizzare le linee guida e fare un monitoraggio di dove si trovano e vengono prodotti gli scarti nel territorio e di che tipologia si tratta per pianificare correttamente e fare in modo che il biogas diventi davvero un’opportunità per la comunità marchigiana tutta”.
Scarica la lettera inviata alla Regione Marche da Legambiente in data 19 novembre 2010
(http://www.legambientemarche.org/downloads/Regione_Marche.pdf)
Scarica le linee guida di Legambiente sulle fonti rinnovabili
(http://www.legambientemarche.org/downloads/Linee_guida_Legambiente.pdf)
Sì,ma nel 2010 non era ancora partita nelle Marche la biotruffa legalizzata sulle centrali a biogas.
Dopo il novembre 2010, per avere notizie su tale argomento di Legambiente, almeno sino al comunicato del 12 ottobre 2012, ci sarebbe stata la necessità di rivolgersi a “Chi l’ha visto?”.