Difendiamo questo territorio

Dal dibattito pubblico sul riordino delle Province è emersa una totale convergenza dalle varie forze politiche ed istituzioni su come salvare Macerata. Perchè questa non è certo una battaglia per le poltrone ma una leggitima rivendicazione di un'identità territoriale
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Antonio Pettinari e Franco Capponi

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L’assessore regionale Giannini, il segretario della Cgil Benfatto e il sindaco Carancini

 

di Alessandra Pierini

«Lo snodo della definizione delle Province marchigiane è la Regione. Peccato non voglia fare ricorso visto anche il meraviglioso autogol del Governo in queste ore». Sono le parole con cui il giurista Piero Alberto Capotosti, ex presidente della Corte Costituzionale, si è rivolto ieri pomeriggio ai rappresentanti politici e di categoria e ai maceratesi presenti nella sala Guizzardi della Camera di Commercio di Macerata per l’incontro organizzato da Cronache Maceratesi “Macerata e il riordino delle Province. Il professor Capotosti fa riferimento alla riunione notturnadurante la quale il Consiglio dei Ministri ha discusso ieri la modifica del capitolo V della Costituzione che definisce le istituzioni territoriali per la ridefinizione delle regioni: «Il Governo – ha spiegato – ha ammesso così che il riordino delle Province poteva essere fatto solo con una legge costituzionale e non con un provvedimento governativo che presuppone caratteri di straordinarietà e di emergenza che non sussistono in questo momento». Intanto il Cal Marche ha proposto un’ipotesi di riordino a quattro Province che sarà discussa lunedì dal Consiglio regionale. Cosa succederebbe se venisse scelta dall’assemblea legislativa delle Marche? «Ho l’impressione – ha detto Capotosti – che il Governo andrà avanti come una sorta di schiacciasassi, non terrà in alcun conto le determinazioni degli enti locali e andrà avanti con tre Province per questo il ricorso della Regione è ancora più importante visto che l’ente ha anche disciplinato il principio di riordino con la legge regionale 10 del 1995».

(GUARDA IL VIDEO – 1a parte)
confronto-riordino-province-6 La risposta è arrivata da Sara Giannini, assessore regionale del Pd: «Non c’è un pregiudizio nei confronti del ricorso che scadrà la prossima settimana. Ci baseremo sui nostri pareri e prenderemo una decisione. E’ chiaro che in Consiglio terremo un confronto caldo sulla posizione del Cal ma dobbiamo ammettere che abbiamo sbagliato a non ragionare per tempo sulla nostra struttura istituzionale».

Tutti d’accordo i politici maceratesi che hanno trovato nella questione riordino delle Province  una inedita sintonia. Persino il presidente della Provincia Pettinari e l’esponente del Pdl Capponi che in campagna elettorale erano su due fronti opposti e in più occasioni hanno manifestato un forte raffreddamento dei rapporti, si trovano questa volta dalla stessa parte e concordano su posizioni e modi di agire.
Ferma e fortemente critica nei confronti del Governo  la posizione del presidente della Provincia Antonio Pettinari: «Non è in gioco la salvaguardia di Macerata ma il futuro delle Marche. Ci offende sentir parlare di numeri come se fossimo al gioco del lotto. Dobbiamo pensare a come rendere governabile una Regione e non a come smantellarla. In questi giorni sono state usate in maniera folcloristica espressioni quali contra legem per l’ipotesi del Cal. Siamo noi i primi a dire rispettiamo la legge e la legge chiede una proposta di riordino del Cal che è quella a quattro Province».

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Francesco Massi

Sollecita il ricorso alla Corte costituzionale e invita a considerare anche una ridefinizione dei confini provinciali il capogruppo del Pdl in Regione Francesco Massi: «Nel non voler ricorrere c’è il non volersi porre in posizione conflittuale con il Governo che intanto, mettendo mano al capitolo V della Costituzione, attenta alle libertà e ai diritti costituzionali. Non parliamo di deroghe per quanto riguarda la nostra proposta perchè ci mette in una posizione di supplica. Abbiamo contrastato l’azione dei colleghi di Fermo che volevano rendere contra legem l’atto del Cal ora dobbiamo ripartire da lì. Siamo consapevoli che probabilmente si voterà su diverse ipotesi».

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I consiglieri regionali hanno anche sottolineato che il clima che si respira nei corridoi è ostile rispetto alla proposta del Cal.

Tra questi Enzo Marangoni del gruppo Popolo e Territorio-Libertà e Autonomia:  «Io che ero contrario a tutte le Province mi sto autoviolentando per Macerata perchè non credo sia questo il modo giusto. Credo che si stia facendo strada l’ipotesi di due Province ma per quanto mi riguarda proporrò che la Regione rinunci all’individuazione delle circoscrizioni». Così anche Angelo Sciapichetti che ha parlato di “gioco del cerino” e ha confermato le ipotesi diverse da quelle del Cal già diffuse: «Non è stato facile far passare l’ipotesi del riordino a quattro province. Siamo riusciti a raggiungere questo primo risultato. C’è in consiglio l’impostazione data sin dal primo momento e vivacemente contestata dal presidente del consiglio Vittoriano Solazzi di rigettare questa ipotesi. In consiglio regionale si aprirà una partita nuova. Nel gioco del cerino la Regione Marche deve portare avanti la proposta del Cal, poi le proposte prima o poi dovranno finire in Parlamento e lì fondamentali saranno i parlamentari. Sfideremo il Parlamento»

Attacca la Regione  Franco Capponi del Pdl provinciale: «Non ricorrendo sconfessa quanto fatto in passato. Questa provincia – si rivolge al consigliere regionale Sciapichetti – non dimenticherà chi non la sosterrà e questo deve essere uno stimolo. Noi non vogliamo conquistare territori ma dubitiamo con forza di persone che fino a ieri hanno considerato opportune Province di 165 mila abitanti e oggi ne vogliono una da 750 mila. Non siamo certo qui a difendere le poltrone come purtroppo pensa qualcuno, io prendo solo un gettone di 60 euro a seduta».

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Il sindaco Romano Carancini

Ha invitato la Regione a riconsiderare il ricorso anche il sindaco Romano Carancini: «L’autogoal del Governo permette di riesaminare la possibilità di intervento nell’ambito costituzionale, intanto noi dobbiamo continuare per la nostra strada. Tra l’altro molti utilizzano le affermazioni di Filippo Patroni Griffi per affondare l’ipotesi del Cal ma il ministro non è Dio, è il Parlamento a decidere. Hanno anche cercato di svilire il ruolo del Cal, fissato dalla legge. Se non avessimo potuto fare una proposta diversa da quella prevista dalla legge, saremmo stati chiamati solo a certificare la legge».

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Chiaro anche l’invito del Comitato per Macerata e il suo territorio: «Mettetevi d’accordo prima – ha insistito Renato Coltorti –  e arrivate con una proposta unica che avrà così più forza. Consideriamo anche che 17 Regioni presenteranno delle proposte,  il Governo con fare dittatoriale potrà non tenerne conto ma il parlamento non potrà mettersi nella posizione di dire no a tutti». Il Comitato ha inoltre ancora una volta fatto leva sulla situazione economica della Provincia di Ascoli che resta il dissesto finanziario.

Il portavoce dei comitati fermani Rossi ha sollecitato il ricorso alla Corte Costituzionale e ha evidenziato che il Cal non doveva secondo lui, entrare nel merito: «Con questa legge, noi sappiamo che i servizi per la Provincia di Fermo non ci saranno più. Noi sappiamo che la nostra Provincia è morta e sepolta. I requisiti fissati sono proposti da ministri bocconiani che non conoscono la storia, né la geografia. Per noi sarebbe una salvezza se la Provincia di Macerata rimanesse perchè almeno molti Comuni del distretto calzaturiero passerebbero a Macerata e sarebbe meglio piuttosto che tornare ad Ascoli dalla quale siamo divisi dalla storia. L’unica soluzione è il ricorso».
confronto-riordino-province-7Presenti anche il vice presidente della Camera di Commercio Mario Volpini, il sindaco di Montecosaro Stefano Cardinali,Vania Longhi, consigliere provinciale Idv), Mauro Giustozzi, direttore amministrativo Unimc),  il segretario della CGIL Aldo Benfatto, Giuseppe Spernanzoni della segreteria Cisl, Americo Sbriccoli, presidente dell’ordine provinciale dei medici e i rappresentanti delle Pro loco locali.

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(Foto Cronache Maceratesi – vietata la riproduzione)

 

 

 

 

 

 

 

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L’assessore regionale Sara Giannini

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Rossi, il rappresentante dei comitati fermani


 
   
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