A Tolentino si rinnovano i comitati di quartiere
Il calendario completo degli incontri
Ogni nuova legislatura che si succede, ha il compito di rinnovare entro sei mesi dal suo insediamento, i comitati di quartiere e contrada. “Questi sono la più alta espressione di partecipazione democratica alla vita della città” spiega l’assessore al Decentramento di Tolentino, Giovanni Gabrielli “in quanto riconosciuti come entità civili e territoriali. Purtroppo negli ultimi anni sono stati poco presi in considerazione, tanto che alcuni presidenti ancora aspettano risposte a segnalazioni inviate al palazzo comunale da diversi anni. Grazie alla mia esperienza maturata proprio nel mio comitato di contrada di appartenenza, posso affermare che questo strumento è di fondamentale importanza per l’amministrazione comunale, sempre che ne vengano riconosciuti tutti i vantaggi, grazie alla loro capacità di auto organizzarsi, di impegno volontario, di sensibilità sociale e di solidarietà e di filtro tra i cittadini e l’amministrazione stessa. Anzi abbiamo tutta la seria intenzione di valorizzarli e di coinvolgerli soprattutto per quanto riguarda la sicurezza della città; ogni membro del comitato dovrebbe essere il “vigile” del proprio quartiere o contrada, con segnalazioni immediate, laddove si percepiscano movimenti sospetti, per arginare, insieme agli organi preposti, questa escalation di microcriminalità che sempre più interessa la nostra città. Pertanto, questa amministrazione che mi onoro di rappresentare, come assessore ai rapporti con i comitati di quartiere/contrada, sicurezza, segnaletica e viabilità, cercherà di essere attenta alle esigenze rappresentate dai delegati di quartiere/contrada, analizzando le problematiche e dando comunque, loro, una risposta. Vi prego di non perdere questo occasione di partecipazione democratica”.
Questo il calendario del rinnovo dei comitati di quartiere/contrada: Le Grazie giovedì 18 ottobre; Paterno lunedì 22 ottobre; Bura giovedì 25 ottobre; Divina Pastora lunedì 29 ottobre; Buozzi martedì 30 ottobre; Foro Boario lunedì 5 novembre; Benadduci lunedì 12 novembre; Ributino martedì 13 novembre; San Giuseppe mercoledì 14 novembre; Rancia lunedì 19 novembre; Vittorio Veneto venerdì 23 novembre; Repubblica martedì 27 novembre; Centro Storico mercoledì 28 novembre.
In ordine a tale calendario, sono stati sentiti i Presidenti e i Vice Presidenti uscenti dei Consigli. Tutte le assemblee si svolgeranno alle ore 21 in luoghi di volta in volta individuati nell’ambito di ciascun quartiere/contrada. Le date potranno subire modificazioni per impedimenti o altre motivazioni dovessero sorgere nel frattempo. L’indicazione di giorno, orario e luogo dell’assemblea di quartiere/contrada sarà tempestivamente data a tutti i capifamiglia residenti nell’area di riferimento attraverso l’invio di una lettera. L’Amministrazione, inoltre, metterà in atto ogni altra forma di comunicazione e informazione generale ritenuta idonea.

Se per caso ci mettiamo a contare quanta gentaglia c’è al disopra del cittadino, di colui, che tira la carretta,
cadremmo sicuramente in depressione:
per sommi capi, partiamo dallo stato, alle regioni, alle province, alle comunita montane, marine,
ai comuni, ai comitati di quartiere, ed in mezzo ad ognuno di questi, ci sorbettiamo gli enti intermedi, cioè un
esercito che ritiene il popolo sia equiparabile agli schiavi di una volta, che ad ogni fischio come un gregge di pecoroni si debba obbedire. Non se ne può più.
Ed ora veniamo ai comitati di quartiere, a cosa servono ? Dovrebbero tutelare se non altro il quartiere e coloro
che ci abitano, e con quale risultato in questi ultimi dieci anni ? Mai che ci sia un rendiconto di cosa hanno fatto
questi comitati, ci vediamo i marciapiedi ridotti a mulattiere, le strade piene di buche, alcuni quartieri terra di
conquista per extracomunitari, gente abituata a passeggiare con i cani puntualemnte senza sacchetto e di
conseguenza, la sporcizia che verrebbe l’istinto di infilarci la faccia di questi caninofili, nulla di nulla. E non vorrei
che anche questi abbiano l’obolo a carico dei cittadini, perché sarebbe il colmo e indice dello spreco planetario.
Finita la stagione estiva, quando mai è stata fatta una derattizzazione, o la lotta a zanzare e moscerini, che
hanno procurato l’esaurimento nervoso alla gente. Allora a questo punto a cosa servono questi consigli.
Ma se non vedono neanche la segnaletica stradale spezzata accantonata lungo le vie, o le caditoie delle fogne
piene e quando piove le vie sono fiumi. Ma certo servono i consigli, se non altro per l’ambizione di qualcuno
di fregiarsi con un titolo. C’è bisogno che il comune faccia il suo dovere, senza abdicare ai consigli di quartiere
le necessità della citta al fine di scaricarsene le responsabilità. Aspettiamo una dettagliata analisi di ciò che
hanno fatto questi “”consigli di quartiere””.
Aboliamoli, non mancheranno a nessuno.
E facciamo anche a meno dell’assessorato al decentramento, per favore.
Pensare che sia opportino decentrare l’attività amministrativa in un comune di 20.000 abitanti è semplicemente ridicolo.
Speriamo soltanto che non siano i precedenti, affetti dalla sindrome dell’amministrazione che li nominati, e
certamente eletti dai cittadini.
E’ sotto gli occhi di tutti, in che situazione viaria ci troviamo, strade come mulattiere, intralci con la ex pista
ciclabile, semafori che servono solo per bellezza, marciapiedi che per percorrerli bisogna fare esercizi di
equilibrismo. Ma in compenso sono stati molto bravi, (quando l’hanno fatto) a promuovere le saghe di
quartiere. Certo ora non ci sono soldi quindi la viabilità può solo peggiorare. A questo punto è legittimo
chiedersi a cosa servono questi comitati. Ma se neanche riescono a far regolarizzare, “”l’ora d’aria dei cani””
ove in certe aree della citta bisogna circolare, occhi fissi a terra per evitare di calpestare quanto ci lasciano
incolpevoli, i cani. Ma il colpevole c’è ed è ben visibile, il padrone. Che se anche ripreso dagli abitanti, sovente
reagisce anche in malo modo. Vediamo questa nuova tornata, di questo ultimo gradino che ci ha regalato la
burocrazia, che anziché avvicinare i cittadini alle istituzione, fanno da tappo, e tutto rimane in sospeso.