L’ospedale di San Severino “eccellenza” per Il Sole 24 Ore
Il sindaco Martini minaccia esposti alla Corte dei Conti. Venerdì summit in città
“Chi prende decisioni in merito all’organizzazione sanitaria, a livello regionale e di Area Vasta, dovrebbe partire da qui. Questi sono i numeri di cui si deve tener conto. Ora siamo stufi. Alla prossima decisione che annullerà gli investimenti fatti, presenterò esposto alla Corte dei Conti. Staremo poi a vedere chi avrà ragione”.
Il sindaco Cesare Martini sventola la mappa delle performance, stilata dal quotidiano economico “Il Sole 24 Ore”, per difendere l’ospedale “Bartolomeo Eustachio” di San Severino Marche. “Sono già noti i riconoscimenti per i reparti di oculistica e per il materno infantile. Ora il nostro nosocomio – ricorda il primo cittadino settempedano – figura fra le eccellenze d’Italia con riferimento alla mortalità a trenta giorni dal ricovero per ictus ed è davanti al Fatebenefratelli di Roma ma anche ad altre strutture molto più grandi come il Cascini di Cosenza, l’ospedale aziendale di Merano, quello di Rovereto, il Cardarelli di Campobasso. Il dato percentuale del nostro ospedale, pari all’1,48, ci vede primeggiare in Italia dove si registra una media dell’11,61%, vale a dire quasi otto volte tanto. Questo dato, però, sembra essere sfuggito, insieme ad altri, a chi fa programmazione e che continua a riservarci trattamenti iniqui: il nostro Cup, nonostante le lunghe file quotidiane dovute alla mobilità attiva, dei cinque addetti presenti sulla carta vede all’opera una sola persona costretta ad un lavoro che non è umanamente sopportabile. Eppure erano state date rassicurazioni. Per la nostra Chirurgia permane ancora quanto stabilito dal piano ferie. Perché non si sblocca questa situazione che, altrove, è stata già sbloccata? Tornando all’importante traguardo che ci vede citati da “Il Sole 24 Ore”, risultato di assoluto livello, vorrei solo dire che esso lo si è raggiunto nonostante nella nostra unità di Medicina, come più volte denunciato anche pubblicamente dal sottoscritto, dal mese di maggio si registri la carenza di un medico. Dopo la pausa estiva, come se non bastasse, dalla stessa unità sono state fatte migrare verso Matelica, con conseguenze immaginabili, anche due altre unità: un operatore socio sanitario ed una infermiera. Eppure le rassicurazioni dei decisori erano state ben altre. Adesso allora a chi fa programmazione torno a ripete che si deve necessariamente partire dalle performance: lo richiede la lotta agli sprechi, lo domandano i cittadini che, evidentemente, hanno scelto quello di San Severino e non altri ospedali anche se figure come il dottor Luciano Moretti, segretario regionale del sindacato dei medici Cimo, sembrino affermare, facendo ricorso ad astrusi ragionamenti, il contrario. Anziché preoccuparsi dei medici certa gente dovrebbe prendersi a cuore le richieste dei pazienti. Di chi, cioè, ha bisogno di cure ed assistenza. Perché il sindacato non sollecita, in Regione, la nomina della commissione per il concorso dei nuovi pediatri? Perché il sindacato si preoccupa solo dei chilometri che dovrebbero fare i medici da Macerata a San Severino? Ricordo che l’Area Vasta era nata, come scritto nell’atto costitutivo che il sottoscritto non vedendoci chiaro non ha mai siglato, per dare vita ad una serie di collaborazioni con lo spostamento, se necessario, dei medici da una struttura ospedaliera all’altra. Alla prova dei fatti ciò non sta avvenendo ed i servizi sono a rischio. A questo punto – tuona ancora il sindaco Martini – non possiamo più non minacciare il ricorso ad azioni forti. Per venerdì prossimo è già stato convocato un incontro congiunto fra la Commissione comunale paritetica in materia di sanità ed il Comitato per la salvaguardia del nostro ospedale. Dobbiamo avere risposta ad alcuni quesiti posti già tempo fa. Il direttore generale dell’Area Vasta, al momento malato, non può fornircela ma altri, sicuramente, potranno farlo. Non possiamo continuare a navigare a vista, non possiamo, come amministratori, mettere vere e proprie “pezze” a decisioni assurde come quella, fortunatamente scongiurata, di chiudere l’ospedale per un giorno per allacciare l’impianto di cogenerazione. Alla luce dell’ultimo Consiglio dei ministri la sanità sarà sicuramente riorganizzata con nuovi dolorosi tagli. Noi ci opponiamo contro decisioni che non terranno conto delle performance e dei livelli che il nostro “Bartolomeo Eustachio” ha raggiunto e che lo vedono primeggiare addirittura a livello nazionale su tante altre strutture. A livello regionale, così come di Area Vasta – conclude il sindaco Martini – si metta prima mano ai nosocomi che non funzionano poi anche noi faremo la nostra parte come abbiamo sempre fatto”.

@ Martini
Purtroppo finchè c’è Francesco Comi da Tolentino in regione , non c’è piu’ la speranza !!!!!
L’acqua la manda al suo mulino …………….
Credi ancora nella Corte Dei Conti ?????
@marco p
ma di quale mulino stai parlando? A Tolentino c’è un presidio ospedaliero in via di dismissione che lotta fra la vita e la morte.
Di cosa si farnetica al riguardo?
il problema in regione è Ancona che presto o tardi prenderà sotto elgida tutto il comparto sanitario regionale
Non ho capito una cosa: ma il sindaco di una città che potere/meriti ha nel gesitre una struttura sanitaria? Possibile che quando le cose vanno bene il merito e’ sempre e solo il loro? E quando vanno male e’ colpa dell’Asur, dei medici che ci lavorano, dell’amministrazione? Ci sono sindaci e amministratori politici che gridano sempre che tutti tagliano, cancellano, levano, poi quando invece viene fuori che le cose funzionano allora i “tagliatori” non esistono piu’ allora non era vero niente, siamo bravi noi, eccetera… boooh
Mi Sa che si avvicinano le elezioni…
Ma il sindaco e’ mai entrato a pediatria?
Ha fatto mai partorire un caro li sprezzante del pericolo quando a Macerata c’è’ un reparto più completo?
non ritengo che il problema dei medici sia quello della benzina per andare a San Severino perché io da cittadino di San Severino non ho alcun problema a portare mia figlia a Macerata dove ci sono persone che mi hanno fornito un servizio migliore.
Sarebbe da rottamare…(il sindaco-liberamente tratto da renzi)
chi e’ che preferisce un servizio a metà quando a 25 km hai un servizio completo…
e poi si parla di spending review…. chissà che la corte dei conti non la chiami qualcun altro?
Magari anche la procura se del caso…..
Peraltro se non ha mai siglato l’accordo perché adesso pretende che i dipendenti maceratesi debbano salvare San Severino?
Mi permetto pubblicare uno degli ultimi lavori della società italineon di neonatologia sperando di dimostrare che chiunque prima di esso porsi dovrebbe informarsi….
I neonatologi: “Si nasce poco e male, Più a rischio le piccole strutture”
A Roma oltre 1000 medici si sono riuniti per il XVIII congresso
In Italia si nasce poco e male e in alcune regioni peggio. Bassa natalità (1.4 figli per donna in età fertile), eccessivo ricorso al taglio cesareo (circa il 37% e oltre il 60% al Sud), incertezza per le madri e per le famiglie sulla affidabilità dei centri nascita, tassi di mortalità neonatale e materna bassi ma con percentuali ancora variabili su base regionale, rendono necessaria la definizione di nuovi programmi in tema di politica sanitaria.
Con questi presupposti nasce il “Manuale di certificazione dei Punti nascita”, presentato dalla Società Italiana di Neonatologia, in occasione del suo XVIII Congresso Nazionale che riunisce oltre 1000 medici e infermieri a Roma, dal 3 al 5 ottobre 2012.
Il documento, frutto di una task force di Società mediche coinvolte nella cura materno infantile, risponde alle evidenti esigenze di ristrutturazione, intervento e contenimento dei rischi nel sistema dei punti nascita italiani.
La gravidanza, il parto ed il puerperio in Italia sono la prima causa di ricovero per le donne e la salute materno-infantile rappresenta una priorità per la salute pubblica, motivo «che rende ancor più urgente la definizione di parametri e garanzie». Al Congresso, che quest’anno coincide con la settimana mondiale dell’allattamento –celebrata in Italia dal primo al 7 ottobre– si parla anche dell’importanza del latte materno e dell’allattamento al seno sotto il profilo nutrizionale, psicofisico e sociale, in linea con le indicazioni OMS e Unicef.
Tempi di attesa eccessivamente lunghi per analisi e controlli e carenze nell’assistenza perinatale sono solo alcuni degli aspetti allarmanti evidenziati dalla recente indagine “Percorso nascita, indagine civica sulle prestazioni sanitarie. Focus sugli screening neonatali” di Cittadinanzattiva sui punti nascita italiani.
Per la Società Italiana di Neonatologia «C’è urgenza e necessità di una riorganizzazione e razionalizzazione dei punti nascita. Una questione ancora aperta, sia sul fronte delle dimensioni dei punti nascita, sia sotto il profilo della efficienza ed efficacia». Di fronte all’eccessiva medicalizzazione di gravidanza e parto, e in risposta ad un quadro talvolta allarmante dei casi di cattive abitudini e alla inadeguatezza delle strutture nei casi di emergenza, la Società di neonatologia, spiega il presidente Paolo Giliberti – ha prodotto il Manuale per la certificazione dei punti nascita” che ha l’obiettivo di fornire parametri standard di valutazione delle strutture pubbliche e private per l’accreditamento, per migliorare le performance assistenziali e garantire le migliori cure a donne e bambini.
Le carenze riguardano soprattutto i centri nascita di piccole dimensioni, presenti in tutte le regioni, come illustra anche un’indagine di Cittadinanza attiva. “Una ricerca alla quale plaudiamo e che testimonia come, da più parti, sia sentita l’urgenza di una riorganizzazione sanitaria –commenta Giliberti– Un argomento che ci vede impegnati da anni durante il nostro lavoro quotidiano a contatto con una situazione che nel tempo ha sì fatto progressi, ma che necessita ancora di altri interventi. ”.
I neonatologi lanciano l’allarme anche per il personale infermieristico. La Sin denuncia non solo carenze nel numero di infermieri in neonatologia e nelle Terapie Intensive Neonatali ma anche la assenza di un adeguato percorso formativo.
per parlare di eccellenza bisognerebbe fare ulteriori valutazioni :
chi sta veramente male si fa ricoverare in una struttura di primo livello?
se le persone che si fanno ricoverare a San Severino non sono in realtà a forte rischio di vita e’ del tutto evidente che poi non muoiono.
Il sindaco che non si preoccupa dei medici ma dei pazienti farebbe bene a capire che gli uni non sono scollegati dagli altri.
Prendendo ad esempio la pediatria di cui si parla tanto si fa presente che la maggior parte dell’utenza del circondario va direttamente a Macerata poiché a San Severino il reperibile non viene chiamato e ciò perché in spregio a qualsiasi norma di legge in svariate occasioni e per lunghi periodi di tempo ne sono rimasti solo due e ciò è ILLEGALE.
I medici, di cui il sindaco dice di non volersi preoccuparsi, sono persone che fanno turni già illegittimi e massacranti in assoluto spregio alle normative contrattuali, e comunque senza remunerazione aggiuntiva -volendo fugare commenti del tipo “sono pagati pure troppo”-.
lo fanno perche ce n’e’ necessita e perché LORO hanno ancora un senso civico e morale.
Dalla lettura dell’articolo del resto del Carlino, pare che adesso sia rimasto un solo sparuto pediatra che verrà affiancato da altre due unità provenienti da Macerata, minimo indispensabile previsto per legge per non CHIUDERE IL REPARTO). Meno di tre unita non sarebbe possibile, sempre volendo restare nella legalità ma a questo punto si sono accesi i riflettori ….
in questo modo Macerata (ospedale di 2 livello per servizi offerti dietro solo al Salesi ed alla pari di Ascoli e Pesaro) rimarrà con pediatri in misura ulteriormente ridotta con conseguenze pesantissime in ordine alla tutela dell’infanzia (pronto soccorso) soprattutto neonatale e dell’utenza che viene anche da San Severino e zone montane.
il sindaco dovrebbe pertanto preoccuparsi anche dei medici che in realtà non pensano al trasporto ed alla benzina ma al fatto che a loro viene chiesto un orario di lavoro ILLEGITTIMO con conseguenze pericolose (specie a Macerata) per la salute propria e dei pazienti.
Capisco che chi non è’ responsabile della vita altrui non possa capire.
perche’ i concorsi non sono stati fatti prima?
perche si arriva sempre al collasso per vedere un problema?
perche i precedenti bandi per posti a tempo determinato sono andati deserti?
Perche di queste cose il sindaco non si è’ mai interessato?
una persona dotata di senno rischierebbe di far partorire la moglie in un posto con il pediatra semplicemente reperibile?
Senza il reparto neonatale?
Senza strumentazione degna di questo nome?
Se a tutto si risponde con “non ci sono i soldi ” perche voler tenere in piedi un reparto sostanzialmente inutile oltre che pericoloso?
scelte…ma in questo momento in cui si parla solo di spending review non capisco perche per salvaguardare San Severino si debba pregiudicare Macerata o addirittura civitanova marche che già sono in carenza di organico e servono un bacino di utenza ben più ampio.
L’unica cosa certa e per la quale mi permetto di criticare quanto affermato dal sindaco e’ che pensare alla propria cittadinanza non può non passare per la conoscenza di cosa i pediatri ed i medici tutti fanno e a quali doveri giuridici e morali sono sottoposti.
sminuire il tutto alla strada da percorrere e’ ridicolo stante il fatto che i pediatri potrebbero paradossalmente risiedere più vicini a San Severino che non a Macerata…
se poi il discorso e’ solo di opportunità politica… Elezioni vicine ? Allora non parliamo di bene della collettività.
Il tutto si risolve sempre nello stesso modo.. La crociata per tutti ma il tornaconto per pochi.
Chi si prenderà la responsabilità di ridistribuire i medici sapendo quale siano le primarie necessità per il territorio, togliendo ad un già carente (in organico) ospedale di 2 livello per darne ad uno dimenticato anche dai pazienti?