Il riscatto trionfale di mister Di Fabio e la modestia di Marani

Considerazioni del post Vis Pesaro-Maceratese
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di Enrico Maria Scattolini

20 ANNI DOPO (+++) Tanti ne sono occorsi perché la Maceratese espugnasse il “Benelli” di Pesaro. Tutti da me vissuti nell’ironica (amicale?) comprensione dei miei colleghi locali. Per riuscirvi, sono state necessarie una grande partita sul piano tecnico-tattico e la freschezza atletica dei giovani con cui Di Fabio ha rivitalizzato la formazione che sette giorni prima aveva malamente perduto il derby con l’Ancona. Miracolosa metamorfosi. Ma c’è stato da soffrire sino in fondo perché…

…PERCHE’ UN MINUTO PRIMA DELLA FINE DELL’INCONTRO la Vis Pesaro è arrivata proprio ad un passo dal pareggio, che non avrebbe meritato (-). Cicchi vibra ancora d’emozione, e di rabbia, nel ricostruire l’episodio in sala stampa. Pochi attimi prima, sul campo, Di Fabio aveva sfiorato la rissa con Magi, l’omologo avversario. Era accaduto che la squadra di casa non aveva restituito ai biancorossi una rimessa laterale dagli stessi provocata, in una zona del campo ad alto rischio, per consentire il soccorso medico  ad un loro compagno infortunatosi in mischia. L’azione aveva colto di sorpresa la Maceratese che si attendeva ben altro fair play dai vissini, ed aveva innescato un’ azione che collocava sul sinistro di Cremona il più invitante dei palloni per il tap- in decisivo. Il centravanti però calciava con il piede sbagliato addosso al felino Marani, che deviava in angolo e così la straordinaria occasione del pareggio sfumava. Chissà che Cremona, l’anno scorso incensato fromboliere anconetano, non abbia indirettamente pagato le conclusioni azzeccate con bravura, ma certamente anche con un pizzico di fortuna, dai suoi ex colleghi Ruffini e Borrelli nell’altro derby all’Helvia Recina? In ogni caso, ci ha messo molto di suo.

Di-Fabio

L’allenatore della Maceratese Guido Di Fabio

IL TRIONFALE RISCATTO DI DI FABIO (+) Così e così le sue scelte l’altra domenica, al di là dell’indimenticabile errore tecnico nei cambi fra under ed over. Perfetto, invece, al “Benelli”. Ed anche cuor di leone, soprattutto nella decisione – non forzata, dal momento che sul terreno di gioco c’era già un ’94- di confermare il diciassettenne Marani (alla fine risultato il migliore in campo) fra i pali, al posto di Calvaresi. “Ma quale coraggio? – si schermisce il mister, nella tranquillità degli spogliatoi – Semmai qualcosa ho rischiato con Marcatili, a centrocampo. Ambedue comunque se la sono cavata benissimo. Nessuna sorpresa però per il portierino…”. Ma allora, mi vien da pensare, se tutti – come sembra ora – erano convinti della bravura di Marani (sino all’anno scorso portiere degli allievi biancorossi), perché mai a giugno ne è stato acquistato un altro (Calvaresi)? Con una piccola riflessione su Carfagna, che probabilmente ha iniziato un lungo campionato di…. tribuna.

EHILA’ QUANTA MODESTIA (+) – Marani e Melchiorri davanti alle telecamere. Il primo, dopo essersela cavata velocemente con il suo curriculum (“Sono nato a Sarnano diciassette anni fa, frequento il liceo, ho sempre giocato nelle giovanili della Maceratese”), gela gli elogi del cronista, ammirato dalla sua precoce  bravura, con un: ”….certo, tre interventi un po’difficili, all’inizio ed alla fine. Ma niente di particolare. Piuttosto sono stati molto bravi i miei colleghi a sostenermi. Li ringrazio”. Ancora più spicciativo l’altro: ”Sì, un paio di tiri che hanno impegnato il portiere vissino. Ma io debbo e voglio fare di più per la Maceratese. Con l’aiuto del preparatore atletico, spero di raggiungere presto la migliore condizione di forma e dare di più alla mia squadra”. Tutto qui. Marani ha sorvolato sull’importanza delle sue parate, che hanno impedito prima al Pesaro di incanalare subito il derby a proprio favore, e poi di raggiungere  il pari. Melchiorri ha glissato su una prestazione di alto livello per impegno (ha spesso fatto reparto da solo), classe (per le sue giocate) e pericolosità (per i suoi tiri nella porta avversaria). Sono curioso di vedere se sarà mantenuto lo stesso self control il  giorno in cui il vento dovesse cambiare. (Circostanza che mi auguro non capiti mai. Ovviamente).

Marani

Il portiere della Maceratese Riccardo Marani

MERCATO ANCORA APERTO? Lo chiedo a Cicchi, dopo aver atteso prudentemente che abbia smaltito il nervosismo per il thrilling di fine derby. Motivo la mia domanda con il fatto che a Pesaro sono stati impiegati due centrocampisti ’94 nuovi di zecca: Marcatili e Facciaroni. Che per il bilancio della Tardella potrebbero anche bastare. Lui risponde con insolita franchezza: ”Noi un under valido – di diciotto anni – in quella parte del campo lo cerchiamo. Lì effettivamente siamo un po’ carenti” (+).

LA (SCIAGURATA) POLITICA DEGLI UNDER (-) Faranno storia le difficoltà della Maceratese nell’approccio con questa regola –utilizzo contemporaneo di un giocatore classe ’92, due ’93 ed un ’94 – nel derby con l’Ancona. Errori a parte, il problema è però di fondo. Nel senso che la medesima condiziona pesantemente gli investimenti in un torneo di caratura professionistica, nonostante l’ipocrita denominazione di”campionato nazionale dilettanti“, come l’ex serie D. Sono complicate le relative scelte di mercato; sono costose perché l’offerta è di scarsa qualità; e sono tali, comunque, da rendere aleatorio l’allestimento di una squadra equilibrata. Infine quest’obbligo serve poco alla valorizzazione dei giovani, molti dei quali spariscono dal proscenio alla …maturazione della loro carta di identità: dal momento che normalmente vengono utilizzati nei ruoli esterni di minore incisività nell’economia del gioco, lasciando agli over la responsabilità di costituire la struttura portante della formazione. Insomma in questo CND di fatto si gioca sette contro sette, nonostante i soldi spesi. (L’unica alternativa e’ il vivaio, come stanno dimostrando i “gioielli” della società biancorossa).

TIFO BIANCOROSSO AL DI LA’ DELL’ADRIATICO (+) I colori della Maceratese diventano internazionali. Lo apprendo dall’interessante sito della “Sportiva”, ideato e curato dai suoi soci, scorrendo un post di uno sportivo serbo che chiede notizie sulla benamata. Esauriente la risposta, in un inglese… oxfordiano, del mio amico Glauco Giglioni –noto storico del calcio nostrano – e di un paio di suoi colleghi. La leggo ammirato ma anche un po’ sorpreso, perché sinora ho sempre seguito molti dei loro commenti digitati in puro vernacolo locale. Che comunque continuo a preferire.



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