“Restituiremo le fasce tricolori
e le tessere elettorali dei cittadini”

Il sindaco di Camerino Dario Conti preannuncia proteste eclatanti contro la chiusura del tribunale

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conf-stampa-tribunale-008-300x225di Monia Orazi

“Qui non resta che dimettersi, andremo a Roma a restituire la fascia tricolore ed i cittadini restituiranno la tessera elettorale. Non siamo stati minimamente ascoltati, ci vuole una protesta forte dei sindaci. Qui è mancata la voce forte della Regione e della Provincia, a difesa del tribunale di Camerino”. Così il sindaco Dario Conti, che si autodefinisce “sindaco in trincea”, ha annunciato battaglia nei confronti del governo Monti che lo scorso dieci agosto, senza che figurasse all’ordine del giorno del consiglio dei ministri, ha varato il provvedimento di riorganizzazione delle circoscrizioni giudiziarie, il quale prevede la soppressione del Tribunale e della Procura della Repubblica di Camerino. Questa mattina, nel corso di una conferenza stampa sono state annunciate le prossime iniziative da intraprendere a difesa del palazzo di giustizia. La protesta sarà congiunta a quella dei sindaci dei 31 tribunali ufficialmente soppressi, Conti proporrà di andare a Roma a protestare a Palazzo Chigi, per restituire al governo la fascia da primi cittadini. A Camerino sarà convocato a fine agosto un consiglio comunale straordinario in cui sarà avanzata la proposta, fatta tempo fa dal consigliere comunale Antonella Gamberoni, di restituire allo stato le tessere elettorali.

conf-stampa-tribunale-005-300x225Si parlerà di tribunale anche in un’assemblea pubblica cittadina. “Verificheremo anche la possibilità di poter avanzare un giudizio per incostituzionalità – ha spiegato Conti – nei diciotto mesi che restano predisporremo una proposta con l’aiuto dei parlamentari, per poter fare il tribunale della zona montana, con un ruolo pari tra Fabriano e Camerino. Questo non è un problema di campanile, ma investe l’intero territorio che perde il presidio giustizia”. Il sindaco di Camerino ha definito ancora una volta un “grave sgarbo istituzionale” il mancato colloquio con il ministro della giustizia Paola Severino, richiesto da tempo. Prende poi la parola l’avvocato Corrado Zucconi, nella doppia veste di capogruppo del gruppo di minoranza Camerino Viva e presidente del consiglio degli avvocati di Camerino. “Sono angustiato come amministratore, perchè Camerino perde un’istituzione storica, con conseguenze per numerosi posti di lavoro e per tutto l’indotto, mentre come operatore del diritto perchè il governo non ha ascoltato la proposta di carattere tecnico da noi avanzata. Si doveva valutare la possibilità di un riequilibrio territoriale, il governo è animato da una fretta incredibile, per fare bella figura, ha fatto un’operazione di taglio con l’accetta, piena di incoerenza, senza un serio studio preliminare”.

conf-stampa-tribunale-018-225x300 La soppressione dei tribunali di Camerino ed Urbino, oltre alle sedi distaccate è un danno grave per le Marche, incalza Zucconi:”Questo provvedimento ha creato una situazione devastante per l’area montana, privando tutto l’entroterra del servizio giustizia. Mi unisco alle critiche fatte dal sindaco alla Regione, noi dobbiamo continuare a combattere anche se la situazione è sempre più difficile.
La linea significativa da seguire è quella dell’accordo con Fabriano per ridare un presidio di giustizia, almeno a questa parte dell’entroterra”. Zucconi ha poi evidenziato come piccoli tribunali, ad esempio Larino, Lanusei ed Isernia, Spoleto, siano stati lasciati in piedi per la regola dei tre tribunali per corte d’appello, oppure perchè capoluogo di provincia, in contrasto con il parametro generale della legge che prevede almeno 350 mila abitanti amministrati da ogni tribunale. Sul giudizio di incostituzionalità Zucconi ha chiarito che può essere effettuato solo in via incidentale, se ad esempio un dipendente del palazzo di giustizia si opponesse al trasferimento, facendo sollevare la questione di incostituzionalità dal giudice che si occupa del caso, che potrebbe essere quello ordinario, il Tar oppure il giudice del lavoro. Si tratta di una procedura complessa, soggetta alle incognite che accompagnano ogni azione giudiziaria.
conf-stampa-tribunale-017-225x300“Spero che queste azioni sortiscano qualche effetto – ha replicato Sandra Gentili,  consigliere di minoranza capogruppo di Nuovi
Orizzonti – sono d’accordo con quanto detto dal sindaco e da Zucconi, dobbiamo inventarci qualcosa per ampliare i numeri, altrimenti saremo sempre in bilico, lancio un appello al popolo, dobbiamo cambiare classe politica”. La mancanza di risparmio per il funzionamento della giustizia, è stata indicata da Antonella Gamberoni, come il punto debole della riforma del governo: “Il provvedimento non è stato accompagnato da nessun piano economico che dia conto dei risparmi possibili, non si conoscono le spese che potrà comportare la riforma.
Si sarebbe potuto fare di più per risparmiare sui costi della giustizia, è una riforma calata dall’alto, pensata in qualche aula, basata sul parametro di un tribunale medio, che in Italia non esiste”. Un’altra strada da percorrere è stata indicata dall’assessore Enrico Pupilli, che ha spiegato come la legge sulla montana preveda che non si possano chiudere uffici pubblici nelle aree montane, senza aver acquisito prima il parere dei sindaci e dei presidenti delle comunità montane, dei territori interessati.

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