Sedotti (e abbandonati) da Windjet: le vacanze diventano un calvario
C'è anche la maceratese Emma Lambertucci tra i 300mila passeggeri lasciati a terra dalla compagnia aerea siciliana

La home page del sito Wind Jet con il laconico comunicato. La pagina internet della compagnia non è più navigabile
di Filippo Ciccarelli
Chiunque abbia viaggiato in aereo è preparato all’inconveniente che, puntualmente, è dietro l’angolo. Confusione e immancabile bagaglio troppo pesante al check-in, ritardi dei vettori, cambi che a volte richiedono ore per raggiungere la destinazione finale. Ma in Italia non eravamo (ancora) abituati ad una compagnia di bandiera non in grado di garantire nemmeno lo stato di servizio – cioè la manutenzione – della propria flotta aerea. Windjet è una compagnia aerea low-cost con base a Catania, fondata nel 2003 dall’imprenditore Antonino Pulvirenti, che è anche presidente della squadra di calcio etnea. A nove anni di distanza dalla sua nascita, però, Windjet ha accumulato una quantità di debiti impressionante, tanto da non riuscire a garantire l’approvvigionamento di carburante per i velivoli, secondo quanto rivelato dal Sole 24 ore. E come un fulmine a ciel sereno, nonostante da mesi fossero sul tavolo le trattative con Alitalia, la compagnia ha prima cancellato tutti i voli, poi si è vista sospendere la licenza dall’Enac, ente che ha il compito di vigilare sull’aviazione civile. Risultato: migliaia di passeggeri sono rimasti a terra, per lo più ignari di aver volato (e di aver prenotato il conseguente volo di ritorno) con una compagnia aerea che di fatto non può più operare sui nostri cieli né in quelli di altri stati. Una bella gatta da pelare, anche perché Windjet aveva a disposizione rotte strategiche per i collegamenti con il meridione, ma anche con altri stati europei, come Danimarca, Francia, Germania, Olanda, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Spagna ed Ucraina.
Siccome le disgrazie non vengono mai da sole, molti viaggiatori si trovano all’estero, ed è difficile che siano a conoscenza del destino che li aspetta in aeroporto. Le autorità si sono attivate per garantire comunque un volo a chi ha prenotato, ma servirà un sovrapprezzo di almeno 80-85 euro per i voli nazionali, secondo le stime dell’Enac.
Per ordine dello stesso Ente, la società catanese non può più stampare biglietti, venderli attraverso il call center, né tenere attivo il proprio sito internet, a conferma della situazione di fallimento conclamato che agita anche il personale dipendente della compagnia stessa.
Tra i 300.000 passeggeri che non potranno tornare a casa su un vettore Windjet c’è anche la maceratese Emma Lambertucci, che si trova in vacanza in Sicilia ed ha speso due giorni alla ricerca di informazioni, per capire cosa fare al momento del ritorno.
C’è stato qualche avviso, da parte del personale di terra o di bordo della Windjet, sulla situazione della compagnia low cost?
“Assolutamente no, sono partita il 31 luglio da Rimini e sono arrivata a Catania in perfetto orario. Il volo è andato benissimo e non ero a conoscenza dei problemi che aveva la Windjet”.
E’ stata contattata dalla Windjet per avere informazioni sulla sua situazione?
“No, ho saputo della situazione attraverso i media e quando ho cercato di informarmi sono venuta a sapere che l’unico modo per controllare lo stato del proprio volo era quello di chiamare il call center, che costa “appena” 96 centesimi di euro al minuto. Al momento sono in vacanza e ho difficoltà a collegarmi con internet; non sapevo se potevo cambiare la prenotazione, se e quanto dovevo pagare in più per farlo, né in che modo, visto che con me ho solo contanti e nessuna carta di credito”.
Quanto ha pagato i biglietti aerei?
“Ho prenotato a maggio ed ho pagato 90 euro a tratta per il volo Rimini-Catania”.
Ha deciso come tornerà a Macerata?
“Sì, prenderò l’autobus Catania-Civitanova, per non avere altre sorprese. Certo, ci mette dalle 16 alle 18 ore e perdo comunque una mezza giornata di vacanza, ma spendo meno rispetto a dover pagare di nuovo un altro biglietto ed ho garanzie di arrivare all’orario indicato. Molti voli Windjet sono stati spostati nella fascia notturna, se fossi arrivata a Rimini di notte oltre alla beffa di ripagare il biglietto aereo avrei dovuto pernottare nella città romagnola, aggiungendo un’altra spesa per un problema che non dipende da me”.
Una vacanza con sorpresa non molto piacevole…
“Già, ovviamente sono arrabbiata, ma penso anche a tutti i lavoratori che rischiano il posto di lavoro. Per il futuro, poi, credo che arrivare in Sicilia spendendo poco sarà estremamente difficile se le nuove tariffe saranno quelle decise da compagnie non low-cost come Alitalia. Forse converrà prendere il pullman anche per l’andata”.

Beh è sbagliato definire come nell’articolo la Wind Jet una “compagnia di bandiera”, a ricordo delle vecchie “flagcarrier”, anzi qui si parla proprio di una compagnia privata in bancarotta (e lasciata a piedi nelle negoziazioni proprio dalla Alitalia!)
Di WindJet c’è ben poco da dire: era già almeno un anno che la sua situazione di estrema difficoltà era conosciuta, soprattutto dall’ENAC che, nonostante tutto – e ce ne chiediamo il motivo – ha lasciato che la compagnia continuasse ad operare anche in quest’ultimo periodo quando era pur chiaro che le condizioni d’acquisto da parte di Alitalia CAI erano inesistenti.