Via alla privatizzazione
delle Terme di Sarnano
Approvato dal consiglio comunale il bando per la cessione dell'85 per cento del capitale sociale
Il Consiglio Comunale di Sarnano, nella seduta del 26 luglio, ha deliberato la cessione di 371.160 azioni della società Sarnano Terzo Millennio S.p.A., pari all’85,00% del capitale sociale, con procedura ad evidenza pubblica.
Giunge pertanto ad un punto cruciale il percorso di privatizzazione delle Terme di Sarnano, che aveva avuto il suo inizio nel settembre scorso, quando il Consiglio Comunale di Sarnano approvò all’unanimità una risoluzione con la quale veniva formulato l’indirizzo di procedere alla privatizzazione della Sarnano Terzo Millennio S.p.A., da attuarsi mediante cessione con procedura ad evidenza pubblica di una quota azionaria di maggioranza detenuta dal Comune di Sarnano.
Il Comune di Sarnano è attualmente azionista di maggioranza della società che gestisce le Terme, detenendo azioni per un valore corrispondente al 87,29% del capitale sociale della società stessa, mentre il restante 12,71% delle quote azionarie è detenuto da azionisti privati.
Il turismo termale è uno dei principali motori di sviluppo dell’economia sarnanese e, nonostante a livello nazionale il settore del termalismo stia vivendo una crisi profondissima, le Terme di Sarnano anche nel 2011 hanno registrato una sostanziale tenuta di mercato.
C’era comunque una forte esigenza di rilancio della società, non tanto dal punto di vista gestionale, quanto finanziario, e la strada indicata dal massimo organo deliberativo del Comune di Sarnano è stata quella della privatizzazione.
Il bando approvato dal Consiglio Comunale prevede che il Comune di Sarnano ceda l’85% delle azioni della Sarnano Terzo Millennio S.p.A., mantenendo quindi una partecipazione del 2,29%: al termine dell’operazione, qualora il bando dovesse andare a buon fine, l’85% delle azioni sarà quindi detenuto dall’investitore privato, mentre il restante 15% sarà rappresentativo di una sorta di azionariato diffuso, tra cui figurerà anche il Comune di Sarnano.
Il prezzo a base d’asta previsto nel bando sarà pari a 538.834,50 euro con aggiudicazione a favore del soggetto che avrà offerto il prezzo più elevato.
“La privatizzazione delle Terme di Sarnano costituisce un passaggio per certi versi storico” – afferma il Sindaco di Sarnano Franco Ceregioli – “che la nostra Amministrazione ha voluto affrontare con grande senso di responsabilità. Al di là dell’orientamento normativo nazionale sulla necessità di privatizzare le società partecipate, la scelta della privatizzazione della Sarnano Terzo Millennio S.p.A. discende dalla consapevolezza che attraverso questo percorso si possa ottenere un nuovo rilancio di un settore che rappresenta una buona fetta dell’economia turistica locale. Peraltro, il periodo di congiuntura economica che investe anche gli enti locali, non consente più ad un Comune di svolgere attività imprenditoriali in forma così spinta: laddove, come auspicabile, ci dovesse essere un esito positivo del bando, si chiuderà quindi la fase del Comune come imprenditore, e si aprirà quella in cui sarà capitale degli investitori privati a determinare la giusta e necessaria crescita delle Terme.”
“L’unico rammarico” – continua il Sindaco – “è che il bando non sia stato approvato all’unanimità, ma abbia visto il voto contrario o l’astensione dei gruppi di opposizione, gli stessi che appena qualche mese fa approvarono insieme alla maggioranza la risoluzione che indicava proprio nella privatizzazione mediante cessione di azioni (ovvero esattamente quello che prevede il bando) l’indirizzo per il risanamento delle Terme. Del resto non è la prima volta che, quando si tratta di fare teoria, le enunciazioni di principio si sprecano, ma quando si tratta di assumersi le responsabilità solo la maggioranza risponde all’appello. Privatizzare la Sarnano Terzo Millennio S.p.A. con il voto unanime del Consiglio sarebbe stato un bel segnale, ma evidentemente hanno ancora una volta prevalso le logiche di parte (o di partito) per cui tutto quello che proviene dall’Amministrazione Comunale è sbagliato, a prescindere dal merito delle questioni: resta il disappunto per tale posizione delle minoranze consiliari, ma questo non inficia minimamente la bontà della scelta di privatizzare che, lo ripeto, rappresenta un’opportunità unica per le nostre Terme.”