La Cgil si schiera contro la chiusura degli uffici postali

I pensionati aderenti al sindacato Spi chiedono a Poste Italiane di riconsiderare il piano delle chiusure ed annunciano l'adesione alla mobilitazioni contro i disservizi annunciati

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Un’immagine della protesta attuata dagli abitanti di Sforzacosta

E’ una decisa presa di posizione da parte del Sindacato Pensionati Italiani della Cgil quella che è emersa a seguito della riunione del comitato direttivo provinciale. Subito dopo la relazione del Segretario provinciale Antonio Marcucci, infatti, si è acceso un dibattito molto sentito che ha avuto per oggetto la ventilata chiusura di 14 uffici postali in provincia (leggi l’articolo) a Piediripa e Sforzacosta nel capoluogo, Crispiero (Castelraimondo), Villa Moscosi (Cingoli ), Fiastra,  Seppio (Pioraco), Montecassiano, Avenale (Cingoli), Mergnano (Camerino), Passo San Ginesio (San Ginesio), Pian di Pieca (San Ginesio), Polverina (Camerino), Villa Torre (Cingoli), Appennino (Pieve Torina).

Contro questa ipotesi gli iscritti al sindacato hanno emesso un documento che è un duro atto di accusa nei confronti della riorganizzazione prevista:
“è inconcepibile, specie in un momento di crisi come quello attuale, indebolire ulteriormente il sistema dei servizi pubblici, con ricadute sociali che vanno a scapito, soprattutto, degli anziani e dei meno abbienti. E’ impensabile che pensionati al minimo che protesta-poste-04-300x166vivono in piccoli centri isolati, spesso senza il supporto di familiari, debbano recarsi a decine di chilometri di distanza per riscuotere la sudata e magra pensione. E’ irrazionale” si legge nel documento “che un Ente a totale partecipazione pubblica (il pacchetto azionario delle Poste Italiane S.p.A. è detenuto al 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze) con un bilancio in attivo per quasi mille milioni di euro all’anno, vada a raschiare il fondo del barile facendo ricadere sulle spalle dei già tartassati cittadini il peso di una così misera ed indecente speculazione. E’  irresponsabile, specie in realtà operative come quelle di Piediripa, Sforzacosta e Sambucheto (tutte e tre nel cuore di realtà artigianali e piccolo-industriali che fanno largo uso degli sportelli postali) indebolire il servizio pubblico a supporto di quella imprenditoria che con mille sacrifici riesce ancora a garantire un po’ di posti di lavoro. E’ antidemocratico che non si tenga neppure conto della volontà popolare espressa chiarissimamente con le proteste popolari in piazza. Per tutta questa serie di motivazioni lo SPI provinciale chiede alle Poste Italiane di rivedere completamente il piano delle chiusure e di confrontarsi con le parti sociali che rappresentano il mondo del lavoro e dei pensionati. Pertanto questa organizzazione sindacale parteciperà alle mobilitazioni a sostegno dei lavoratori di Poste Italiane e per contrastare i disservizi annunciati”.

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Gli anziani scendono in strada: giù le mani dalle Poste (leggi l’articolo)
La protesta degli anziani (guarda il video) 


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