Accusato di aver rubato il gas: il giudice lo assolve
SERRAPETRONA - La difesa ha sostenuto che i consumi non sono attribuibili con certezza
di Monia Orazi
Assolto perché il fatto non gli è attribuibile personalmente. E’questa la motivazione con cui questo pomeriggio il giudice onorario del tribunale di Camerino Vincenzo Brengola ha assolto dall’accusa di furto di 420 metri cubi di gas metano, N.B. 65enne di Tolentino, difeso dall’avvocato Mauro Riccioni. L’accusa era sostenuta dal pubblico ministero onorario Marco Tarquinio Severini. I fatti contestati risalgono al 2009, quando il pensionato risiedeva in un appartamento in via Gigli, a Serrapetrona. Da diversi mesi l’uomo non pagava più l’affitto alla padrona di casa, per difficoltà economiche. Nel marzo del 2009, l’Eni (ente erogatore del gas) aveva posto i sigilli al contatore dell’appartamento, in quanto non erano più state pagate le bollette del gas. La padrona di casa nota nel gennaio del 2010 del fumo uscire dall’appartamento, va a controllare e trova il contatore del gas senza i sigilli, va dai carabinieri e denuncia l’uomo. Ieri in aula la donna è stata ascoltata come testimone e ha detto di aver parlato con il figlio dell’uomo, il carabiniere andato ad effettuare il sopralluogo dopo la denuncia è stato interrogato. La tesi difensiva è stata volta a dimostrare come non ci fosse certezza di chi avesse abitato effettivamente l’appartamento, nel periodo intercorso tra il fumo osservato dalla donna e la scoperta dei sigilli tolti. Per l’avvocato, che ha prodotto una tabella con i consumi medi della famiglia, attestati a circa 600 metri cubi mensili, il consumo di circa 400 metri cubi, in circa venti giorni, potrebbe essere opera del figlio dell’uomo, che in quel periodo avrebbe abitato nell’appartamento.