Aggredito e accoltellato in casa
“Ora l’incubo è finito”
Il treiese Marco Stacchio racconta i dettagli dopo l'arresto di Ettore Capranica
di Alessandra Pierini
Un grande sospiro di sollievo: così Marco Stacchio, 37 enne di Treia, ha accolto la notizia dell’arresto di Ettore Capranica, 46 anni, il quale il 7 maggio tentò di ucciderlo accoltellandolo (leggi l’articolo). Da quel giorno Stacchio vive nella paura che l’episodio possa ripetersi: «Sono convinto che volesse davvero uccidermi e da quel giorno vivo in un inferno. La casa è sotto sequestro perciò sto chiedendo ospitalità a diversi amici e naturalmente non ho i miei effetti. Ho paura e quella appena trascorsa è stata la prima notte in cui ho dormito un po’ più tranquillo».
L’aggressione è solo l’epilogo di una vicenda che è andata avanti per diverso tempo e che Marco Stacchio racconta nei dettagli: «Non è stata una rissa tra idioti per degli asparagi come qualcuno ha pensato. Da qualche tempo risiedo in una casa che un dottore mi ha affidato in comodato d’uso e nella quale lavoro come custode e giardiniere. L’abitazione, molto isolata, è stata per lungo tempo disabitata e molti andavano a raccogliere verdure o per altro. Da quando sono arrivato ho allontanato chi si è presentato e tutti se ne sono andati di buon grado chiedendo scusa». Così non è stato per Ettore Capranica: «Lo conoscevo da tempo – racconta- a Treia ci conosciamo tutti e lo avevo allontanato più volte. Poi il giorno di Pasquetta, visto che non se ne andava, ho chiamato i Carabinieri i quali sono subito accorsi. A questo punto, poco dopo che se ne sono andati, Capranica è tornato e mi ha promesso che mi avrebbe ucciso. Da quel momento ho cominciato ad avere paura e a sentire strani movimenti nella notte».
E’ passato poco più di un mese e la minaccia si è concretizzata: «Temevo un’aggressione ma pensavo di notte, invece alle 3 di pomeriggio, quando ho sentito bussare alla porta, ho pensato fosse un ragazzino che viene spesso a trovarmi. Non appena ho aperto l’uscio, mi ha colpito con un pugno al volto, poi mi ha accoltellato. A quel punto sono svenuto e mi sono risvegliato completamente fradicio, penso mi abbia tirato un secchio d’acqua. Lui era ancora in casa, rovistava tra le mie cose e blaterava che mi avrebbe fatto scavare la fossa con le mie mani. Ho finto di essere ancora svenuto e appena ho potuto sono scappato e con la macchina ho raggiunto la caserma dei Carabinieri». Immediatamente sono scattati i soccorsi ma la misura cautelare per Capranica è arrivata solo ieri: «Aspettavamo l’arresto – spiega l’avvocato Olindo Dionisi che difende Marco Stacchio – e non possiamo che essere soddisfatti, finalmente potremo dare un po’ di pace al nostro cliente. La prossima mossa sarà il dissequestro dell’abitazione ». Fabrizio Giustozzi, che tutela con l’avvocato Dionisi, il treiese, aggiunge ulteriori dettagli: «Il nostro cliente è un miracolato. La lama del coltello ha preso la costola e lì si è fermata. Sarebbe bastato che si fosse infilato tra una costola e l’altra per ucciderlo. Tra l’altro Capranica, mentre lui era svenuto a terra, gli ha anche tagliato una ciocca di capelli, poi ritrovata dai carabinieri. Un particolare raccapricciante che sottolinea, se fosse necessario, la gravità del gesto».

