Direzione Territoriale del Lavoro:
un anno di attività

Netto incremento del numero delle richieste di intervento che nel 2011 sono pari a 408, a fronte delle 117 del 2009 e delle 203 del 2010

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Rausei

Pierluigi Rausei

La Direzione Provinciale del Lavoro (già Ispettorato provinciale del lavoro e Ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione) ha cambiato il proprio nome in Direzione Territoriale del Lavoro (art. 14, DPR n. 144/2011), senza mai modificare, peraltro, la propria “mission” istituzionale per la tutela del “lavoro”, sia nel contrasto al lavoro sommerso, irregolare e illegale, in sede di attività ispettiva e di vigilanza, sia nelle iniziative di promozione del lavoro regolare e sicuro, sia, infine, nella gestione complessa delle attività di contenzioso, vertenze e conflitti di lavoro, e delle procedure amministrative affidate all’ufficio territoriale del Ministero del Lavoro.

Quanto ai risultati della attività di vigilanza e di ispezione (del Servizio Ispezione Lavoro e del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro) un tangibile segno della crisi è rappresentato dal netto incremento del numero delle richieste di intervento che nel 2011 sono pari a 408, a fronte delle 117 del 2009 e delle 203 del 2010.

Sono 2173 le aziende ispezionate, delle quali le aziende risultate irregolari sono 963. Già questo primo dato segnala un incremento assoluto dell’indice di irregolarità delle aziende ispezionate (rapporto fra aziende ispezionate e aziende irregolari) che arriva al 55,68%, mentre era del 47,61% nel 2010 e del 44,67% nel 2009.

Spiccano ancora una volta le ispezioni nei cantieri edili dove i 213 cantieri ispezionati sono risultati tutti irregolari e, in dettaglio, delle 447 aziende edili ispezionate sono risultate irregolari ben 396, pari all’89%, per un totale di 363 prescrizioni penali per violazioni prevenzionistiche.

Quanto alle sospensioni dell’attività d’impresa sono 124 quelle adottate, di queste 110 sono state revocate previa regolarizzazione con un pagamento di somme aggiuntive pari a 169.500 euro.

Le diffide accertative per crediti patrimoniali diventano 200, rispetto alle 70 del 2010 e alle 16 del 2009, e consentono ai lavoratori il recupero di oltre un milione di euro come retribuzioni.

Di rilievo anche le conciliazioni monocratiche, che hanno permesso a 163 lavoratori di ottenere celermente risposta ai propri diritti di natura retributiva con riconoscimento della sussistenza dei rapporti di lavoro (per un totale di oltre 760.000 euro per retribuzioni).

Con riguardo alla vigilanza nel settore degli autotrasporti si sono avuti 291 conducenti controllati in base alle direttive comunitarie (erano 263 nel 2010), per un totale di 40.410 giornate di lavoro verificate (erano 43.938 nel 2010), con rilievo di 916 ipotesi di illecito amministrativo a carico dei lavoratori e di 286 a carico delle imprese.

Sulla vigilanza in aziende a titolarità extraUE sono state 54 le aziende ispezionate, di cui 41 irregolari, con 98 lavoratori irregolari e ben 88 “in nero”, fra questi 4 minori e 4 clandestini.

Sul lavoro minorile sono stati 24 i minori trovati al lavoro, di cui 13 irregolari o in nero.

Sugli ammortizzatori sociali (24 aziende vigilate per un totale di 551 posizioni lavorative controllate).

Per quanto concerne le attività di conciliazione e arbitrato, dei conflitti di lavoro in genere, dei provvedimenti amministrativi, con peculiare riguardo alla certificazione dei contratti, va rilevato anzitutto che nel 2011 i tentativi di conciliazione andati a buon fine sono stati 105 per il settore privato e 6 nel settore pubblico, a fronte del passaggio dall’obbligatorietà alla volontarietà e facoltatività del tentativo come previsto dalla legge n. 183/2010, a chiara testimonianza dell’ottimo funzionamento del servizio.

Le attività della Commissione di Certificazione dei contratti di lavoro danno un risultato di 35 istanze pervenute, con l’adozione di 27 provvedimenti di certificazione.

Rilevano poi le attività svolte a supporto dello Sportello Unico per l’Immigrazione che hanno portato alla istruttoria di 1390 pareri tecnici per il rilascio del nulla osta al lavoro per cittadini extraUE (comprese le definizioni delle procedure di emersione per colf e badanti).

Di chiara importanza anche le convalide delle trasformazioni dei rapporti di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, che passano dalle 811 del 2009 e dalle 631 del 2010 alle 607 del 2011 (chiaro ed evidente indizio delle minori possibilità occupazionali delle imprese), nonché i provvedimenti di astensione dal lavoro per le lavoratrici madri (che passano dalle 906 del 2009 e dalle 948 del 2010 alle 938 del 2011).

Con riferimento alla sola attività ispettiva, infine, nel primo quadrimestre dell’anno il numero delle aziende ispezionate, in valore assoluto, è superiore rispetto al programmato (543 anziché 458). La costante migliore utilizzazione di strumenti di pianificazione ha consentito di conseguire un indice di irregolarità pari al 53,22% (leggermente inferiore rispetto al 55,68% dell’intero anno 2011). In forte decremento è il dato relativo alla percentuale di lavoratori in nero sul numero complessivo di lavoratori irregolari(20,44%, rispetto al 57,90% dell’intero anno 2011), va tuttavia rilevato che oltre un quinto del personale trovato intento al lavoro è stato riscontrato irregolare (362 su 1556 pari al 23,26%). Rilevano poi ben 118 violazioni prevenzionistiche in edilizia. Sono stati accertati ben 42 casi di appalto illecito o somministrazione fraudolenta o illecita (32 nel manifatturiero e 10 in edilizia). Sono stati 20 i rapporti di lavoro di cui si è disconosciuta la natura non subordinata o erroneamente flessibile data dalle parti. Di rilievo le 48 violazioni in materia di orario di lavoro e tempi di riposo riscontrati quasi integralmente nel settore manifatturiero. Un dato importante attiene alle somme effettivamente riscosse nel periodo considerato pari a 385.197 euro.


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