Il “Marchigiano ad honorem” Vittorio Sgarbi:
“Difendiamo l’Infinito”

Il critico d'arte, appena premiato, si è lanciato nella tutela del paesaggio attaccando amministratori e pannelli fotovoltaici

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Neri Marcorè e Vittorio Sgarbi

 

di Alessandra Pierini

Tutto è cominciato a San Severino. Nel piccolo comune maceratese, infatti, Vittorio Sgarbi ha iniziato la sua carriera politica prima come consigliere comunale del PSI e poi, nel 1992 come primo cittadino, sostenuto da Democrazia Cristiana e Movimento Sociale. Gli anni da amministratore e le tante iniziative culturali che lo hanno visto protagonista nella nostra regione gli sono valse il premio di marchigiano dell’anno.  Il noto critico d’arte, appena premiato, ieri in Campidoglio, si è sentito investito del ruolo di crociato della marchigianità e ha fatto subito sentire la sua voce ai presenti. In particolare  ha attaccato aspramente la cattiva gestione dei beni culturali in alcuni grandi comuni delle Marche (facendo esplicito riferimento ad Ancona), ed esaltando invece la lungimiranza di alcune eccellenze marchigiane, come nei casi di Caldarola e San Severino. Il critico ha inoltre sottolineato quanto sia importante salvaguardare il paesaggio marchigiano, che non si può distruggere attraverso l’uso indiscriminato delle pale eoliche, cosa che sarebbe un vero “delitto contro l’umanità, un genocidio”. «Avendo fatto tanto per le Marche – ha spiegato oggi a Cronache Maceratesi – non posso che segnalare l’indifferenza della classe dirigente d’Ancona per i temi culturali, come hanno dimostrato per la vicenda Bronzi di Pergola e non posso che difendere il paesaggio marchigiano e l’Infinito, che oltre a rappresentarlo  per eccellenza, è pervaso dai versi leopardiani, deve essere tutelato da qualsiasi speculazione, prevista o annunciata». Vittorio Sgarbi si sente marchigiano? «Sì – ci dice- per certi versi, per quello che ho fatto, per i rapporti positivi nati nel mio lungo periodo marchigiano e che sono andati avanti negli anni».

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L'intervento di Vittorio Sgarbi

Durante la cerimonia di ieri  nella Sala Protomoteca del Campidoglio a Roma,oltre a Sgarbi sono stati premiati  i nove “Marchigiani dell’anno 2011”. Il premio, giunto alla XXVII edizione, ha visto insignire del prestigioso “Picus del Ver Sacrum” nove personaggi che si sono distinti nel territorio marchigiano per meriti artistici, culturali o imprenditoriali. Tra questi spiccavano i nomi degli industriali Massimo Berloni, Enrico Loccioni e Federico Vitali; di religiosi come Mons. Sandro Corradini e Mons. Giancarlo Vecerrica; delle imprenditrici Ivana Maroni Marilungo e Rossella Sensi; dell’ambasciatrice Samuela Isopi e dell’artista Nazareno Rocchetti.

L’iniziativa, promossa dal Ce.S.Ma – Centro Studi Marche “Giuseppe Giunchi” – con il patrocinio della Regione Marche, della Regione Lazio e del Comune di Roma, sostenuta dalla Carifac, ha voluto affiancare al prestigioso anniversario la nona edizione del Premio alla Carriera, conferito a Domenico Giraldi.

DSC0465-300x199Grande commozione durante la premiazione da parte di  Fernando Aiuti, Presidente onorario del Ce.S.Ma., nel ricordare la magnanimità della famiglia Sensi nei confronti dello storico presidente onorario Giuseppe Giunchi, a cui poi è stato dedicato l’istituto, la cui salma è stata ospitata nella tomba di famiglia degli imprenditori romani. La Sensi si è detta “Felice e orgogliosa di ricevere il premio proprio in Campidoglio. Anche mio padre nel 2001 fu premiato con lo stesso riconoscimento”.
Un’ottima impressione è stata suscitata da  Sandro Corradini e Giancarlo Vecerrica, che hanno voluto dedicare il premio ai giovani, sperando che questo possa essere di buon auspicio in un momento critico come quello attuale. In particolare il Vescovo di Fabriano – Matelica ha voluto ricordare l’esperienza del pellegrinaggio Macerata – Loreto, nato per sua iniziativa nel lontano 1978, anno dell’elezione di Giovanni Paolo II, con la partecipazione di trecento giovani e arrivato ad una stima di novantamila partecipanti per l’edizione 2012.

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Franco Moschini e Massimo Berloni

Grande ammirazione inoltre per gli imprenditori che sono riusciti, nonostante la crisi, a tenere alto il nome dell’Italia e delle Marche all’estero, con particolare riferimento alla pasta di Campofilone della Marilungo, commercializzata in tutto il mondo.
Un’ottima cornice è stata creata anche dai premiandi che affiancavano Franco Moschini – Presidente esecutivo del Ce.S.Ma, nel prestigioso compito. In particolare vanno citati gli ambasciatori Enrico di Maio, Alfredo Matacotta e Giorgio Girelli, che hanno premiato Samuela Isopi, la sanbenedettese attualmente Consigliere dell’Ambasciata a Mosca, e l’attore Neri Marcoré, presente alla premiazione dell’artista ex – massaggiatore della Nazionale Italiana di Atletica Leggera, Nazareno Rocchetti.

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Franco Moschini, Nazzareno Rocchetti e Neri Marcorè

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Angeli, Giraldi, Monsignor Vecerrica, Sciapichetti e Governatori

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Ivana Maroni Marilungo, Franco Moschini e Pina Gentili

 


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