La Cassazione annulla condanna per giovane spacciatore
Matelica
di Monia Orazi
La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di condanna per D.J giovane, 28enne operaio di origine albanese, arrestato dai carabinieri il 27 agosto 2010, dopo essere stato trovato con 10 grammi di cocaina addosso, a seguito del ricorso presentato dagli avvocati difensori Luca Belardinelli e Sabrina Carnevali, ha rinviato gli atti alla corte d’appello di Perugia. Nell’abitazione del giovane, in seguito ad una perquisizione furono trovati 170 grammi
di cocaina. Fu accusato di resistenza a pubblico ufficiale, per essersi opposto all’identificazione e di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La Procura di Camerino chiese per lui l’arresto, ma sia il Gip che il tribunale del riesame avevano disposto i domiciliari. E’ stato condannato in primo grado a due anni ed otto mesi e dieci giorni di reclusione, al pagamento di 12 mila euro di multa. La Procura di Camerino ha fatto appello, chiedendo a seguito di
una nota dei carabinieri di Matelica, la pericolosità sociale del giovane, la pena di reclusione di sei anni e l’espulsione dall’Italia come misura di sicurezza, dopo che avesse finito di scontare gli anni di carcere. Il 23 maggio del 2011 la Corte di appello di Ancona ha rideterminato la pena in 4 anni e 4 mesi e 10
giorni di reclusione, comminando 14 mila euro di multa, disponendo dopo che il ragazzo avesse scontato gli anni di carcere, la sua espulsione dall’Italia. Gli avvocati difensori Belardinelli e Carnevali allora hanno presentato ricorso in corte di Cassazione, sostenendo una serie di errori della corte anconetana, in primis l’acquisizione del documento dei carabinieri, successivamente alla sentenza di primo grado, senza concedere alla difesa l’occasione di una controprova. La Cassazione, che di solito nella maggior parte dei casi rigetta i ricorsi, ha accolto l’appello, annullando la sentenza della corte di appello di Ancona, rinviando gli atti alla corte di appello di Perugia. I legali difensori hanno presentato istanza, chiedendo che sia immediatamente estinta la misura cautelare degli arresti domiciliari, per decorrenza dei termini riferita all’entità della condanna in primo grado.
