Importazione di silicio cinese
Dodici imputati alla sbarra

Maxi processo a Macerata

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aula_tribunaledi Cristina Grieco

Si è aperto stamattina dinanzi al Gup Enrico Zampetti il processo per il reato di associazione per delinquere a carico di dodici imputati ai quali è stato contestato di essersi adoperati in concorso tra loro per commercializzare silicio proveniente dalla Cina immettendolo nel territorio nazionale come di provenienza comunitaria. I fatti si sarebbero svolti tra il 2005, il 2006 e il 2007 quando gli stessi avrebbero attraverso l’ausilio di società conniventi e di altre create ad hoc importato silicio cinese facendolo passare attraverso una società rumena. Lo stesso materiale giungeva dunque alla dogana di Trieste come proveniente da paese comunitario. Il silicio metallico di origine cinese veniva acquistato in Cina ed inviato, via mare, presso le così dette “free zone” di Galati e Costanza in Romania. La merce veniva opportunamente fatta fatturare dal fornitore cinese, alla “Styl Rom Impex s.r.l.” di Galati. Il silicio metallico giunto in Romania dopo esser stato caricato su autotreni rumeni veniva inviato, via terra, presso la dogana di Trieste e di Fernetti e fatto risultare venduto dalla citata “Styl Rom Impex s.r.l.” alla società italiana “C.G.S. S.r.l.” di Vimodrone. Attraverso quest’ultima società al momento dell’importazione veniva dichiarato falsamente alla dogana di Trieste e Fernetti che detto materiale era di origine rumeno e quindi non soggetto a dazio comunitario antidumping pari al 49% ma al solo dazio nazionale pari al 5,5%. Veniva dunque venduto dalla “C.G.S. s.r.l.” di Vimodrone alla società “filtro” “R.F. s.r.l.” di Caponago (MI) e da quest’ultima alla “SACAL società alluminio Carisio S.p.a” di Carisio (VC), a prezzi vantaggiosi e nettamente inferiori a quelli di mercato. Promotori dei suddetti traffici sarebbero Vincenzo Iride, Pietro Sanelli, Giorgio Tinelli, Danila Bottaro, Paolo Cavirani, Giuseppe Gioia, Enzo Vinciguerra, Claudio Moro, Simone Foglia, Roberto Malloni e Sabatino Alcidi. Coinvolto anche Massimiliano Ragaini quale responsabile acquisti della “Form S.p.A.”, della “Mechterm S.p.A.” e della “Rag All S.p.A.” tutte con sede a Loreto e destinatarie finali di parte del silicio metallico immesso in contrabbando sul territorio nazionale. Nell’operazione criminosa hanno preso parte anche alcuni cittadini rumeni, non completamente identificati, i quali coordinati dai così detti “organizzatori” e su precisa direttiva dei “promotori” curavano in Romania tutte le fasi relative all’arrivo, al momentaneo stoccaggio e al definitivo invio in Italia del silicio metallico di origine cinese, con successiva messa in atto di copertura amministrativa contabile della “Styl Rom Impex S.r.l.” Coinvolte anche alcune società di Porto Recanati: la “Essemme di Foglia Simone C. s.a.s.”, la “Si. Al. Co. Di Alcidi Sabatino & C. s.a.s.”, la “SI.AL.CO S.r.l.”, la “R.F. S.r.l.”, la “IT S.r.l.” e la “G.B.R. S.r.l.”. Stamane in aula uno dei difensori ha sollevato un’eccezione preliminare di incompetenza. Il Gup tuttavia, ritenendo che il reato più grave si è consumato a Porto Recanati ha dichiarato la propria competenza. L’udienza è stata tuttavia rinviata considerato il decesso di uno degli imputati. Il processo riprenderà dunque il prossimo 27 giugno quando, delineate le strategie difensive, gli imputati decideranno se optare per un rito alternativo. Per molti si preannuncia già la strada del rito ordinario mentre uno ha già dichiarato la propria volontà di patteggiare la pena. Si parla di un’evasione di imposta per un importo che si aggirerebbe intorno ai 410 mila euro.


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