Suicidio in carcere
La Procura apre un’inchiesta
La procura di Ancona ha aperto un’inchiesta sul detenuto che si è tolto la vita e sul doppio tentato suicidio in cella nel carcere di Montacuto di giovedì. La scorsa notte, dopo i gesti autolesionistici dei detenuti, un 28 enne greco e due magrebini, c’è stata una protesta dietro le sbarre per il gravissimo stato di affollamento della casa circondariale in cui sono recluse 400 prigionieri, costretti a dormire con i materassi a terra, impossibilitati a lavorare, con difficoltà perfino a fare le docce. I reclusi hanno battuto con le stoviglie sulle inferriate, tentato di incendiare magliette nelle celle, gridato contro la situazione di vivibilità fino a quando l’intervento della direttrice Santa Lebboroni ha riportato la calma nel penitenziario.
Il garante regionale dei detenuti Italo Tanoni ha rivolto un appello al capo dello Stato Giorgio Napolitano e annunciato il prossimo arrivo ad Ancona del responsabile nazionale del Dap Giovanni Tamburino. Nei mesi scorsi, per denunciare le stesse condizioni di sovraffollamento, alcuni detenuti avevano occupato un intero braccio del carcere e scatenato una rissa con alcuni rivali. La direttrice Lebboroni era stata destinata ad altro incarico, ma poi reintegrata.