Sicurezza e lavoro sommerso
Sanzionate tre aziende

Accanto alla ordinaria attività a contrasto del lavoro sommerso, la Direzione Provinciale del Lavoro ha controllato gli eventi fieristici

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Nelle ultime settimane gli Ispettori del Lavoro della Direzione Territoriale del Lavoro di Macerata sono stati impegnati nell’avvio di una campagna nazionale di vigilanza sugli eventi fieristici, accanto alla ordinaria attività a contrasto del lavoro sommerso. Gli accessi ispettivi sono stati coordinati dal direttore Pierluigi Rausei, e operativamente personalmente diretti dal responsabile del Servizio Ispezione Lavoro, dottor Maurizio Battistelli.

Nell’ambito della vigilanza sugli eventi di carattere fieristico ed espositivo, i controlli si sono concentrati sulla fiera “Edil Centro Marche–Salone dell’Edilizia”, verificata in fase di disallestimento: in questa circostanza sono state trovate tre aziende irregolari.

 

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Nelle prime due aziende, veniva operato lo smontaggio di ponteggi senza che fosse presente in cantiere il Pimus (Piano di montaggio, uso e smontaggio), sono state pertanto riscontrate condizioni di irregolarità prevenzionistica in materia di tutela della sicurezza dei lavoratori e i rispettivi datori di lavoro sono stati destinatari di specifici provvedimenti di prescrizione per le violazioni penalmente rilevanti delle disposizioni in materia di salute e sicurezza dei luoghi di lavoro del Testo Unico Sicurezza sul Lavoro, tempestivamente regolarizzate secondo le disposizioni impartite dal personale ispettivo, con contestuale pagamento delle sanzioni penali.

La terza azienda è stata trovata con un lavoratore intento a rimuovere attrezzature e mobilia dallo stand fieristico ed era totalmente “in nero”. Con riferimento alla campagna mirata alla scoperta del lavoro totalmente sommerso, invece, è stata individuata una azienda a titolarità cinese, del settore manifatturiero, precisamente un tomaificio, il cui laboratorio è stato allestito in un garage al piano strada di una civile abitazione in una zona centrale di Civitanova Marche (Zona San Marone).

Sono state trovate intente al lavoro 4 persone, di cui 3 totalmente “in nero”. Per il datore di lavoro è scattato immediatamente il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, revocato soltanto a seguito di regolarizzazione di tutti i lavoratori non regolari e di pagamento della relativa sanzione. Nel tomaificio, peraltro, gli Ispettori del Lavoro si sono trovati davanti ad una situazione dei locali assolutamente non a norma per le condizioni igienico-sanitarie delle postazioni di lavoro, per l’utilizzo di materiale chimico, particolarmente infiammabile, senza cautele prevenzionistiche e per le condizioni ambientali e dell’impianto elettrico non a norma (a queste situazioni si riferiscono le fotografie allegate).


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Nei confronti del titolare del laboratorio sarà la ASUR Marche ad effettuare gli ulteriori accertamenti di competenza e irrogare le conseguenti sanzioni penali previste per la violazione delle norme in materia di salute e sicurezza dei luoghi di lavoro del Testo Unico Sicurezza sul Lavoro.

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