Restano chiusi nel cimitero per più di un’ora

E' accaduto a Recanati dove 15 visitatori sono rimasti bloccati all'ora della chiusura
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di Mauro Nardi

Rinchiusi nel regno dei morti per oltre un’ora alla disperata ricerca di una via di uscita. Non è un racconto di Stephen King ma la brutta avventura vissuta domenica da una quindicina di persone che hanno approfittato della bella giornata per far visita ai propri defunti, dimenticandosi però di controllare l’orologio per tenere sotto controllo l’orario di chiusura. Teatro della singolare vicenda è stato il cimitero di Recanati che chiude al pubblico alle 17,30. A quell’ora il custode ha sbarrato i due ingressi e se n’è andato a casa, ignorando la presenza di alcune automobili nel parcheggio adiacente alla struttura le quali potevano suggerire la presenza di qualche avventore all’interno. Ed in effetti più di un ritardatario si è presentato all’uscita del cimitero pochi minuti dopo l’orario di chiusura, trovando l’amara sorpresa. Il pulsante rosso utilizzato per aprire il cancello dall’interno della struttura non rispondeva al comando e nel giro di poco si è radunata una folla formata da almeno una quindicina di persone. Tra queste anche due disabili di cui una in carrozzina.
Il gruppo si è radunato davanti al cancello dell’ala nuova discutendo sul da farsi. Si è quindi pensato di raggiungere l’altro ingresso che ovviamente è risultato anc’esso bloccato. Solo a questo punto uno dei presenti ha preso in mano il cellulare per chiamare il 112 e lanciare l’allarme. La richiesta d’aiuto giunta al centralino dei Carabinieri è stata immediatamente girata alla locale stazione della Polizia Municipale, che ha sua volta ha avvisato il custode. Un passaggio di cornetta in cornetta che ha richiesto del tempo tanto che l’odissea si è conclusa attorno alle 19,00, tra la rabbia di coloro rimasti bloccati nel regno dei morti per essersi attardati all’uscita per una sola manciata di minuti. Il cimitero cittadino non è dotato di un segnale acustico in grado di avvisare i visitatori, e la scrupolosa puntualità del custode ha compiuto il resto. Fortuna ha voluto che tra le persone presenti, quasi tutte di una certa età, ce ne fosse una in possesso di un cellulare. In caso contrario l’attesa avrebbe potuto prolungarsi addirittura sino al mattino seguente, a meno che i loro richiami non avessero allertato qualcuno di passaggio all’esterno della struttura. Una vicenda che si è conclusa nel migliore dei modi, anche se non resterà certo tra i ricordi piu’ belli di coloro che l’hanno vissuta in prima persona.



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