Mostra Casapound “Ascoli città fascista”, sale la polemica
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E’ polemica ad Ascoli Piceno per una mostra fotografica dal titolo ‘Ascoli citta’ fascista’ che il circolo di ultradestra CasaPound dovrebbe inaugurare il 25 aprile, Festa della Liberazione, nella propria sede. Pd, Idv, Prc e organizzazioni sindacali hanno chiesto al prefetto di vietare l’inaugurazione per motivi di ordine pubblico, mentre CasaPound definisce ”assurda” la richiesta. Il sindaco Castelli puntualizza che ”il Comune e’ totalmente estraneo all’iniziativa”.
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Vorrei ricordare che le manifestazioni di destra non sono MAI sfociate in violenza, al contrario di quelle di sinistra, quindi la “preoccupazione” di detti partitelli è solo dettata da un odio radicato a profondo, frutto di un plagio mentale adoperato da chi è stato fatto “eroe” ma in realtà è stato solo un vigliacco.
Quali manifestazioni della destra non sono mai sfociate in violenza?
Ci sarebbe da contestualizzare il periodo storico.
Infatti, l’ultradestra preferisce agire al buio, con le lame, con le spranghe, in cinque contro uno, poi scende in piazza e organizza futuristiche, ma pacifiche parate…
Caro Patrick, informati su alcune storielle avvenute negli ultimi anni, senza tornare ai “gloriosi” anni Settanta, chiedi di Dax Cesare o di Renato Biagetti o più semplicemente dei fatti di Lecce del gennaio di quest’anno.
E comunque è una provocazione la data dell’inaugurazione!
Si inaugura domani, e non il 25 aprile, come era stato scritto ieri, la mostra fotografica ‘Ascoli citta’ fascista’, organizzata ad Ascoli Piceno dal circolo locale di CasaPound. L’esposizione si terra’ nella sede del movimento di ultradestra, e, salvo novita’ dell’ultima ora, l’evento non sara’ ne’ vietato, come avevano chiesto i partiti del centro sinistra e la sinistra sindacale, ne’ oggetto di particolari misure di sorveglianza. Cosi’ ha deciso la Prefettura, valutando che la mostra e’ allestita in un club privato, accessibile solo ai soci.
Caro Lupo Alberto, di “storielle” come le definisci tu, gli anni di piombo sono pieni, io guardo la storia senza pregiudizi, analizzando e confrontando. Evidentemente, quella mostra, a distanza di quasi 70 anni, da ancora fastidio a qualcuno che non vuole ricordare o meglio ricorda solo quello che gli fa comodo. Troppo facile.
Grazie.
@ Patrick
Un certo revisionismo storico ancora cerca di giustificare la dittatura fascista.
Che cosa non si vuole ricordare?
Le leggi razziali?
L’imbecillità di entrare in guerra con un esercito da barzelletta?
La sciaugurata spedizione in Russia?
L’avallo nella deportazione degli ebrei?
(e queste sono solo alcune delle centinaia di “perle” della dittatura fascista che mi vengono in mente)
@Gianfranco
Scrive di revisionismo storico, quando per oltre 70 anni non hanno fatto altro che gettare fango su un periodo storico che, da nazione arretrata e agricola, ci ha trasformato in una potenza industriale a livello mondiale. Le ricordo che, le principali conquiste sociali, sono avvenute proprio nel ventennio. Troppo facile ricordare quello che fa comodo per partito preso.
Io la definisco ipocrisia.
Buona domenica.
@ Patrick
Le principali conquiste sociali avvenute proprio nel ventennio????
Lei forse intende una conquista sociale la soppressione dei partiti?
Il bavaglio alla libertà di stampa?
I Tribunali speciali?
Le corporazioni?
Che poi sotto i fascisti siamo diventati una potenza industriale, da nazione agricola, mi sembra un pò troppo trionfalistico e assai molto esagerato: fino alla fine degli anni ’50 eravamo in prevalenza una nazione agricola, con poli industrializzati (soprattuto al Nord) nati ben prima del fascismo.
Per ultimo, in ogni Paese ed in ogni era, la Storia viene scritta da chi vince.
E chi vince, ovviamente, scrive ciò che per lui è interessante.
Ma da qui a riscrivere la storia del fascismo, per tentare di farla passare come radioso sol dell’avvenire, mi scusi, ma ce ne passa….
Forse @patric si riferisce tra l’altro a ciò :
A)Istituzione dell’INPS
B)Istituzione del Servizio Sanitario Nazionale.
C)Istituzione dell’INAIL
D)Riforma della scuola Gentile
E)Riforma del Codice Penale (Rocco) ancor oggi in gran parte valido.
F)Opera Maternità ed Infanzia
H)Una casa ed terra
@ servec
E già… Però quando c’era il Duce i treni arrivavano in ritardo.
E poi la battaglia del grano.
Li fermeremo sul bagnasciuga e gli spezzeremo le reni…
Ed altre amenità simili.
Io non so a cosa si riferisca Patrick, però quando i nostalgici, i post fascisti, i neofascisti, i vicini ai fascisti parlano di quel periodo storico (ricordando l’IMPS, il SSN, l’INAIL eccd.) ed esaltano queste conquiste sociali sembrano fingere di non sapere (o mentono) che, fuori dai confini nazionali, il le stesse medesime uguali conquiste sociali si stavano attuando in tutta Europa e in tutto il Mondo.
Invece si fa finta sempre che l’Italia fosse il massimo del progresso e che tutti gli altri Stati fossero fermi al Medioevo.
E no, il fascismo era vanti anni luce e tutti gli altri erano ancora nelle caverne….
Ma dai, ancora alle favolette della metteremo la luce nei campi????
Se proprio volete parlare di fascismo, il che non c’è nulla di male nel farlo, almeno abbiate la capacità di contestualizzare il periodo storico…
Sapevo che il Duce ci teneva molto al rispetto degli orari dei treni. Ma forse ricordo male questo dettaglio
@ mus
Hai perfettamente ragione, mi è scappato un “non” mentre scrivevo.
La frase esatta è: Però quando c’era il Duce i treni non arrivavano in ritardo.
Come dimenticare la Bonifica dell’Agro Pontino e l’Acquedotto Pugliese?