Ultreya! Si sono di Treia risponde Ulderico

Continua la sfida del maratoneta Lambertucci negli USA e non mancano le curiosità
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ulderico-1-300x169Il viaggio di Ulderico costa to coast negli USA continua, salgono le temperature e non mancano le curiosità. Chi ha percorso uno dei pellegrinaggi per eccellenza ovvero “Il cammino di Santiago” (percorso anch’esso compiuto da Ulderico) di certo sa cosa significa la parola ULTREYA. La si incontra scritta ovunque ed è antica quanto il cammino stesso. Letteralmente significa  “sempre più avanti” . Ci si saluta in questo modo per darsi forza gli uni con gli atri. In sostanza un motto di incoraggiamento a raggiungere la meta ma non solo. A Santiago prendendo come parafrasi della vita: il cammino che inizia, trascorre e finisce. Per coloro che hanno la sensibilità necessaria ci si augura una sorta di rinascita fisica e spirituale. Non una fine reale quindi, ma sempre un nuovo inizio, “sempre più avanti”. Rimane di certo curioso il fatto che il nostro maratoneta , originario di Treia, che cammina  a destra e a manca per il mondo risponda con le sue generalità a questo storico motto che accomuna i pellegrini di ogni etnia, colore e filosofia della terra.

ulderico-3-300x214Ieri da un auto gli hanno gridato  “Ultreya” e lui ha risposto “si sono di Treja” ma oggi, ricordando il cammino di Santiago, risponde come i fanno pellegrini …..Suseja” Questa parola sempre in idioma medioevale permeato di latino, significa, “andare più alto”. Quindi, il grido di incoraggiamento completo “Ultreya! Suseya!” corrisponde ad andare più avanti, andare più in alto. E’ chiaro il riferimento al non fermarsi mai verso l’avvicinamento spirituale a Dio, leggi universali, ciò che governa il tutto.

ulderico-2-300x156Dal diario di viaggio: “Oggi i nostri, lasciata Whitewater, nella città dei El Dorado hanno imboccato  la US 54 per arrivare a notte ad Eureka. Michele racconta che hanno trovato la pompa per rifornirsi di Gas, a secco e si sono dovuti  spostare di diverse miglia per rifornirsi “Abbandoniamo” il maratoneta che non percepisce il problema forzando come sempre la marcia. La temperatura inizia ad alzarsi e l’aria è secca. Condizioni ideali per perdere rapidamente i liquidi tanto che dopo circa 2 ore ci ricongiungiamo a lui trovandolo quasi completamente disidrato. Ne nascono momenti di tensione tra noi, che poi “subito” si risolvono. Beve, e parte più forte di prima tanto che a fine giornata segna 78 km. La soglia degli 80 è vicina e se non avessimo insistito per fermarlo lui di certo l’avrebbe superata. Oltre che ad accompagnarlo, pensiamo che il nostro compito sia anche quello di preservarlo, cosa credetemi non facile da far,e quando si ha a che fare con Ulderico Lambertucci. L’indomani lasciamo Eureka ed approdiamo a Iola. 77 km tanto per non abbassare i ritmi. Sentiamo il profumo della primavera con alte temperature. Ma le variazioni climatiche sono incredibili, comunque i nostri fisici, nonostante la stanchezza accumulata nelle settimane, sembrano reggere bene.”



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