Appello de Il Pettirosso:
“Basta incenerire!”

TOLENTINO - Il circolo, aderente a Legambiente, s'interroga sui costi di ammodernamento dello stabilimento del Cosmari: "Bisogna chiudere la linea d'incenerimento e trasformare l'impianto in uno di riciclo a rifiuti zero"
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Lo stabilimento del Cosmari

Dal circolo il Pettirosso Onlus, aderente a Legambiente, riceviamo: 

“350.000 euro: è questa la cifra che a breve il Cosmari dovrà spendere per mettere a norma l’inceneritore e circa 2.800.000 euro dovranno essere spesi per ammodernare l’oramai obsoleto impianto di incenerimento.
Tutti questi soldi pubblici a cosa servono? Servono a riattivare un impianto che spreca energia (è dimostrato che l’energia che si recupera con l’incenerimento è assai inferiore a quella che si risparmierebbe riciclando i rifiuti) e che può emettere, come abbiamo letto di recente, sostanze cancerogene quali le diossine e i furani.
Ha senso incenerire? No, perché in natura nulla si crea e nulla si distrugge pertanto bruciando i rifiuti non si distrugge un bel niente ma semplicemente si trasforma l’immondizia da solida (gestibile) a gassosa (ingestibile e respirabile).
È ampiamente dimostrato che tutti gli impianti d’incenerimento producono nano particelle, ossia particelle microscopiche che non vengono trattenute dagli alveoli polmonari e che se respirate vanno in circolo tramite il sangue su tutto il nostro corpo (anche nei feti!).
I processi d’incenerimento producono delle polveri tossico-nocive che vanno smaltite in apposite discariche specializzate: saranno mica le stesse che, abbiamo letto, sono state esposte a fenomeni di dispersione?
Incenerire non è logico, è antieconomico e mette a rischio la nostra salute e l’ambiente. Inoltre le spese per la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’inceneritore e per lo smaltimento delle polveri prodotte potrebbero essere utilizzate per potenziare la linea di selezione manuale dei materiali al fine di migliorare la qualità del prodotto. Incentivando ulteriormente la raccolta differenziata potrebbe essere possibile creare una filiera industriale legata ai prodotti riciclati, creando occupazione nel territorio e facendo in modo che i materiali riciclati diventino un vantaggio per la popolazione locale che con tanto impegno li ha raccolti e differenziati.
È ora di dire basta, l’occasione che si presenta in questi giorni con lo spegnimento forzato dell’inceneritore del Cosmari deve essere sfruttata per chiudere una volta per tutte la linea d’incenerimento e trasformare l’impianto in un più moderno e redditizio impianto di riciclo a “rifiuti zero”. Già oggi questa strategia è in atto in alcuni luoghi dove, non solo sta portando montagne di denaro, ma sta anche difendendo l’ambiente e la salute di intere comunità anche superiori, per bacini d’utenza, a quelle della Provincia di Macerata.
La tecnologia esiste, sarebbe ora che, chi ha la responsabilità dell’impianto, si muovesse in tal senso. Basta incenerire!”.



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