Calo di presenze al Micam
Donnari: “Situazione molto preoccupante”
i visitatori sono stati 36.000 e la minore affluenza riguarda soprattutto gli italiani. Confindustria Macerata chiede il sostegno degli enti
Visitatori in calo al Micam. Il principale evento commerciale per il settore calzaturiero che si è concluso nei giorni scorsi conferma il momento delicato per il settore. Sono stati 36.000 i visitatori, ben il 7,11% in meno rispetto a marzo 2011. La minore affluenza riguarda soprattutto il mercato italiano mentre fanno ben sperare la Russia, la Cina (Hong Kong) e stanno riprendendo la Francia e gli Usa. Intanto i prezzi medi di acquisto stanno salendo. A presentare i risultati del Micam per i calzaturieri maceratesi è stato questa mattina Fabio Donnari, Vicepresidente Sezione Calzature di Confindustria Macerata e membro di Giunta Anci: «Abbiamo letto alcune dichiarazioni di imprenditori e quelle del governatore delle Marche Gianmario Spacca, che hanno sottolineato in modo molto esplicito l’andamento positivo del nostro settore. Io credo che ciò non corrisponda a realtà: ci sono serie difficoltà – abbiamo perso molti pezzi -, anche se ancora abbiamo i numeri per competere. Certo bisogna pensare positivo, e noi come imprenditori lo facciamo sempre, ma dobbiamo rinnovare l’attenzione su questo settore. Ci sono fattori che ci fanno sperare, abbiamo ridotto la cassa integrazione e nel 2011 abbiamo avuto una leggera ripresa dell’export ma oggi la situazione è comunque molto preoccupante. Plaudo alle parole di Spacca quando ci fa notare che l’imprenditore calzaturiero è uno che si è fatto da solo, gira il mondo e apre i mercati; oggi però abbiamo bisogno di non essere lasciati soli; le nostre imprese debbono riorganizzarsi, debbono necessariamente crescere e quindi hanno bisogno di essere sostenute in questi processi sia economicamente che con la formazione. Abbiamo bisogno di credito e di professionalità sempre più elevate per portare il nostro prodotto in giro per il mondo. E’ vero, i nostri prezzi sono alti, ma in linea con la qualità e il design che proponiamo, per i quali le imprese investono tantissimo. Abbiamo affrontato nel tempo molte crisi; secondo gli indicatori l’attuale recessione durerà per qualche altro semestre. Scontiamo problemi legati ai ritardi di pagamento e agli insoluti, alla crescente difficoltà di accedere al credito, ai costi della manodopera elevati– nonostante una busta paga insufficiente per i nostri dipendenti. Il credito è vitale per le nostre imprese: speriamo che dalle enunciazioni si passi ad avere un valido appoggio per il nostro settore che nel nostro territorio vanta circa 12mila addetti e rappresenta il 10% dell’occupazione nel settore a livello nazionale».
Sono quattro secondo Donnari gli elementi per il rilancio: le banche devono rendere il credito meno costoso e più accessibile alle PMI , ridurre il costo del lavoro, aumentando i salari e abbassando la pressione fiscale, tutela del Made in Italy e sostegno alla realizzazione dei campionari».
Remo Ciccioli, Componente Consiglio Confindustria Macerata e Anci ha spiegato quali possono essere i motivi del calo di visitatori a Milano: «In ogni piccolo stato c’è una fiera (Belgio, Olanda, Russia, Germania, Asia etc) e i costi diretti e indiretti per partecipare o solo visitare le Fiere sono molto alti. Tutti debbono ridurre i costi e per questo i visitatori andranno sempre a diminuire nel tempo. A ciò si aggiunge la forte riduzione del credito erogato alle aziende che stà rendendo sempre piu’ povero il nostro territorio. L’aggregazione tra PMI potrebbe offrire una soluzione, ma i consorzi hanno pochissime risorse da Stato e Regioni e vivono oggi quasi esclusivamente sulla forza delle aziende consorziate».
Carlo Cipriani, – responsabile servizio internazionalizzazione Confindustria Macerata, ha sottolineato anche che in concomitanza con il Micam si è tenuto anche il Mipel (fiera dei pellettieri) che vede presenti una decina di imprenditori locali.
Confindustria Macerata ha anche avviato una serie di iniziative a sostegno delle imprese quali il progetto “Comunicare il distretto, Marche Shoes and Fashion” promosso e avviato in collaborazione con Confindustria Fermo e Confindustria Marche e sostenuto dalla Regione Marche, gli interventi formativi per le Aziende del settore moda in collaborazione con lo IED di Milano – Istituto Europeo per il design ed altri esperti di alto profilo, la realizzazione di appositi uffici in Cina e India per assistere le aziende locali nei rapporti sempre più intensi e strategici con questi nuovi immensi mercati e recentemente è stata istituita la “Fondazione per l’ Istruzione Tecnica Superiore” “Nuove Tecnologie per il made in Italy” con indirizzo Calzature-Moda che coinvolge, con due corsi, l’ITC “Corridoni” di Civitanova Marche e l’ITIS Montani di Fermo per la preparazione specifica di giovani diplomati nell’ambito della produzione e del marketing.
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La realtà calzaturiera della provincia è costituita da c.a. 12.000 addetti (il 10% degli occupati a livello nazionale nel settore) che lavorano in circa 1000 aziende 120 delle quali di tipo industriale e associate a Confindustria Macerata.
Il settore delle calzature rappresenta circa il 30% dell’intera economia provinciale, con più di 1.700 milioni di euro di fatturato ed una quota relativa all’export che copre il 60% del totale del prodotto provinciale esportato.
Ma l’entità del settore calzaturiero non si ferma a queste, pur significative cifre: accanto ad esso, infatti vi sono oltre 100 aziende con circa 3.000 addetti che si occupano della produzione dei componenti (suole, tacchi, tomaie accessori, ecc. ) ed un comparto della pelletteria nella zona di Tolentino con la presenza di oltre 80 aziende fra cui alcune importantissime concerie.
Questa “economia integrata” concorre a determinare un primato spesso sconosciuto: nella provincia di Macerata, in particolare nel comprensorio di Civitanova Marche, esiste il più importante e qualificato raggruppamento di aziende produttrici di componenti (suole in particolare) per calzature al mondo.
(foto di Guido Picchio)


ma mettetevi un pò daccordo ieri in televisione da Sagripanti a tutti gli operatori del settore intervistati erano tutti ottimisti,il Micam un successo.Qui si dice che la situazione è preoccupante a chi dobbiamo dare ascolto???????