Berdini scioglie le riserve e si candida per le primarie

CIVITANOVA - E' lui il quarto nome candidato per le consultazioni del centrosinistra del 17 e 18 marzo

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Giorgio Berdini

 

 

di Laura Boccanera

Dopo la presentazione ufficiale di candidato alle primarie del centrosinistra di Giulio Silenzi, Luigi Carlocchia, e Tommaso Corvatta, era rimasto solo Giorgio Berdini a rompere gli indugi con il sigillo dell’ufficialità. Sono dunque 4 i candidati: Berdini ha consegnato ieri il numero massimo consentito di firme per la candidatura: “Quello del 6 maggio è un appuntamento di particolare importanza per Civitanova – dice Berdini – non solo perché si voterà per il nuovo Sindaco e per il rinnovo del Consiglio Comunale ma anche e soprattutto perché potremo dare una opportunità di riscatto alla politica”.
Berdini sceglie come motto e portafortuna una citazione di Berlinguer: “il futuro appartiene a chi ha il coraggio di cambiare” ed invita tutti a votare alle primarie del 17 e 18 marzo “per dimostrare che è possibile superare appunto il professionismo non per sostituirlo con il dilettantismo, bensì con una forte passione sorretta, nel nostro caso, anche da una certa esperienza – spiega Berdini – Abbiamo come avversario un centrodestra logoro, esausto e senza più motivazioni non possiamo pensare ad un avvicendamento che non passi tramite un progetto che parta appunto dal riscatto della politica, della politica buona, della politica vicina alla gente piuttosto che dalla politica praticata dai professionisti. Chi sono i referenti di chi aspira ad un ruolo amministrativo? Chi devono essere i nostri referenti? Silenzi, Corvatta e Costamagna, Mobili e Brini, Marinelli o la gente? Io sto con la gente e non mi mette paura contrappormi all’attuale modo di fare politica e non scappo alla prima difficoltà”. Stoccate poi verso i colleghi del centrosinistra che a suo dire manipolano la scacchiera politica “segretari e notabili di partito definiscono il nostro futuro: io qua, tu la, lui dall’altra parte; per me questo, per te quest’altro e via dicendo. Mi interessa vincere perché se vinco io vince l’umiltà contro l’arroganza del potere e di chi lo esercita, lo spirito di servizio sulla volontà dell’esserci sempre e comunque”.


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